Le prime ricostruzioni fanno riferimento a tre soggetti, incappucciati e a bordo una Lancia Y10 di colore nero. I carabinieri ricostruiscono così il raid nel deposito di “Sicily by car” in via San Lorenzo a Palermo. Sono scesi e hanno iniziato a sparare contro le auto della società di noleggio. Quattro i mezzi danneggiati. In attesa di nuovi sviluppi scatta la solidarietà della politica.
La solidarietà dopo l’intimidazione
La più ferma condanna per il grave atto intimidatorio ai danni di Sicily by car viene espressa dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. “A Tommaso Dragotto e a tutti i suoi collaboratori – dice – va la mia piena solidarietà. La Sicilia non può e non deve piegarsi alla violenza e alle minacce: le istituzioni saranno sempre al fianco di chi opera nel rispetto della legalità e contribuisce allo sviluppo della nostra terra”.
“Desidero manifestare la mia piena solidarietà all’imprenditore Dragotto e a tutti i lavoratori dell’azienda, colpiti da un atto vile che tenta di minare la serenità e la libertà dell’iniziativa economica nella nostra terra. La Sicilia non può e non deve piegarsi a logiche di intimidazione e violenza”. Così il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno dopo l’intimidazione a Tommaso Dragotto. “Confido nel lavoro degli investigatori, già impegnati con professionalità anche attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, per individuare rapidamente i responsabili e assicurarli alla giustizia” ha concluso.
“Esprimo una condanna ferma e senza attenuanti per quanto accaduto a Palermo. Sparare contro un’attività imprenditoriale non è solo un gesto intimidatorio: è un atto vile, un tentativo di imporre paura e di condizionare con la violenza chi lavora e produce in questa terra. A Tommaso Dragotto e a tutta la Sicily by Car va la mia piena solidarietà. Ma sia chiaro: non ci facciamo intimidire. Chi pensa di fermare lo sviluppo, l’impresa e l’azione delle istituzioni con le armi ha già perso”. Così l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo”.

