L'incendio in aeroporto, c'è attesa per la relazione dei periti - Live Sicilia

L’incendio in aeroporto, c’è attesa per la relazione dei periti

I risultati dei sopralluoghi dei consulenti tecnici potrebbero arrivare per fine mese

CATANIA – Forse già alla fine di questo mese. È questa una scadenza possibile per l’inchiesta giudiziaria aperta dopo lo scoppio dell’incendio all’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania. Il rogo, scoppiato nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2023, ha devastato la mobilità della Sicilia: lo scalo di Fontanarossa a meno di mezzo servizio ha costretto al superlavoro le altre aerostazioni dell’Isola (Comiso, Palermo Punta Raisi e Trapani Birgi) nel clou dell’estate siciliana. Un disastro per i viaggiatori, non solo catanesi. La procura di Catania ha aperto un’indagine per comprendere le cause dello scoppio delle fiamme e, da quel momento, si sono inseguite le voci e le supposizioni sulle possibili responsabilità.

Gli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria

Stando a quanto si apprende, la prima risposta dovrebbe arrivare dalla relazione tecnica dei consulenti nominati dai magistrati di piazza Verga. I procuratori aggiunti Fabio Scavone e Agata Santonocito e il sostituto Rocco Liguori attendono che i periti, uno studio ingegneristico di Milano, consegnino l’esito dei sopralluoghi fatti al pianterreno del terminal A, nell’area sottoposta a sequestro. Da lì, accanto ai punti di ristoro, all’interno di uno degli spazi destinati all’autonoleggio, sono partite le fiamme: le prime indiscrezioni avevano indicato come colpevole un filo di stampante.

I tecnici dovranno verificare quale sia il punto dal quale l’incendio si è sviluppato, quale sia stata la miccia e se ci siano state negligenze da parte di chi aveva in concessione quello spazio, cioè l’azienda di noleggio dei veicoli. Ma non è solo questo il punto: bisogna chiarire se il piano di emergenza di Fontanarossa fosse adeguato e se siano state rispettate le misure di sicurezza.

Gli attacchi politici alla Sac

L’incendio all’aeroporto, diventato uno dei fatti più rilevanti dell’estate siciliana, è diventato ben presto motivo di scontro politico: gli attacchi ai vertici della Sac, la società che gestisce lo scalo catanese, sono stati bipartisan. E sono arrivate anche da parte del centrodestra e di Fratelli d’Italia. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso si era spinto perfino a dichiarare “intollerabile” la chiusura protratta del terminal A, nonché “irragionevole” un “deficit infrastrutturale che rende l’aeroporto di Catania non solo fragile, come l’incendio del 16 luglio ha purtroppo reso manifesto, ma progressivamente inadeguato alla crescente domanda di traffico”. Un intervento che il presidente della Regione Renato Schifani aveva bollato come “scomposto”.

La richiesta di una commissione speciale

Più di recente, ieri i consiglieri comunali di Catania appena insediatisi per il Movimento 5 stelle, Gianina Ciancio e Graziano Bonaccorsi, hanno presentato una mozione per l’istituzione, in seno all’aula consiliare etnea, di “una commissione speciale al fine di verificare quanto accaduto, monitorare l’attività della società Sac, valutare iniziative di indirizzo e controllo e analizzare le conseguenze a medio e lungo termine sul territorio per programmare azioni mirate”.


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