Lavoratrice si ribella al 'così fan tutti' - Live Sicilia

Lavoratrice si ribella al ‘così fan tutti’

Un processo che racconta la battaglia di una donna di Biancavilla.
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BIANCAVILLA. Questa volta il motto ‘così fan tutti’ non ha attecchito. Una donna di Biancavilla ha voluto scardinare un sistema ‘socialmente’ accettato. Molti infatti pur di lavorare scendono al compromesso di firmare un contratto part-time ma facendo invece turni full-time, anche di oltre otto ore. Ed è quello che è vede protagonista una ragazza che ha svolto il ruolo di banconista in un bar.

La battaglia l’ha portata a denunciare i suoi datori di lavoro per “sfruttamento” lavorativo. E alla fine è arrivato il rinvio a giudizio per ‘estorsione’. “Dietro minaccia di licenziamento costringevano le dipendenti – si legge nel capo di imputazione – ad accettare la corresponsione di trattamenti retributivi deteriori e non adeguati alle prestazioni effettuate, e in particolare di svolgere prestazioni lavorative oltre l’orario di lavoro contrattualmente stabilito e di sottoscrivere buste paga attestanti il pagamento di somme maggiori rispetto a quelle effettivamente ricevute, in tal modo procurandosi un ingiusto profitto con relativo danno per le lavoratrici”. 


La donna, assistita dall’avvocato Pilar Castiglia, è stata già ascoltata dal Tribunale. In aula è tornata a raccontare il suo calvario “fatto di sfruttamento e vessazioni”. La donna, dopo le dimissioni, ha intrapreso una causa con l’ispettorato del lavoro che però ha portato al versamento solo di una parte di quanto le sarebbe dovuto. A quel punto ha deciso di rivolgersi alla magistratura ed è da qui che cominciata la vicenda giudiziaria che si è tramutata in un processo per estorsione. 


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