L’intervento di CittàInsieme: | “Azione amministrativa sbiadita” - Live Sicilia

L’intervento di CittàInsieme: | “Azione amministrativa sbiadita”

L’associazione dice la sua sull’operato dell’amministrazione evidenziando numerose criticità.

LA NOTA
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CATANIA – CittàInsieme commenta l’operato della giunta comunale. Enzo Bianco, nella celebrazione del decennale della sua prima elezione a Sindaco della nostra città intervistato da Tony Zermo dichiarò (vedi La Sicilia, 29 luglio 1998, Catania cronache, pag. 15): “Nel 2001 lascerò una città viva, che ha smesso di piangersi addosso, che pensi positivo e che abbia fiducia nelle sue forze…”. La profezia non si è avverata: anzitutto perché il sindaco Bianco ha lasciato la sua città nel dicembre del 1999 per fare il ministro dell’interno; in secondo luogo perché Catania, dopo alcuni sprazzi della prima sindacatura, è decaduta sempre più sia per la incapacità dei suoi amministratori che per l’abulia dei suoi abitanti.

Le amministrazioni successive hanno perfezionato la distruzione della città.
Il ritorno di Bianco nel giugno 2013 non ne ha arrestato la decadenza. L’azione amministrativa di questa giunta ci sembra sbiadita, episodica, emergenziale, folkloristica, povera di progetti di ampio respiro, realistici e significativi, in preda agli interessi, non sempre chiari e trasparenti, di tanti, già in forze nelle passate amministrazioni, allegramente saliti sul carro del vincitore. Comprendiamo le difficoltà legate alla disastrosa congiuntura economica: si tratta di mantenere a galla una barca che fa acqua da tutte le parti. Ma in questo caso sarebbe molto più decente sottolineare davanti ai cittadini queste difficoltà, piuttosto che ricercare consensi attraverso interventi che fanno parte della più ordinaria e doverosa amministrazione.

Molte voci si levano nella città per le realizzazioni che il governo cittadino considera straordinarie e positive, ma che altri giudicano errate o di ordinaria amministrazione: l’abbattimento del ponte Gioeni senza la correlativa implementazione di un piano viario in grado di sostenere la mole quotidiana di traffico,  gli errori a catena nella progettazione della pista ciclabile al Lungomare, le numerose e frequenti “inaugurazioni”. Altre voci, ed a ragione, si levano in difesa della trasparenza e della legalità per alcune clamorose gaffe della Amministrazione: l’inaugurazione della “Strada degli Artisti” con tanto di foto a braccetto con un uomo ritenuto prestanome di un clan mafioso, la intempestività nelle decisioni e negli affidamenti di servizi pubblici ad alto impatto sociale… per ultimo l’affidamento ad un noto pluripregiudicato, cugino di un boss mafioso, della “sorveglianza” delle spiagge libere della Playa: anche se assunto dalla ditta privata che ha vinto l’appalto del Comune era pur sempre pagato, seppur indirettamente, dalla collettività. “Fortuna” che la persona in questione, dopo accese polemiche, lo abbia capito e si sia dimesso. Ma questi episodi, pur deprecabili, non sono il male. Sono i sintomi del male, del disagio profondo della città, dell’assenza di un serio impegno amministrativo che sia in grado di portare Catania fuori dalla palude nella quale è precipitata anche per l’inerzia e il menefreghismo dei suoi abitanti.

CittàInsieme, con tutte le difficoltà che comporta questo impegno in un ambiente come quello catanese in cui le prime botte te le prendi da chi dovrebbe essere un tuo compagno di strada, è sempre attenta non solo ai sintomi, ma ai mali, ai mali veri, profondi di questa città purulenta non solo in superficie, ma nelle fibre più profonde della convivenza e dell’impegno sociale e civile. È evidente che siamo disgustati davanti a questi episodi, ma siamo molto più preoccupati davanti ai problemi più seri della città il cui esame fa quotidianamente parte del nostro lavoro: la disintegrazione dei servizi sociali, il disastro dell’AMT, la inarrestabile decadenza economica e la mancanza di prospettive per un taglio alle carissime tasse, la cronicizzazione della criminalità, soprattutto giovanile, l’aumento dei tassi di dispersione scolastica e la disgregazione dei contesti familiari, soprattutto quelli meno attrezzati economicamente, il degrado urbano che sommerge tutto e tutti, lo stato dei nostri parchi, l’assenza di un vero coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte strategiche, risposte poco chiare negli ambiti della sicurezza e dell’ordine pubblico. A tutte le voci che si levano contro la giunta Bianco ne vorremmo aggiungere un’altra che riguarda l’incolumità e la sicurezza del nostro territorio: l’assenza di qualunque protesta, pur pavida e timida, da parte della amministrazione comunale, per la disponibilità con cui il governo centrale ha concesso l’uso della base di Sigonella per la guerra in corso. Una protesta che certamente non avrebbe avuto risultati concreti, ma che avrebbe sottolineato la volontà di pace della amministrazione e dei catanesi.

Il futuro è oscuro.

Chi ha qualche lumino non ci soffi sopra, lo tenga acceso, per favore.

Rischiamo proprio di non vederci più!

 


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Commenti

    Molta retorica, anzi troppa. Cosa centra con i guai di Catania la questione della base di Sigonella che fra l’altro è in provincia di Siracusa. Ma poi questa filippica fatta il 20 agosto a chi serve? C’è sotto qualcosa che il comune cittadino sconosce? Si è aperta una campagna elettorale?

    Ieri l’autentico capogruppo PD e non il secondo e neanche il terzo, ha preso le distanze con il comunicato di Cittainsieme. Pensate, dopo circa tre mesi di assoluto silenzio il Cons. D’Avola, si è qualificato capogruppo ed ha trovato il coraggio di trovare le docili parole per smentire la voce amica, fra l’altro fino ad oggi zittita dal noto, bravo e antico assessore D’Agata Saro ( da circa trent’anni frequenta i palazzi comunali e pensa di sapere tutto e di tutto …. poverino non sapeva dei vertici della società altruista e solidale dei parcheggi nei lidi ). Una nuova volta per tutte, ma avete capito che l’esercito di amministratori con il Suo capo restano ancora in piedi solo perchè i quarantacinque consiglieri restano aggrappati e arroccati al posto in consiglio comunale e al fatidico gettone di presenza? La società civile ha già capito che l’esercito di amministratori non ha nessuna capacità amministrativa, purtroppo non ha lo strumento per inviarLi a casa. Catania è l’unica città dove esiste l’inciucio parentale e generazionale e addirittura non esiste l’opposizione, non vi è traccia dei cinque stelle…… La parola Mafia è un algoritmo per i prescelti che hanno incarnato con la giacca e cravatta. Allora per concludere, carissimi quarantacinque ( circa duemila euro al mese ), non cambiano il vostro status e il vostro agire , alzate gli occhi , scrutate nella vostra coscienza e nel vostro cuore e rimandate a casa gli amministratori travestiti con tanto di giacca e cravatta.

    Sig. Carlo, ci faccia capire : i missili in caduta sceglierebbero la provincia del loro obbiettivo?

    Il consigliere D’Avola fedelissimo a Bianco, sui rilievi contro la amministrazione di entrambi da parte di Cittainsieme, afferma: “Sono costernato” e definisce la stessa nostra storica ed apartitica associazione cittadina “preda di protagonismi e snobismi” per avere osato criticare Bianco.
    Detto consigliere comunale però non riesce a contestare nel merito e nei fatti, alcuno dei suddetti rilievi critici e tantomeno riesce a giustificare la realizzazione della “darsena” portuale devastante ed abusiva oggi sotto processo grazie ad una precisa e chiara denuncia di Cittainsieme. Una denuncia firmata anche da altre associazioni di cittadini esasperati e costretti a ricorrere alla Giustizia per fermare almeno il più grave dei disastri ambientali, economici e occupazionali predisposti e commessi in danno di Catania con tale “darsena” denunciata per tempo da Cittainsieme nel 2012 , dove operano anche soggetti indagati e sequestrati dalla DIA nel 2014 e poi nel 2015 inaugurata, la stessa “darsena”, con disinvolti sorrisi dell’ attuale sindaco.
    Il consigliere D’Avola ed il sindaco Bianco dovrebbero spiegare come pensino di farla franca i responsabili diretti ed indiretti della avvenuta devastazione irreparabile della Plaia e del primo lungomare attaccato alla città. Forse contando sulla prescrizione dei reati ? A giudicare lo stretto numero dei Magistrati in forza a Catania ed il loro pesante carico di lavoro che finora ha consentito di rinviare a Giudizio nel caso “porto delle nebbie” solo uno fra i tanti imputabili ancora da inquisire, simile prescrizione è attesa dai colpevoli e segue quanto è già causa del malaffare dilagante ed impunito in tutta Italia. Cosa fanno gli strapagati deputati a Roma per legiferare in merito alla necessaria duplicazione degli attuali quadri giudiziari e degli anni occorrenti per la prescrizione dei reati ? Perché mai oggi non si vuole restituire in tutta Italia il dovuto rispetto per il Diritto che è alla base di benessere e civiltà?

    Se non lo capisce da solo dubito delle mie forze. Poichè i signori “marziani” hanno denunciato una forte carenza di capacità amministrativa a Catania, l’argomento Sigonella è fuori tema. Sembra solo un riempitivo per aggravare la dose, cioè fumo! La base esiste da oltre 60 anni ed è stata sempre “ben frequentata” da mezzi militari di qualunque tipo e non è successo niente anche quando nel passato è stata concessa per azioni militari specifiche. Se c’è un territorio “sicuro” è quello nei dintorni di questa installazione, quindi si compri un bel retino ed invece dei missili in caduta vada a prendere farfalle.

    Ora ci siamo! Il fumo si dirada….ed esce fuori il “panorama nascosto”. Bravo!

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