Incidente sulla Palermo - Sciacca: si spera per uno dei fratellini

Il tragico incidente, si riaccende la speranza per uno dei tre fratellini

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Segnali di miglioramento per il bimbo di 6 anni
LO SCHIANTO SULLA STATALE
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2 min di lettura

PALERMO- Potrebbero presto migliorare le condizioni di un altro dei tre fratellini ricoverati all’ospedale ‘Di Cristina’ dopo il tragico incidente sulla Palermo-Sciacca.

A due settimane dal terribile scontro frontale che è costato la vita a tre persone, si riaccende la speranza per il bambino di sei anni, tuttora ricoverato e in prognosi riservata. I medici stanno infatti man mano riducendo la sedazione e quando ci saranno i segnali di un’autonomia respiratoria, potrà anche essere estubato.

Lo schianto sulla Palermo-Sciacca

Lui e i fratellini di quattro e otto anni, erano arrivati in condizioni gravissime dopo l’impatto che è costato la vita ai loro genitori, i tunisini Walid e Zina Moussa, e al 51enne Riccardo Pardi. A preoccupare di più, sin da subito, sono state le condizioni del fratello maggiore, subito sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico per ridurre le emorragie provocate dall’incidente. Il piccolo è ancora in coma farmacologico.

A distanza di pochi giorni dal ricovero, invece, sono migliorate le condizioni del bimbo più piccolo, trasferito già la scorsa settimana dalla Rianimazione al reparto di Ortopedia e ritenuto ormai fuori pericolo: mangia e comunica, assistito da un mediatore culturale.

Anche il bambino di sei anni è stato subito operato per una frattura al femore, ma ha riportato anche ferite cranio-facciali. Adesso bisognerà sotto stretta osservazione l’evoluzione delle sue condizioni dopo la progressiva riduzione della sedazione.

I parenti e la solidarietà di Ribera

Gli zii dei piccoli sono in costante contatto con i medici, uno di loro, che vive a Ribera da molti anni, è sempre stato al loro fianco. In città, negli scorsi giorni, sono già arrivati alcuni parenti che vivono in Germania: volti familiari con cui è già entrato in contatto il bambino più piccolo.

Nel frattempo, il sindaco di Ribera Matteo Ruvolo, in cui Walid Moussa e la moglie abitavano, ha annunciato che “l’amministrazione comunale ha fornito tutto il supporto burocratico e amministrativo alla famiglia, affinché i bambini ricevano l’assistenza necessaria”.


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