PALERMO – Il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, liquida come “indiscrezioni giornalistiche” le voci di una sua discesa in campo in politica: “Non c’é nulla di concreto” assicura ai cronisti, a margine di un suo intervento alla libreria Modus Vivendi, nel capoluogo siciliano, dove ha presentato il suo libro “Palermo” e quello di Salvo Palazzolo e Alessio Cordaro, “Se muoio sopravvivimi”. In queste ore sono in tanti, anche attraverso facebook, a chiedere al magistrato di entrare in politica.
Sull’operato della magistratura in Italia, invece, Ingroia si esprime così: “In questi anni il lavoro della magistratura è stato penalizzato da un clima spesso ostile alla sua azione, clima che si è tradotto anche in pesanti campagne di disinformazione e denigrazione soprattutto nei confronti di quei magistrati che hanno indagato sui potenti del Paese. Questo clima – ha aggiunto – ha nociuto anche a settori della politica che avevano sostenuto la magistratura dotandola di uomini e mezzi”.
Poi ritorna sulle possibili motivazioni che avrebbero determinato l’alto astenionismo alle recenti elezioni regionali in Sicilia: “E’ plausibile che possa esserci stato un astensionismo del voto di mafia, e che questo possa essere una avvertimento ‘politico’ ai possibili interlocutori. Non faccio riferimenti a sigle di partito. L’astensionismo della mafia potrebbe creare premesse per nuovi discorsi ed eventualmente nuovi patti”.


