Il pudore di Chiara |Speranza per la Sicilia - Live Sicilia

Il pudore di Chiara |Speranza per la Sicilia

Le parole dell'attivista di Libera come germoglio di un seme

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La speranza oggi è nel pudore. Il pudore di Chiara Natoli, tutto in quelle parole, durante una intervista al Tg3. “Se sarà confermato che si tratta di un atto intimidatorio” ha detto più o meno la giovane, a pochi metri dalla sua auto bruciata, quasi ad allontanare i riflettori, a schermirsi di fronte a questa improvvisa, drammatica notorietà. Eppure, a guardar bene la speranza sta proprio lì. In una terra di mafia come la Sicilia che è stata terra di eroi, ma che è stato anche il luogo del paradosso massimo: qui è diventato un problema anche l’Antimafia, come se non ci bastasse tutto il resto.

Qui dove la lotta a Cosa nostra, lo annotano ormai le inchieste, le cronache e gli studi, è stata vista come un ascensore mediatico, un po’ di elio da insufflare nella mongolfiera delle carriere. Qui dove l’Antimafia è stata anche una sfilata di pennacchi, una fiction dai protagonisti sempre intenti ad ammiccare alla telecamera.

Di fronte alla telecamera, però, oggi Chiara ha usato quelle parole: “Se verrà confermato” dice, consapevole che certamente non di autocombustione si è trattato. In quelle parole di Chiara c’è finalmente il germoglio di un seme. Quello degli eroi, quelli veri, che hanno combattuto la mafia, l’hanno indebolita, l’hanno messa in ginocchio consegnandoci oggi, e lo diciamo anche di fronte a questi fatti, una Sicilia un po’ migliore, un po’ più libera. Libera di dire “no” come ha fatto Chiara e come aveva fatto, pochi mesi fa, un altro giovane. Giuseppe Piraino ha registrato e denunciato il suo estortore e anche lui ha evitato l’occhio di bue che va alla ricerca dell’eroe, sull’affollato palcoscenico dell’Antimafia recitata. “Non sono un eroe, ho fatto solo quello che dovrebbe fare un normale cittadino” commentò. Un po’ come ha fatto Chiara. A raccontarci come oggi, finalmente – ecco il dato della speranza, oltre la tristezza – a dire “no” alla mafia è direttamente la gente di Sicilia. E che il fatto di dire “no” ai prepotenti del pizzo e ai vigliacchi degli incendi è una cosa normale, normalissima.

Adesso spetta a noi maneggiare con cura questo pudore. Spetta a noi non ripetere gli errori del passato. Sta a noi, insomma, stare vicini a Chiara e a Giuseppe, splendidi esempi di libertà, e a chi verrà. E fare come loro. Non cedendo alla fretta, non cadendo nella tentazione di cercare nuovi eroi da piegare alle convenienze del momento.


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