Immigrato massacrato col casco | Il branco verso il rinvio a giudizio - Live Sicilia

Immigrato massacrato col casco | Il branco verso il rinvio a giudizio

Alla Zisa
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Il pm Gianluca De Leo ha chiuso le indagini sui quattro giovani arrestati il 27 ottobre scorso per l’aggressione di un ragazzo dello Sri Lanka massacrato a colpi di casco, probabilmente per motivi razziali, nel quartiere Zisa a Palermo. Per i quattro la procura si avvia a chiedere il rinvio a giudizio. A incastrare i quattro ragazzi – Salvatore Di Giovanni, figlio del presunto capomafia di Porta Nuova Tommaso, Massimiliano D’Aldo, Salvatore Savignano e Vincenzo Cilona – è stata la testimonianza di un amico della vittima riuscito a sfuggire al pestaggio. Il ragazzo ha raccontato le fasi della violentissima aggressione e ha descritto quattro dei dieci autori del tentato omicidio avvenuto nel quartiere Zisa. Assolutamente omertoso, invece, l’atteggiamento dei tanti testimoni che assistettero alla scena, almeno 30 secondo gli inquirenti: tre, tra i quali la donna che anonimamente avvertì il 113, ma che si è poi rifiutata di contribuire all’indagine, per il loro silenzio sono indagati per favoreggiamento.


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Commenti

    Non capisco per quale motivo si voglia assolutamente insinuare che i reati commessi in danno di estracomunitari debbano essere “probabilmente per motivi razziali”.
    Ma quando mai il branco palermitano è stato razzista? Casomai è un branco di vastasi, aggressivi, magari mafiosetti, sicuramente bastardi, ma non raccontateci ‘sta storia del razzismo.
    Manco fossimo a Verona o Torino!
    E anche la rissa di via Belmonte non c’azzecca niente con il razzismo: erano dei teppisti liberi di rubacchiare e infastidire, perchè le forze dell’ordine sono assenti.

    Allora siamo tutti più sollevati. Erano legnate anti-razziste. Saluti.

    No, erano legnate di bastardi liberi di scippare italiane o rubacchiare ad indiani o infastidire marocchini.
    Cos’è, se le legnate si danno al marocchino sono più gravi di quelle date al picciotto della kalsa?
    E se la vittima è un disgraziato tunisino è legnata razziale, mentre se è un clochard svizzero non è razziale?
    Suvvia, le legnate sono legnate e basta.
    E quelle date a chi ha una bancarella di cianfrusaglie sono legnate date da ladruncoli prepotenti e bastardelli, liberi di scorrazzare e bastonare.
    Questo è altrettanto grave.
    Con riguardo.

    Dove non c’e’ legge, non vi è reato.

    ….e certo, le forze dell’ordine (tutte) hanno più convenienza e soddisfazione a fare le multe ai cittadini CIVILI, che al massimo possono alzare solo la voce, anzichè concentrarsi sul debbellamento della delinquenza…ovviamente più rischioso……ma sono pagati per garantire la sicurezza o le casse dello stato? e certo parte degli incassi delle multe vanno nelle loro tasche!!!!!
    siamo a mare……………

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