La Vardera: "Sono candidato per un campo alternativo"

La Vardera: “Resto in campo. Parlo anche ai delusi del centrodestra”

Ismaele La Vardera
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Il leader di Controcorrente annuncia per oggi una 'sorpresa clamorosa'
L'INTERVISTA
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3 min di lettura

“Il nostro modello si conferma vincente. Sono in campo per Palazzo d’Orleans e ci resto”.

Ismaele La Vardera, leader di ‘Controcorrente’ tira, per qualche ora, il fiato in campagna, nel giorno festivo, mentre si approssima la sfida al ballottaggio di Agrigento, (“queste amministrative sono difficilissime”). Un momento opportuno per fare il punto.

Onorevole La Vardera, si scrive tanto dei problemi del centrodestra. Ma lei ha capito cos’ha in mente il centrosinistra, in vista delle elezioni Regionali?
“Non lo so davvero, ma, se si deve cercare un modello, dobbiamo ispirarci ad Agrigento, non a Enna”.

Ma a Enna non ha vinto Crisafulli, sia pure senza il simbolo del Pd?
“Sì, mettendo insieme i riciclati di centrodestra e pezzi a vario titolo, compreso Gianfranco Miccichè. Che progetto rappresentano? Ad Agrigento c’è, invece, un fronte veramente alternativo che premia gli sforzi e i risultati incredibili di ‘Controcorrente’”.

Perché incredibili?
“Giudichi lei. Non abbiamo finanziamenti pubblici, solo la libera raccolta fondi che ci permette di andare avanti. Siamo giovanissimi, puliti e arriviamo davanti alla Lega e alla Dc. Siamo Davide contro Golia. Oltre ad Agrigento siamo al ballottaggio a Ispica e a Bronte, un dato al di sopra di ogni pronostico”.

Sì, ma il centrosinistra…
“Alt, io non mi pongo come il candidato esclusivo del centrosinistra”.

No?
“No. Io sono il candidato di un mondo diverso, veramente alternativo, che parla pure al centrodestra delle persone perbene che lì non si ritrovano più”.

Cioè?
“Non possiamo stare certamente con coloro che hanno governato con Schifani, un’esperienza fallimentare. Ma parlo anche ai delusi del centrodestra che sono tantissimi, in nome di un’idea di cambiamento. Quanto al centrosinistra, abbiamo sopportato pure i suoi guasti. Non è che si stesse meglio con Rosario Crocetta presidente”.

A proposito di centrodestra, si segnala lo sbarco del generale Vannacci in Sicilia, con molta gente ad ascoltarlo. Che significa, secondo lei?
“Proprio che il centrodestra è a pezzi. Ma, lo dico subito, smentendo chi avesse voglia di bizzarre ricostruzioni. Tra me e Vannacci non possono esserci i ‘flirt politici’ che qualcuno sta immaginando. Non posso stare con chi alimenta il rancore e punta sulla remigrazione. Noi nasciamo sull’onda di una vera morale e non facciamo distinzioni in base al colore della pelle o alla provenienza. Esiste solo la razza umana”.

Dunque, lei resta in campo?
“Confermo. Ho avuto segnali inequivocabili di consenso. Se ci fosse un altro nome veramente forte, come ho sempre detto, potrei riflettere. Se ci fosse, per esempio, uno del livello di Nino Di Matteo… Ma i nomi che sento, sinceramente, mi sembrano votati alla consueta sconfitta”.

Chi sarà, ancora secondo lei, il candidato presidente del centrodestra alle elezioni regionali?
“Sicuramente non l’attuale presidente, non Schifani. C’è un intenso lavorio per la candidatura del vicepresidente della Camera, il forzista Giorgio Mulè”.

Nel caso, cambierebbe qualcosa per il cosiddetto ‘campo alternativo’?
“Se fossi il centrodestra non mi farei scappare Mulè che ha una caratura diversa da Schifani. Per noi, sarebbe sempre il candidato della coalizione che ha distrutto la Sicilia”.

Lei aveva annunciato novità su Mondello. Se n’è pentito?
“Assolutamente no. Domani mattina (stamattina, ndr), sulla mia pagina Facebook ci sarà una sorpresa clamorosa”.

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