La morte di Elena, Martina Patti è sorvegliata a vista - Live Sicilia

La morte di Elena, Martina Patti è sorvegliata a vista

La paura è che possa compiere qualche gesto autolesionistico o che altre detenute possano aggredirla
IL PUNTO SULLE INDAGINI
di
2 min di lettura

CATANIA – Ha trascorso la sua quinta notte in cella nel carcere di Piazza Lanza, a Catania, Martina Patti, 23 anni, accusata dell’omicidio, lunedi’ scorso a Mascalucia, con undici coltellate della figlia Elena, 5 anni. E’ strettamente sorvegliata dalla polizia penitenziaria per paura che possa compiere qualche gesto autolesionistico o che altre detenute possano aggredirla. Il suo legale Gabriele Celesti, che ha detto che la donna “non e’ serena”, sta valutando quali saranno le strategie difensive per i prossimi passaggi del procedimento, dopo che il gip ha convalidato l’arresto e ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Il giudice

Una decisione presa perchè, secondo il giudice Daniela Monaco Crea, l’indagata è pericolosa socialmente e potrebbe tornare a uccidere, inquinare le prove e fuggire. La ricostruzione degli investigatori sulle fasi del delitto e’ agghiacciante: la donna, che non ha manifestato alcun pentimento, dicendo solo che era come se una forza estranea si fosse impadronita di lei, e’ andata a prendere la bambina all’asilo , abbracciandola -come si vede in un video- e l’ha portata a casa. Aveva pianificato tutto. Poi ha detto alla figlia di andare a fare una passeggiata nel campo mettendo in auto una zappa e alcuni grandi sacchi neri per nascondere il cadavere.

L’omicidio

Nel terreno la donna ha colpito undici volte con un coltello, che non ha fatto ritrovare, la bambina ma uno solo sarebbe stato il colpo mortale e Elena non è morta subito. Poi ha finto il rapimento da parte di un commando di uomini. Intanto la diocesi catanese sta organizzando i funerali della bambina che si svolgeranno mercoledi’ prossimo, in Cattedrale a Catania, celebrati dall’arcivescovo metropolita Luigi Renna, in cui e’ prevista una grande affluenza di persone. Ci saranno i nonni di Elena e il padre, Alessandro Del Pozzo che dopo le lacrime davanti la casa della ex compagna, in via Euclide a Mascalucia, non ha voluto parlare affidando i suoi pensieri a una lettera. I due dopo la separazione non erano in buoni rapporti.

La lettera

Una situazione non serena fatta di accuse reciproche, liti, di cui Elena sicuramente era la principale vittima. “Come si può reputare un raptus quello che ha fatto Martina? – ha scritto Del pozzo – Un omicidio premeditato e studiato in ogni particolare! I momenti di pazzia sono susseguiti da momenti di lucidità! Momenti in cui non si e’ nemmeno pentita di aver ucciso la bambina! Bensì ha messo Elena dentro dei sacchi della spazzatura, l’ha sotterrata, si e’ ripulita e ha ripulito, ha inventato un sequestro creandosi un alibi e ha colpito la sua macchina per inscenare un’aggressione!! 24 ore di bugie. Quindi un omicidio in cui ci si crea pure un alibi e si occulta il corpo! Non può essere un raptus di pazzia! Ho sentito parlare l’avvocato di Martina il quale può solo fare questo… parlare e sprecare fiato perche’ davanti la realta’ non ci sono parole che possano cambiarla”. 


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI