Il Tar dà torto al Comune | La trattoria può essere ampliata

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La sede del Tar a Palermo
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Commenti

    Ok il TAR ha accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato ma si dovrà pur sempre esprimere nel merito. Siano sicuri che alla fine la sentenza sarà favorevole per l’impresa??? Non so se conviene, ad oggi, la prosecuzione dei lavori.

    In questo senso hai ragione, ci vuole un poco di prudenza anche se la legge citata lascia pochi dubbi.

    Ma perchè in questa terra quando si tratta di sviluppare l’economia ai burocrati gli viene l’allergia?Secondo me scatta l'”odio sociale”! Nessuno deve guadagnare quel tanto che gli consenta di sopravvivvere!

    Sentenza saggia.
    Visto che il Tar ha dato ragione ai coniugi ristoratori avendo impostato la questione su lucrocessate e danno emergente, come mai quando i commercianti del centro storico per la questione ZTL hanno fatto ricorso lo stesso Tar non ha ritenuto di sospendere l’ordinanza motivando che in quel momento non si vedeva il dolo?
    A distanza di alcuni anni le conseguenze sono ben visibili a tutti e sono gravi.
    Basta andare a vedere via Roma con più di cento negozi chiusi con conseguenza di almeno 500 posti di lavoro persi, per non parlare della zona dei grossisti (piazza S. ANNA, FIERA VECCHIA VIA LATTARINI ECC.) quasi del tutto scomparsa( ne sono rimasti 4 /5 al massimo) e gli stessi non si sa per quanto tempo possono resistere.
    Ricordo ai signori Giudici che il danno oggi è visibile ed è calcolabile e la causa continua nel merito. Spero tanto che questi commercianti o ex leggano questo commento e cerchino di ricompattarsi.

    la sospensione non è automatica,il fondamento legale ci deve essere .Ovvio che ci potrà essere ricorso da parte del comune etc…

    invidia ,brutta bestia!

    perchè questa è terra di mafia, ma non quella che ci fanno vedere in tv

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Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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