PALERMO – La firma è stata apposta in calce al documento il 5 settembre scorso. Resta da capire solo la natura del documento. Che non può essere un vero e proprio “contratto”, che verrebbe sottoscritto solo nel momento in cui la struttura fosse pronta per avviare l’attività. Ma l’accordo tra la Regione e la società Humanitas è stato formalizzato i primi di settembre. Lo assicurano autorevoli fonti vicine alla maggioranza di governo. Confermando, del resto, quanto affermato dall’amministratore delegato della società’, Giuseppe Sciacca, in un’intervista al quotidiano “La Sicilia”: “A settembre, l’accordo Regione-Humanitas viene firmato”.
Conferme che, sommate, suonano in realtà come un’enorme smentita. Alle parole del presidente Crocetta, per la precisione, che ha dichiarato, nel pieno della polemica: “La delibera è sospesa, avevamo incaricato l’ufficio legale di svolgere approfondimenti, stiamo aspettando questo chiarimento giuridico”. Ma su ognuna di queste parole, i dubbi sono tanti. Perché mentre il presidente afferma che la “delibera è sospesa”, la Humanitas ha non solo aperto il cantiere di Misterbianco. Ma sta procedendo tranquillamente ai lavori. Così come previsto da quella delibera. Alla quale segue una “dichiarazione d’intenti”. Non un contratto. Ma un atto che vincolerebbe comunque governo e Humanitas al rispetto di quanto sancito dalla delibera stessa. Nonostante le smentite di rito. Giunte anche dall’assessore Borsellino.
Anche riguardo al parere giuridico richiesto all’Ufficio legale, i chiarimenti non sono giunti. Anzi, Livesicilia, per tutta la giornata di ieri ha richiesto allo staff del presidente Crocetta la copia di questa richiesta. Un’attesa vana. Dopo ore di “inseguimento”, infatti, anche di questo parere chiesto all’Ufficio legale, non c’è traccia.
Insomma, in questa confusione di dichiarazioni, rassicurazioni prontamente smentite, certezze che vacillano di fronte alle più ovvie verifiche, non resta che partire da alcuni punti fermi. Giuseppe Sciacca al momento non parla. Forse non si aspettava un caos del genere su un investimento assolutamente legittimo. E, anzi, sotto certi aspetti persino auspicabile, per i siciliani. Ma la Humanitas ha deciso di inviare a Livesicilia una nota. Nella quale la società ammette di procedere con i lavori. Altro che sospensione. Altro che delibera non esecutiva.
“Humanitas Centro Catanese di Oncologia, – si legge nella nota della Società – presente sul territorio siciliano da 55 anni, è un punto di riferimento regionale per la prevenzione e la cura dei tumori. Il Centro, grazie all’accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale (88 posti letto), svolge una funzione pubblica e si prende cura ogni anno di migliaia di pazienti. Nel corso del 2012 sono stati effettuati circa 13.500 ricoveri (ordinari, Day Hospital e Day Service) ed oltre 114.000 prestazioni diagnostiche ed ambulatoriali. Nel Centro operano 200 professionisti. Dal 2002 fa parte del gruppo ospedaliero Humanitas presente in Italia con ospedali e un centro di ricerca di rilievo internazionale. Una rete che permette di mettere a disposizione dei cittadini siciliani il meglio della tecnologia, delle competenze e della ricerca per la cura del cancro”.
E dopo le “credenziali” della società, ecco che si entra nel merito della polemica. “Per rispondere alle esigenze e alla domanda di salute dei cittadini, Humanitas, coerentemente col Piano Sanitario Regionale volto a valorizzare le eccellenze siciliane ed evitare che i pazienti affetti da gravi patologie debbano spostarsi verso altre regioni, – prosegue la nota – ha deciso di investire 105 milioni di euro (immobili e tecnologie diagnostico-terapeutiche) per la realizzazione di un nuovo Centro nel comune di Misterbianco al fine di dare una risposta ancora più significativa alla domanda di salute dei cittadini siciliani e diventare un punto di riferimento anche per l’area del Mediterraneo per le patologie oncologiche e neurologiche con percorsi clinici, diagnostici e terapeutici integrati. I lavori – ecco la conferma della società – sono iniziati da alcune settimane con l’apertura del cantiere e saranno completati in 2 anni e mezzo”.
I lavori sono iniziati, insomma. Un investimento da oltre cento milioni di euro. E la società, evidentemente, si considera “garantita” dall’accordo sottoscritto il 5 settembre scorso. Quello di cui parla Sciacca nella sua intervista al quotidiano “La Sicilia”. Quello confermato da tanti “addetti ai lavori”. Manca solo la conferma dell’assessorato. Richiesta da Livesicilia. Anche in questo caso, invano.
E l’ottimismo della società è evidente, quando nella nota di Humanitas si fa riferimento all’immediato futuro: “Il nuovo Centro Neuro-oncologico – si legge infatti – avrà complessivamente 170 posti letto totali destinati alle cure dei pazienti oncologici (tradizione del Centro) ma anche neurologici e ortopedici in convenzione con il Sistema Sanitario Regionale (12 saranno dedicati ai pazienti privati). E’ previsto un significativo incremento del personale impiegato. Queste specialità sono state individuate dalla Regione proprio perché causa di mobilità di pazienti siciliani verso altre regioni, fenomeno che si vuole invertire offrendo nuovi servizi ai cittadini siciliani. Il Centro svolgerà anche ricerca in collaborazione con l’IRCCS Humanitas e altri centri internazionali oltre che formazione medica in collaborazione con le Università siciliane. Una volta aperto, – conclude la nota – è previsto un budget di attività che potrà crescere fino ad un massimo di 10 milioni di euro (attualmente sono circa 20 milioni per attività di ricovero, diagnostica e radioterapia) sulla base del servizio effettivamente erogato ai cittadini siciliani”. L’accordo c’è, insomma. E il cantiere pure.

