La questione morale s'è perduta | Crocetta affonda con i suoi cari - Live Sicilia

La questione morale s’è perduta | Crocetta affonda con i suoi cari

Patrizia Monterosso, Rosario Basile e Matteo Tutino

La vicenda privata di Basile si aggiunge ai problemi diversi di altri fedelissimi del presidente.

Il punto
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PALERMO – C’era una volta, quantomeno, il paravento della questione morale, le quinte che nascondevano a stento un retropalco di anomalie, privilegi  e abusi. Adesso, è crollato anche questo. E al governatore Crocetta è rimasta la triste scena di una legislatura di fallimenti e strafalcioni, di inciampi e condanne, di indagini e piccoli o grossi scandali, tutti compresi all’interno del perimetro di quello che fu e a stento è ancora, il suo cerchio magico.

Perché la vicenda del patron di Ksm Rosario Basile, ai domiciliari per una storia che chiaramente ha una origine privatissima, finisce per sconfinare nel pubblico, nell’agire di un imprenditore che, come abbiamo raccontato, da anni intreccia la sua attività alle esperienze politiche o alle relazioni che contano. C’è sullo sfondo il coinvolgimento di un pubblico ufficiale, una azienda che – stando a un’inchiesta del programma televisivo della Rai, Rec – ha anche una enorme potenzialità elettorale: chi assume, infatti, se non i privati in tempi di blocchi e divieti? Blocchi e divieti che hanno recentemente azzoppato – vedi la vicenda dei concorsi della Sanità – le velleità dei politici di Sicilia.

Sarà sfortunato, Crocetta. O quantomeno avrà perso per strada quello che una volta rivendicava come il “fiuto sbirresco”. Quell’intuito che gli avrebbe consentito di riconoscere persino dall’odore, prima ancora che dalla vista, i collaboratori affidabili da quelli che non lo sarebbero stati. Vicenda privata, quella di Basile, e ancora tutta da chiarire e che potrebbe anche risolversi con un proscioglimento del patron dell’azienda quasimonopolista della security. Ma che sfortuna, per il socio unico di Irfis, cioè la Regione, cioè Crocetta.

Azienda che oggi si ritrova con un presidente “in contumacia” e con un cda nel quale due dei tre componenti sono stati in maniera diversa coinvolti in inchieste. Quella contabile a carico di Patrizia Monterosso si è risolta già con una pesantissima condanna e una richiesta di risarcimento ultramilionaria, mentre la burocrate regina dovrà affrontare anche una vicenda di natura penale, con l’accusa, questa persino ancor più grave, di un peculato stellare. È questo, per intenderci, il cda che sta guidando la più importante “mediobanca” del Sud Italia. Quella in grado di “muovere”, grazie anche alle leve del mercato, fino a un miliardo di euro, in crediti, prestiti, mutui. In un periodo nel quale l’accesso al credito nelle banche “classiche” è quasi un miraggio.

E basta guardare indietro a tre anni fa, per capire quante cose sono cambiate. Il Crocetta dei primi giorni, quello che puntava il dito contro fatti assimilabili al furto di caramelle, che scorreva gli alberi genealogici per sputtanare dipendenti pubblici, che sollevava polveroni per lo sprecuccio dell’amministratore a capo dell’ultimo ente regionale, si è perso per strada. Il socio unico Regione ossia Rosario Crocetta, mantiene quell’ente nelle mani di un presidente ai domiciliari e di una vicepresidente (del resto confermata da Crocetta nelle mansioni di segretario generale) condannata dalla Corte dei conti e sotto inchiesta dalla Procura.

È crollato quel paravento che faceva apparire Crocetta diverso. Nonostante diverso sotto certi aspetti lo sia, ovviamente: nessuna inchiesta ha sfiorato il presidente finora, se si esclude quella per diffamazione dalla quale è “coraggiosamente” fuggito difendosi con lo scudo dell’immunità che sa tanto di vecchia politica. Nessuna inchiesta, insomma, paragonabile a quelle che hanno coinvolto i suoi predecesssori Cuffaro e Lombardo. Ma Crocetta non ha reso fertile questa differenza. O meglio, ha provato a farlo con le parole, scivolando poi fragorosamente su nomine e amicizie.

Con Antonio Ingroia, Crocetta condivide ancora una inchiesta della Procura contabile sulle assunzioni in Sicilia e-servizi. Il presidente dell’Ast confermato dallo stesso governatore, Dario Lo Bosco, è finito agli arresti per una vicenda legata a Rfi. E poi, soprattutto, ecco gli errori di valutazione clamorosi nella Sanità.

Proprio la Sanità, poi. Proprio l’ambito nel quale doveva celebrarsi la “purificazione”, la rinascita della Sicilia “rivoluzionata” da Crocetta, anche grazie al nome di Lucia Borsellino. E invece, anche in questo caso, basta guardare le cose come stanno. Lucia è fuggita a gambe levate, di fronte a questioni “di natura morale ed etica”. Matteo Tutino è ai domiciliari a causa delle accuse gravissime sulla gestione del reparto di chirurgia plastica a Villa Sofia. Indagato è anche l’ex commissario Giacomo Sampieri, il preferito dal presidente che lo difese evitandogli la cacciata dall’azienda della quale era commissario. Dalle telefonate tra questi medici e tra loro e il governatore, ecco il quadro desolante di una Sanità malata, un labirinto di clientele, favori e abusi. Una “escalation” quella di Tutino che, per usare le parole dei pm, si avvaleva “soprattutto dei suoi rapporti particolarmente privilegiati con il presidente della Regione onorevole Rosario Crocetta”. Crocetta che ha sempre replicato: “E’ solo il mio medico personale”. È vicenda privata, insomma. La cosa pubblica, manco a dirlo, non c’entra.


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Commenti

    La “questione morale” è lo slogan più ipocrita attraverso il quale sono stati levati polveroni utili a nascondere le fetecchie di chi se ne è arrogata la titolarità prefettizia. Un paradigma sempre pronto a mascariare gli altri e mascherare di angelico manto chi ne scandisce tronfiamente l’annuncio. Tranne a scoprirne le crepe quando il cerone estetico perde presa e le lurdìe private superano e cancellano le virtù dichiarate, solo dichiarate. Ingordigia e trasgressivita travestite da anticonformismo per camuffare dietro il paravento della discontinuità incompetenza ed egoismi personali. Gridare all’intralcio burocratico per eliminare funzionari zelanti, stracciare norme e regolamenti, sostituire competenze d’istituto con funzioni accomodanti e chiamarlo “deregulation” “rinnovamento” “flessibilità” sbraitando su una questione morale dai confini incerti e dai contenuti oscuri che è stato ad oggi il grande termovalorizzatore di lor signori dentro il quale sono state bruciati progetti ed attività ritenute avversarie e dal quale si è ricavata enorme energia mediatica che li mantiene ancora al loro posto. E la domanda, alla Paternostro, delle cento pistole se trova ancora posto il brucardo sull’onesta della moglie di Cesare? Rimane in punta di penna…

    Come sempre le scelte operate da crocetta rappresentano il massimo della legalità e della trasparenza , d altronde coa ci si può aspettare da uno che predica bene

    Tutti fatti personali per carità, unico scandalo, che tutti gestiscono qualcosa di pubblico. Non vedo nessun criterio di gestione da seguire come modello di vita.

    È riuscito nell impresa impossibile di fare male quanto ha fatto male lombardo!!! E ce ne voleva!!!

    S’è perduta? ma perchè c’è mai stata?

    È un’era dove tutto è possibile, la moralità? Conoscono anche il significato. Inutile difesa del caro presidente, dietro gli attacchi sessisti. Come li ha sempre definiti, lei è libero di fare come meglio crede, ma non può gestire come sta facendo. Nessun buon esempio per la famiglia, Sicilia!

    E’ da anni che Crocetta affonda, ma intanto è sempre lì al comando… e, ne sono certo, sarà Presidente fino all’ultimo giorno disponibile.

    Credo che se Crocetta leggesse la “questione morale” di Enrico Berlinguer
    ( si “quella” che lo vedeva in contrapposizione con l’attuale emerito presidente Napolitano che sostiene le ragioni del Si a proposito di riforma costituzionale) si dimetterebbe istantaneamente mandando così a lavorare tutti i suoi discussi collaboratori e collaboratrici che rendono nauseabonda l’aria siciliana e che dopo tutto sono sempre gli stessi che hanno popolato il palazzo del consociazionismo e ci sono stati con capodicasa , con cuffaro, con lombardo ed ancora adesso con lui e con questo fantoccio del pd che è la negazione del pensiero non solo di Enrico Berlinguer ma anche di Aldo Moro, di Piersanti Mattarelle, di Pio La Torre e Peppino Impastato…….e se la ” nobile lettura” della questione morale varcasse “Largo Chigi” anche Matteo Renzi si dimetterebbe.

    Come nascondersi dietro l’antimafia…

    ipocrigia è un termine che andrebbe bene per qualificare i comportamenti di crocetta e compari, caratterizzati da ipocrisia+demagogia, o in sintesi ipocrigia?

    vogliamo anche ricordare che il direttore generale preferito dal presidente, il giovanni delle intercettazioni di Tutino, è ancora seduto a dirigere (si fa per dire) la più grande azienda ospedaliera del meridione, mentre chi gli ha rilasciato la documentazione utile a che i suoi titoli fossero considerati validi, è indagato proprio per questa ragione?

    Dalla mia prospettiva di lettura, dell’operato di Crocetta e del suo caravanserraglio, mi sembra che il tutto abbia uno sfondo quasi identico ai metodi mafiosi……forse mi sbaglio ma al momento è il peggiore governatore della sicilia degli ultimi sett’antanni.

    Mai più PD 12 voti in meno … Neanche si si strica nterra!!!

    A parte che la questione morale non è mai esistita, vorrei far presente che in democrazia noi cittadini abbiamo l’arma del voto. Dipenderà solo da noi non votare più i partiti che hanno sostenuto questi signori e favorito questo scempio senza fine.

    ma dove lo trovano un altro come crocetta? un altro che si fa scippare i soldi della regione e del suo popolo senza un lamento? a proposito , ma i trenta denari ( 500 milioni) poi lo Stato li ha scuciti o no?

    con l’appoggio di M5S, PD e NCD. Di questo spero che ne siamo tutti convinti

    Lisa,
    purtroppo per noi siciliani Lui è riuscito a fare peggio di Lombardo.
    dobbiamo riconoscere, senza tema di smentita che il Presidente Crocetta è un mito. Bravo Crocetta sicuramente non ti potrà superare nessuno

    E’ moralmente ed eticamente corretto e trasparente, affidare la gestione di un ente pubblico per il finanziamento alle imprese (IRFIS) ad un soggetto che è anche titolare di un’azienda che da servizi alle imprese?

    Giudicare sempre la gestione non i fatti privati, ovvio però che qua si tratta di gente che fa quello che vuole. Le Condanne passano per multe. L’uso della libera professione a spese del pubblico, fesserie. Mi pare si sia superato da un bel po’ di tempo il muro della decenza, moralità, è chi più ne ha ne metta. Ma tutto va avanti tranquillamente, o peggio, rinnovi promozioni.., mha

    ed il PD fa le pulci alla Raggi!

    Questione morale. Ssro allora non ha diritto di parola. Arrestato BASILE propone la MONTEROSSO alla presidenza dell’Irfis. Ma con quale criterio si da la presidenza alla signora sapendo che sul suo capo pende una condanna della Corte dei Conti di 1,3 milioni di euro. Divertiti Saro il giudizio dei siciliani è vicino.

    <scusate ma si può sapere se la monterrosso ha restituito il milione ?

    La morale tradotta in gergo è dignità mi sa che in questo momento arranca….

    Ma i soldi la monterosso li ha restituiti?

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