"Il coraggio di denunciare" |Due giorni per ricordare Libero Grassi - Live Sicilia

“Il coraggio di denunciare” |Due giorni per ricordare Libero Grassi

vent'anni fa l'omicidio dell'imprenditore
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In occasione del ventesimo anniversario dell’uccisione di Libero Grassi, la famiglia Grassi, il Comitato Addiopizzo, la FAI, l’associazione antiracket LiberoFuturo e il Comitato ProfessionistiLiberi organizzano una due giorni di eventi in suo ricordo.

“L’imprenditore che nel 1991, da solo, ebbe il coraggio di denunciare il sistema delle estorsioni mafiose – scrivono gli organizzatori in una nota – oggi sarebbe affiancato da tanti colleghi che, insieme, si sono finalmente liberati dal pizzo e da migliaia di cittadini che lo incoraggerebbero ed appoggerebbero la sua scelta”.

“I cittadini palermitani – si legge ancora – sono invitati alle due giornate di commemorazione, che si articoleranno in numerosi appuntamenti tra via Alfieri, Palazzo Chiaramonte Steri e la Tonnara Bordonaro. La rivoluzione contro il pizzo e contro il sistema culturale mafioso è tuttora in corso, e per farcela c’è bisogno dell’impegno di tutti”.

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Commenti

    è stato un grande eroe, forse uno dei piuù grandi palermitani di tutti i tempi con il suo esempio, ma la città non ne è consapevole

    da allora mi dispiace dirlo non è cambiato nulla lo dimostra apertamente la mia storia vittima di usura ed estorsione dimenticato propio come libero grassi le associazioni mirano ad altro le istituzioni ti usano la societa ti mette da parte .io denunciando ho peggiorato il mio stato sociale ho fatto bene ma ho perso tutto e tutti ora vorrei scappare ma senza soldi non si puo .

    La città non ne è consapevole perchè sa che che a molti conviene pensare che la mafia sia solo quella delle estorsioni, magari ancora con la coppola e la lupara. Purtroppo la Sicilia è assediata dalla vera mafia, quella dei politici collusi, che vanno a braccetto sia con i mafiosi che con i professionisti dell’antimafia, quella delle persone che valutano le azioni buone o cattive a seconda di chi le fa, di qualche squallido personaggio che approfitta dei morti o della propria professione per fare carriera politica. La lotta contro gli estortori è sicuramente prioritaria, ma davanti allo schifo che c’è non si riesce a distinguere l’onesto dal mafioso e anche molte manifestazioni sono ambigue, e partecipando si corre il rischio di fare un piacere a qualche politico vicino alla mafia ma con le “giuste” conoscenze. A Catania, come Libero Grassi c’era Giuseppe Fava, e chi lo ha ammazzato è un sistema che ancora oggi comanda, prospera, ha la mani sulla città e sulla regione e magari è anche in prima fila alle manifestazioni.

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