"La foto, i festini, i fidanzati" |Basile e il dossier sull'ex amante - Live Sicilia

“La foto, i festini, i fidanzati” |Basile e il dossier sull’ex amante

Rosario Basile

Il patron di Ksm lo consegnò ai pm per dimostrare di essere vittima di una tentata estorsione.

L'INCHIESTA
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PALERMO – Un dossier zeppo di fatti e nomi. Rosario Basile, patron di Ksm, lo consegnò ai pm per sostenere di essere stato vittima di una tentata estorsione. Avrebbe provato a screditare la donna che lo ha portato in Tribunale per fargli riconoscere il figlio nato dalla loro relazione.

Nel dossier, che Basile consegnò ai magistrati per suffragare la tesi di essere rimasto vittima di una tentata estorsione, l’imprenditore  condensò notizie acquisite direttamente o apprese da altri. La “licenziosa condotta sessuale” della donna, così la definiva, lo spinse a non credere che il figlio fosse suo. Con la mamma del bimbo aveva avuto rapporti sempre protetti e alla luce dei suoi 74 anni nutriva più di un dubbio. Il medico legale incaricato dal Tribunale civile sostiene, invece, che il figlio sia suo al 99,9 per cento. Si attende la decisione del giudice. “Una decisione che accetterò”, ha detto Basile nel corso dell’interrogatorio di garanzia, in cui si è in sostanza definito vittima di un complotto.

In questi mesi i carabinieri hanno lavorato per riscontrate le informazioni raccolte nel memorandum dall’imprenditore che si trova agli arresti e domiciliari e a cui il giudice ha interdetto “l’esercizio delle attività imprenditoriali” e vietato ”di ricoprire uffici direttivi” nelle aziende del suo gruppo.

Basile ha raccontato di avere saputo dalla donna dei suoi precedenti fidanzamenti con un onorevole e con il figlio di un capomafia. Circostanze confermate dai diretti interessati. Non ci sono riscontri, invece, sulle confidenze che Basile avrebbe ricevuto da un suo dipendente. A cominciare dalla partecipazione della ragazza, “sia prima che dopo il periodo in cui ci siamo frequentati”a festini a sfondo erotico”. Dallo stesso dipendente disse di avere saputo “che la donna avrebbe girato alcuni filmini pornografici in compagnia della sorella utilizzando un nickname”. Filmini pubblicati su un sito specializzato. I gestori del sito convocati dai carabinieri hanno smentito l’esistenza dei video e del soprannome utilizzato.

Ed ancora Basile avrebbe saputo dell’abitudine della donna di “organizzare orge con persone del bel mondo prostituendosi e inducendo altre sue amiche a farlo ricavandone denaro e favori”. Anche a un altro dipendente licenziato la Ksm contestò di avere utilizzato la barca di Basile ormeggiata nel porticciolo di Villa Igiea per i suoi incontri sessuali.

Una delle volte in cui la donna si presentò negli uffici della Ksm per cercare di fare valere le proprie ragioni un dirigente le mostrò la fotocopia di una fotografia che la ritraeva nuda. Anche lo scatto, secondo l’accusa, sarebbe stato utilizzato per screditare la dipendente e farle capire che era meglio abbandonare la volontà di obbligare l’imprenditore a riconoscere il bimbo.

È stato il dipendente-informatore di Basile, però, a “tradirlo”. Lo scatto fotografico incriminato doveva fare parte di un book che il collega le stava preparando nella speranza che potesse servire per aprire alal donna le porte dello spettacolo: “In occasione di una visita fatta dall’avvocato Basile presso la mia villa mi chiese di vedere queste foto delle quali era venuto a conoscenza… con un escamotage e approfittando di una mia distrazione si appropriò di un paio di queste fotografie”.

Nel corso dell’interrogatorio Basile si è difeso contrattaccando: per quale motivo avrebbe avuto di presentare ai pm un memorandum che sapeva essere falso?


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Commenti

    Egregia Direzione di livesicilia. Dando per scontato che sia legittimo che la stampa informi la popolazione della vicende prettamente giudiziarie di un personaggio “pubblico” e che la consultazione di una testata giornalistica web sia caratterizzata dal libero arbitrio ( nessuno è obbligatorio a visionarla), mi chiedo, nella grande mia limitazione culturale , a cosa serve continuare a raccontare in prima pagina delle vicende del Signor Basile, quando contestualmente giovani donne, uomini, madri e padri vivono reali drammi , volgarmente conosciuti come “guai non accattati” ? Tornate per strada e pubblicate con la stessa rilevanza le angoscia e forse anche le piccole speranze della gente comune, delle difficoltà del piccolo imprenditore, dei giovani che in questo polverone di dichiarazioni altalenanti, di rimpalli di responsabilita, non riescono a trovare un barlume di prospettiva futura. Per favore!!! Grazie e Sereno lavoro, completo ed obiettivo come sempre da Voi operato.Pace!

    plauso a live x come segue la vicenda ed informa i suoi lettori!

    Pur condividendo il commento di Vincenzo,una cosiderazione alle dichiarazioni del Basile vorrei fare: Ignobile sono le affemazioni fatte x discolparsi!!

    Pubblicare questa notizia serve a capire chi è stato messo a dirigere l’IRFIS che con i soldi delle nostre tasse concede finanziamenti agevolati alle imprese siciliane. Forse con questo grande potere si spiega il silenzio o la sottovalutazione della notizia da parte della maggior parte degli organi di informazione.

    Nella vita caro Basile arriva un giorno che il conto si paga!

    Se ci sono migliaia e migliaia di letture vuol dire che le notizie interessano, può una redazione ignorarlo?

    comprendo il dispiacere del sig. vincenzo nel vedere offuscato il futuro di un giovane brillante per un episodio “privato “. Mi preme ricordare che un pubblico amministratore deve essere trasparente in tutti gli aspetti e che il confine tra sfera pubblica e quella privata e’ talmente sottile che neanche al microscopio la si puo’ distinguere. un caro saluto

    AGGIUNGO, TALVOLTA CERTI CONTI NON SI POSSONO PAGARE CON I SOLDI O CON LE CARTE DI CREDITO ILLIMITATE. UN PO’ DI PAZIENZA, ANCHE I RICCHI PIANGONO.

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