Il "caso" del Bambin Gesù | Dubbi sulla convenzione - Live Sicilia

Il “caso” del Bambin Gesù | Dubbi sulla convenzione

Già Lucia Borsellino espresse perplessità sull'accordo voluto da Russo. Gucciardi potrebbe interromperlo.

La cardiochirurgia pediatrica
di
8 Commenti Condividi

PALERMO – È il suo primo giorno da assessore alla Salute. Lucia Borsellino prende parte a un tavolo ministeriale, a Roma. In quella sede le vengono chiesti gli atti relativi alle convenzioni stipulate dall’allora assessore Massimo Russo con gli istituti Bambin Gesù di Roma e Rizzoli di Bologna. Atti che “non erano mai stati trasmessi al Ministero”. Le ombre, insomma, si sono allungate fin dall’alba. Fin dall’origine di quel rapporto tra la Regione e alcuni tra i più autorevoli e riconosciuti istituti medici italiani. Il retroscena salta fuori da un verbale della commissione Salute all’Ars. Lì, Lucia Borsellino afferma che “non intende sottrarsi alle proprie responsabilità”, ma anche che “non può assumere colpe non sue quando era alla direzione del dipartimento assessoriale”. In quei giorni, infatti, il futuro assessore di Crocetta era un dirigente generale dell’assessorato guidato dall’ex pm. Già allora, siamo solo nel novembre del 2013, un anno esatto dall’inizio dell’avventura di Lucia Borsellino in giunta, l’assessore si dice “personalmente stanca, anche psicologicamente, per taluni atteggiamenti che l’hanno coinvolta per vicende passate”.

Non è chiaro se Lucia Borsellino si riferisse anche alla storia di questa convenzione. Una convenzione cessata pochi mesi fa, ma che potrebbe essere presto rinnovata per altri tre anni. In quell’occasione, però, alla fine del 2013, l’assessore sembra preoccupata. Anche per un altro motivo. Perché quella convenzione, voluta dall’assessore Russo, portava con sé una serie di conseguenze.

Tra queste, la necessità di mettere a norma l’edificio dell’ospedale di Taormina dove è stata potenziata la cardiochirurgia pediatrica. Interventi costati circa 11 milioni. Ma che la Regione non è così certa di dover riconoscere al Bambin Gesù. E i dubbi emergono già in occasione di quella commissione: “Il Bambin Gesù ha presentato – si legge nel verbale depositato all’Ars – una richiesta di refusione per circa 10 milioni per acquisti realizzati senza autorizzazione poiché la Città del Vaticano, dove ha sede giuridica l’ospedale, non soggiace alle gare ad evidenza pubblica”. Insomma, l’Istituto non era obbligato a rispettare quelle regole alla base dei trasferimenti e degli appalti nella pubblica amministrazione siciliana. Una cosa assolutamente legittima. Ma che ha allungato nuove ombre su quelle spese. “Proprio per questo – conferma l’attuale direttore generale dell’Asp di Messina Gaetano Sirna, che ha competenza sull’istituto di Taormina – abbiamo istituito una commissione composta da due rappresentanti dell’assessorato e uno del Bambin Gesù. La commissione dovrà valutare la congruità e la necessità di quelle spese. Anche perché, in molti casi, i macchinari acquistati non sono stati nemmeno collaudati. Ma una cosa va detta: stiamo parlando di un istituto di altissima qualità. Su questa struttura la Regione ha già investito milioni di euro, sarebbe davvero un peccato disfarsene”.

Ma le norme nazionali sono chiare: non ci può essere più di una cardiochirurgia pediatrica in un bacino di 5 milioni di abitanti. E così i dubbi, emersi anche in occasione di una più recente commissione Salute all’Ars, riguardano la prosecuzione stessa del rapporto col “Bambin Gesù”. Sul tavolo dei commissari di Palazzo dei Normanni, infatti, pochi giorni fa è giunta una proposta di rinnovo triennale di quella convenzione. Frutto di uno studio dello stesso manager Sirna. Un report che ha fornito un esito in un certo senso sorprendente. “Ho verificato una per una le spese – spiega Sirna – e ho proposto, in caso di rinnovo della convenzione, un costo di circa 1,2 milioni di euro”. Un “costo”, appunto, assai lontano da quello pagato dalla Regione in questi cinque anni di rapporto col Bambin Gesù: circa cinque milioni l’anno.

Come è possibile una differenza così netta da un anno all’altro? “Alcuni costi, come quelli legati allo start up non hanno più ragione d’esistere – spiega Sirna – così come l’arrivo in Sicilia di alcuni specialisti da fuori. In questi anni, infatti, i nostri medici si sono ulteriormente specializzati. Fermo restando che ancora prima dell’attivo del Bambin Gesù, esisteva già a Taormina una cardiochirurgia pediatrica pubblica”. Ma la differenza resta notevole. E con essa, i dubbi anche del governo regionale. Che già mesi fa aveva sottolineato la necessità di rivedere quelle convenzioni. “Come mai il costo l’anno scorso era così nettamente superiore a quello proposto per il rinnovo? Non saprei – dice l’assessore alla Salute Baldo Gucciardi – io ai tempi in cui è stata sottoscritta quella convenzione non mi occupavo di Sanità…”. E l’assessore, del resto, già in passato aveva espresso perplessità sulla convenienza di quella convenzione: “Proprio così, e adesso ci troviamo in una fase di verifica per decidere cosa fare”. E a dire il vero, quale sia il destino della cardiochirurgia pediatrica in Sicilia sarebbe già scritto nelle carte. Ad esempio nel “Piano della Salute” tutt’ora in vigore, nonché in un decreto di Lucia Borsellino che istituisce l’Ismep, la struttura altamente specializzata dove dovrebbero essere trasferiti quei servizi.

La cardiochirurgia, insomma, dovrà tornare a Palermo. Ma quando? E come? L’Ismep, infatti, non è ancora pronto. Nonostante gli avanzamenti dei lavori mostrati sempre all’Ars da Giovanni Migliore, direttore generale del Civico, struttura a cui, insieme a Villa Sofia, dovrà fare capo il nuovo istituto d’eccellenza. Una struttura sulla quale la Regione ha già investito qualcosa come 76 milioni di euro. “Ma il polo pediatrico a Palermo – precisa Gucciardi – esiste già. Ed è quello dell’Ospedale dei bambini, dove esiste anche una terapia intensiva che non ha rivali in Europa. Manca solo il reparto di cardiochirurgia pediatrica ed è allo studio l’ipotesi di dotare l’ospedale anche di questo”. Ponendo così fine al rapporto col “Bambin Gesù”. E scrivendo la parola “fine” su quella convenzione che destò dubbi, tra costi e lavori, fin dal primo momento.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

8 Commenti Condividi

Commenti

    bisognerebbe rivedere tutte le convenzioni e i loro costi esorbitanti, dall’Ismett al Rizzoli di Bagheria.

    Purtroppo (e per fortuna) mi sono servito lo scorso anno della cardiochirurgia di Taormina per mia figlia di 7 anni, eccellenza appunto, tranne che per la sede disagiata dell’ospedale essendo palermitano, adesso le cure di controllo annuali proseguono all’Ospedale dei bambini di Palermo, anche qui grande professionalità, la loro fusione non potrebbe che giovare a tutti…peccato per la politica…sveglia popolo, non votate mai più vecchi volti

    ma le convenzioni di norma sono strumenti di amministrazione attiva e competono ai dirigenti generali e non certo all’assessore che ha obblighi di indirizzo programmatorio. Io ancora non riesco a capire questa doppia anima della borsellino: quello che faceva da dirigente generale non viene riconosciuto da lei quando poi è diventata assessore. una sorta di dottor jekill e mister hide. Bastasse il nome per essere certi di capacità innate…..

    cinque milioni l’anno ?? cosa c’è di strano ? come può venire in mente di portare tutti i bambini e famiglie a TAORMINA, un piccolissimo centro abitato, a scapito di una grande città come PALERMO, il tutto con le pessime strade che in sicilia abbiamo. La stessa cosa ho pensato quando hanno aperto l’UNICA facoltà di Scienze forestali a BIVONA, immaginate uno di Pachino quanto e come arrivava.

    la politica siciliana si è sempre contraddistinta per queste scelte signirili e poco ridicole….avete presente le aziende di soggiorno e turismo ora abolite? ad esempio negli anni 80-90 una a palermo, una a cefalù, una a gela (si proprio a gela!) , insomma una qua e la, in provincia di Messina ce ne erano 8 (OTTO), ma per caso, perchè l’assessore di allora era di quelle parti….

    CHI ha promosso questa CONVENZIONE?
    CHI ne ha tratto BENEFICIO?
    Dal MOVENTE si risale al BOSS di questo grumo di interessi, di “spesa milionaria contro ogni logica” a danno delle misere risorse per la Salute dei Siciliani!

    Parlo per esperienza diretta e personale. Giu’ le mani dal Rizzoli. La convenzione tra Regione siciliana e Rizzoli di Bologna riguarda strutture pubbliche e non private. Chi vuole confondere ad arte le carte? Forse le strutture ospedaliere siciliane dove in un qualunque pronto soccorso aspetti fino a 10 ore per essere sottoposto ad una radiografia e diagnosticarti in maniera imprecisa qualche frattura. E solo dopo le proteste magari ti sottopongono ad una TAC. Nel frattempo, durante queste ore in cui nemmeno l’ombra di un medico ma solo un triage ignorante ( che ti attribuisce codice verde) nessuno ti ha dato neanche un pacchetto di ghiaccio per sopportare il dolore nè tantomeno una barella: ma stare seduti su una sedia malmessa. Succede nei vari pronto soccorso della derelitta sanità siciliana. All’Assessorato regionale alla sanità hanno capito che i siciliani andando al Rizzoli di Bagheria possono vedere l’ortopedia che funziona. Questo non può far piacere sicuramente al nostro assessorato regionale. Vogliono costringere nuovamente i siciliani ad intraprendere i viaggi della speranza verso l’Emilia Romagna. Che dire: ancora vergognose pagine di storia sanitaria siciliana fatta di sprechi, disfunzioni, ignoranza, arroganza ed inettitudine ortopedica. W il Rizzoli

    è proprio così in mille altre occasioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *