Lo stupro di Mondello | I verbali dell'incubo - Live Sicilia

Lo stupro di Mondello | I verbali dell’incubo

Ecco il racconto che inchioderebbe i due uomini accusati di avere violentato due ventenni sulla spiaggia di Mondello. Loro negano: "Rapporti consenzienti". Presto un confronto con le vittime.

IL RACCONTO CHOC
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PALERMO – Era iniziata come una serata di musica e divertimento – e con qualche drink di troppo – e sarebbe diventata una notte da incubo. Il drammatico racconto delle violenze sessuali subite in spiaggia da due ragazze è stato raccolto dai poliziotti della Questura di Palermo. Domenica scorsa sono così scattate le manette per Maurizio Mortillaro, magazziniere di 32 anni, e Antonino Mangano, salumiere di 35.

E’ negli uffici della polizia, a pochi passi da Villa Bonanno, che la mattina del 2 settembre scorso si presentano due amiche, una siciliana e l’altra tedesca, poco più che ventenni. Raccontano di essere state stuprate a Mondello da due uomini mai visti prima di allora. Di uno, però, forniscono il telefono cellulare che una delle amiche ha registrato nella rubrica. Un numero che si rivelerà decisivo per risalire ai presunti autori delle violenze.

È sabato sera. Mezz’ora dopo la mezzanotte. Così inizia il racconto: “Io e la mia amica siamo uscite per trascorrere una serata nella movida di Palermo. Ci siamo prima recate all’Addaura al locale Cala Levante. Siamo rimaste poco tempo, giusto per fare un giretto e incontrare qualche amico”. La serata prosegue altrove. “Intorno all’una e mezza ci siamo spostati a Capaci in un locale che si chiama Free Beach. Anche lì abbiamo incontrato qualche amico. Abbiamo scambiato qualche chiacchiera. Poi, ci siamo staccate e abbiamo continuato la serata ballando in prossimità della consolle del Dj”. È il punto dove si concentrano gli sguardi della stragrande maggioranza dei giovani che affollano le discoteche. “Abbiamo notato di essere osservate con assiduità da due giovani, mai visti prima, fino a quando questi ci raggiungevano. Come spesso accade cercavano un approccio. In un primo momento non eravamo interessate, ma vista la loro insistenza abbiamo ceduto, visto che non c’era nulla di strano a limitarsi ad una presentazione”. La notte scivola via tranquilla. “Fino a chiusura del locale siamo state insieme a loro. Era le 3 quando ci invitano ad andare in un posto di loro conoscenza per mangiare qualcosa. Un po’ restie all’invito anche in questo caso accettavamo”.

Accettare l’invito si sarebbe rivelato presto un grave errore. I giovani salgono nelle rispettive macchine. Raggiungono via Galileo Galilei, a Palermo. Non è il posto scelto per mangiare qualcosa, ma solo una tappa. Tutti e quattro si muovono a bordo di un’unica macchina. Le ragazze ricordano la casa costruttrice, la Ford, ma non il modello: una Fiesta o una Focus. La meta scelta da Mortillaro e Mangano è la spiaggia di Mondello. “Alle 3 e 40 sempre convinte che dovevamo andare in una cornetteria, ci hanno fatto scendere dalla macchina. Si dirigevano verso la spiaggia”. Le ragazze iniziano ad avere paura. La siciliana racconta: “Ho capito che qualcosa non stava andando per il verso giusto”. Prova a cambiare strada, “ma le loro insistenze anche aggressive mi creavano ansia e contro la mia volontà sono andata dove loro volevano”. Una volta in spiaggia accade il peggio: “Lì uno dei due, quello più robusto, ha iniziato a palpeggiarmi, toccandomi il seno e mettendomi le mani tra gli slip e penetrandomi con un dito della mano. Nonostante mi svincolassi continuava strappandomi gli slip”. È solo l’inizio dell’incubo. “Da lì a poco mi ha violentata contro la mia volontà. Prima aveva violentato la mia amica. Mentre l’altro quello esile si è limitato a toccarmi le parti intime cercando di rubarmi dei baci. Ho urlato, mi sono divincolata correndo. Dopo la violenza i due sono scappati”. La ragazza racconta di avere cercato di chiamare l’uomo che avrebbe abusato di lei al numero che gli aveva dato in discoteca. Niente, il telefono squillava a vuoto. A quel punto “ho fermato un passante senza spiegare cosa mi era successo per vergogna. Gli ho chiesto se era possibile chiamare col suo telefonino. Anche in questo caso non ho ricevuto risposta e ho raccontato tutto al ragazzo della macchina”.

In piena notte le due amiche si fanno visitare e refertare al Policlinico. Hanno gli indumenti intimi strappati. Ad una di loro, durante la visita ginecologica, i medici trovano un profilattico nella vagina  All’indomani le due amiche si presentano in Questura e mettono a verbale la loro storia. Dal numero di telefono i poliziotti risalgono a Mortillaro e Mangano, che lavorano al Centro Olimpo. Il pubblico ministero Carlo Lenzi chiede la convalida del fermo al giudice per le indagini preliminari Lorenzo Matassa. È il Gip che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere dei due indagati. Lo stesso che li ha interrogati, raccogliendo la loro tesi che fa a pugni con quella delle ragazze.

Confermano di avere avuto i rapporti sessuali, ma “escludono categoricamente” che si sia trattato di uno stupro. Odiano “ogni tipo di violenza e soprattutto quella sulle donne”. Uno dei due racconta che “le ragazze acconsentivano alle avances. Una addirittura, propose di andare subito in albergo e io dissi che l’albergo era superfluo perché si poteva andare a Mondello in spiaggia”. Le ragazze erano smaliziate, furono loro a prendere l’iniziativa. Aggiunge poi, un particolare, “ci chiesero 50 euro e a questa richiesta reagii dicendo che non avrei pagato nulla invitando il mio amico Mangano ad andar via”. Il Gip, a questo punto chiede perché decisero di abbandonare le due donne, a piedi e nel buio di Mondello, a quell’ora della notte. La risposta è secca: “La mia reazione è quella di un uomo offeso dalla richiesta di denaro da una donna la cui volontà era quella di avere un rapporto sessuale assolutamente libero e consapevole. Sono disposto a qualsivoglia tipo di confronto per dimostrare la verità dei fatti che ho raccontato”.

Una richiesta formalmente avanzata dai difensori degli indagati, gli avvocati Rocco Chinnici e Giacomo Greco. Il confronto ci sarà ed avverrà presto nel coso di un incidente probatorio. Intanto gli indagati sono finiti in carcere. Nei loro confronti, c’è scritto nella misura cautelare, “risultano acquisiti gravi, univoci, concordanti e plurimi indizi di responsabilità nei confronti degli indagati. L’aver lasciato precipitosamente i luoghi della violenza è la prova logica più evidente della consapevolezza del fatto delittuoso che si era consumato ai danni delle giovani donne (il racconto delle quali, comunque, meriterebbe qualche approfondimento)”.


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Commenti

    premesso che la violenza sessuale è un abominio. Ma due ragazze che vanno in auto con due sconosciuti… Ma non capisco una cosa. Nel verbale si legge ‘tutti salgono nelle rispettive macchine’ e poi ‘tutti e quattro si muovono in un’unica autovettura’. E le ragazze dove hanno lasciato la loro macchina?

    E poi lo scambio dei numeri di cellulare e lei che prova a chiamarlo dopo la violenza…

    Ci sono molte cose che non quadrano.

    Mah, è un racconto un po’ strano che meriterebbe di essere analizzato ( molto ) bene in quei dettagli che solo i protagonisti ed in parte gli inquirenti ed i legali possono conoscere

    Certo vi sono delle stranezze :
    1) Perchè la ragazza violentata cerca poi di contattare il suo presunto aguzzino prima di recarsi in Ospedale ?
    2) Come mai una delle due violentate si presenta in Ospedale con un preservativo ANCORA infilato in vagina ?
    3) Un violentatore perde tempo ed energie per infilarsi il profilattico mentre sta lottando con la sua vittima ?
    4) Perchè le due vittime non chiano la Polizia nell’ immediatezza dei fatti ?

    Credo vi sia più di una nota stonata in questo racconto

    Due cose cozzano tra loro: uno degli stupratori avrebbe avuto il tempo di indossare in condom, non ci sta con la violenza; e poi abbandonare le ragazze da sole, non ripondere alle chiamate: eccome se ci sta con la violenza.
    La magistratura faccia il suo lavoro: se colpevoli sono due pezzi di merda, sperco che in galera scontino la loro colpa. In tutti i sensi.
    Se innoccenti che vengano giustamente risarciti.
    Secondo me le ragazze però hanno ragione.
    Cordiali saluti.

    Lo scrivevo in un blog recentemente. Anche a me sembra stranissima sta cosa… Quando si è mai sentito che un violentatore si mette il preservativo?!???! Ricordiamoci che ci sono parecchi precedenti di ragazze che prima ci stanno, poi si pentono e per coprire la loro vergogna si inventano di essere state violentate, mettendo nei guai qualche malcapitato.

    Io proprio non ci credo alla storia della violenza…

    IL RACCONTO di LEI :

    La ragazza racconta di avere cercato di chiamare l’uomo che avrebbe abusato di lei al numero che gli aveva dato in discoteca. Niente, il telefono squillava a vuoto. A quel punto : “ho fermato un passante senza spiegare cosa mi era successo per vergogna. Gli ho chiesto se era possibile chiamare col suo telefonino. Anche in questo caso non ho ricevuto risposta e ho raccontato tutto al ragazzo della macchina”.

    Quindi costei, prima chiama il suo violentatore con il suo cellulare ma non ottiene risposta poi, a quel punto ferma un passante e gli chiede di poter fare una telefonata col cellulare di costui, sperando che il suo violentatore, ad un’ utenza sconosciuta, rispondesse al telefono
    Aveva quindi più urgenza di chiamare il violentatore che la Polizia

    C’ è poi il particolare allucinante di una delle due che invece di lavarsi ( anche per diminuire le possibilità di contagio di qualche malattia ) si tiene quel preservativo infilato in vagina fino al suo arrivo in Ospedale

    IL RACCONTO di LUI :

    Il Gip, a questo punto chiede perché decisero di abbandonare le due donne, a piedi e nel buio di Mondello, a quell’ora della notte. La risposta è secca: “La mia reazione è quella di un uomo offeso dalla richiesta di denaro da una donna la cui volontà era quella di avere un rapporto sessuale assolutamente libero e consapevole. Sono disposto a qualsivoglia tipo di confronto per dimostrare la verità dei fatti che ho raccontato”.

    Un uomo “offeso” per una richiesta di denaro, non lascia a piedi in piena notte una donna colla quale poco prima ha avuto un rapporto sessuale
    La riporta dove l’ aveva presa e se ne va
    A meno che non sia il più grande dei cafoni

    Complessivamente, da questi spezzoni di accuse e controaccusa emerge una storia di estremo squallore per tutti e quattro i protagonisti
    E forse la prima protagonista sarà stata la droga

    in una violenza sessuale credo che il violentatore non mette il preservativo perchè fa tutto di fretta.non credo che abbia il tempo di pensare al sesso protetto.fermo restando che condanno qualsiasi forma di violenza credo che bisogna fare chiarezza sull acaduto ci sono molte cose che non quadrano

    violenza è anche quando dopo aver detto si, la donna ci ripensa, e invece il maschio insiste!!!

    Gia’ Uno stupratore con preservativo e’ strano. Ma certo se erano consenzienti e si sono macchinate tutto, vallo a dimostrare mentre la violenza e’ evidente. In un caso o nell’altro sono due reati terribili per chi subisce (o lo stupro o la falsa violenza) per cui auguro a chi e’ colpevole di bruciare all’inferno, cosi impara

    …non ci credo ankio…

    Solo pensare ad un rapporto violento fa rabbrividire. Non ci sono scuse. Si può far tutto se si sceglie insieme, ma in qualsiasi momento non si vuole proseguire stop, nessuno ha il diritto di usare la forza per costrigere l’altro. Oltre che criminale chi lo fa è un uomo di merda. E non si fanno processi su una ricostruzione giornalistica, ci penserà un giudice con le indagini della polizia. Presto. Perché cose simili non accadano, mai.

    Ma come fanno i signori giornalisti a pubblicare lo stralcio virgolettato ( e non un generico riassunto) di un verbale segreto dato che ci sono ancora indagini a tutela della vittima e degli indagati? Perché la Procura non apre una bella inchiesta su come questi verbali sono venuti in possesso di lor signori?

    @Commissario Zagaria

    E da sempre che dalle Procure di tutta Italia esce tutto e di più
    E la Stampa, riportando le notizie, fa solo il suo lavoro

    Io trovo sconcertante il taglio di questo articolo.
    Non vedo la necessità di riportare dettagli intimi.
    Probabilmente per il giornalista invece danno sale all’articolo.
    Inoltre la frase finale è scioccante (il racconto delle quali, comunque, meriterebbe qualche approfondimento).
    Ma voi sapete cosa significa subire una violenza?
    E quanto costi fatica ad effettuare denuncia?
    Sapete perchè costa fatica?
    Per articoli come questi che mettono la donna sulla gogna,dove sembra che si debbano trovare giustificazioni alla violenza.
    Mi dispiace cari uomini che scrivete qui e caro giornalista.
    La violenza non ha giustificazioni.In nessun caso.
    Cercate di capirlo perchè con questi ragionamenti vi rendete complici della violenza.

    lo stupro è un reato e come tale deve essere trattato. Tra l’altro esiste un certificato medico ed il giornalista ben si poteva guardare dal pubblicare un resoconto che sa piu’ di vojerismo che di cronaca. Non esiste alcun comportamento femminile, nessuno, che giustifichi lo stupro. Ma questo ancora la stampa non lo capisce, almeno certa stampa e sarebbe bene che l’ordine dei giornalisti iniziasse a prendere in considerazione questo problema prendendo ufficialmente posizione ed “educando” chi pubblica articoli del genere. Questo resoconto dettagliato dello stupro e che pone l’accento sui “comportamenti delle ragazze e’ quanto di più fuorviante possa esistere. Il reato è una colpa grave, non ci sono scusanti ed articoli come questo sono responsabili della cultura che poi genera quei crimini contro le donne dei quali qualcuno ancora si stupisce. Di quale approfondimento infine parla il giornalista?

    Purtroppo le violenze e gli strupri non cesserano mai, ma seguire 2 sconosciuti nel cuore della notte, non mi sembra proprio il modo migliore per tenersi lontano dai guai…

    Sono veramente sorpresa del fatto che una testata giornalistica attenta e competente come LiveSicilia abbia potuto produrre un articolo come questo che definire morboso è poco.
    Esiste un teorema fondamentale su cui è basata la nostra Costituzione e su cui è basato il nostro paese: IL RISPETTO DELLA PERSONA.
    Con tutta calma e sincerità e pacatezza mi sento di dire che le 4 persone protagoniste di questo increscioso fatto sono state fatte a pezzi dall’articolo come anche da alcuni dei commenti di cui sopra.
    Fino a prova contraria sono 4 persone innocenti, ma se n’è fatto già il processo con relativa condanna. on tifosi ora degli uni ora degli altri.

    Fino a prova contraria vengono riportati nell’articolo particolari che solo nel verbale giudiziario dovrebbero comparire e non diffusi così. E’ illegale.
    Lo dico perché tutti siamo paladini della giustizia, della legalità e del rispetto, compresa questa testata che ne ha fatto un giusto cavallo di battaglia, tranne poi , inconsapevolmente scadere in simili imperdonabili attacchi alla giustizia, alla legalità e al rispetto verso i singoli.

    Detto ciò: la violenza sulle donne è un dramma sottaciuto, superficializzato e banalizzato. E questa banalizzazione contribuisce a non alzare i livelli di attenzione sul vero problema che è culturale e sociale. Non si tratta di dire di chi “è la colpa”, donna o uomo, ma di riflettere sulla profonda malattia che attraversa i rapporti uomo/donna in Italia.

    Perchè i numeri che sono quelli di una macelleria: le donne vittime di violenza fisica o sessuale in Italia sono 1 su 3. Le donne ammazzate per disparità di genere e non per criminalità (da mariti, ex, conoscenti) sono ormai in numero maggiore delle vittime di mafia, ndragheta e camorra messe insieme. Ripeto: non sta a noi dire di chi è la colpa. E’ di tutti noi. Sociale e culturale.

    Iniziamo a porre una riflessione seria e matura. Intanto evitando di arrivare a leggere, come a scrivere, articoli del genere che più che fare un servizio al giornalismo fanno un servizio alla morbosità spicciola fregandosene bellamente del fatto che quelle sono 4 persone. Non so se i due uomini siano bestie o santi. Anche se colpevoli sono persone. E così le due donne.

    Iniziamo ad evitare di porla in termini “ma lei ci stava”, “ma com’era vestita”, “se è uscita di notte con me”.
    Ne esce fuori una visione degli uomini come bestie assatanate incapaci di contenersi di fronte a una donna e schiavi totali dei loro istinti, senza nessun filtro civile e umano di controllo, da cui le donne è meglio si tengano lontano. E le donne pronte ad “travestirsi” in portatrici di sesso prima di uscire da casa.
    Non voglio credere a questa semplificazione collettiva falsa e fuorviante. Perchè non illudiamoci che stiam parlando di altri: stiamo parlando di noi e quando meno ve lo aspettate tutto ciò capiterà a vostra figlia, a vostra madre, a vostra sorelle, alla vostra migliore amica. E non ci sarà nulla da recuperare una volta che accadrà.

    Non voglio credere che io debba imbruttirmi prima di uscire da casa, debba mettermi la mimetica perchè sto entrando nella foresta cambogiana. Sarebbe un burka simbolico. Vestirmi da “santa” prima di uscire sennò “me la vado a cercare”. E’ una forma di violenza alla libertà della persona, spero che sia chiaro. Ma io non sono in Pakistan. No, sono a Palermo, Italia. Paese che dei diritti alla persona e della libertà ne ha fatto cifra della propria legislazione e della propria essenza.

    Non voglio rassegnarmi a spiegare che se sono bella o brutta non lo sono per nessuno se non per me.
    Nemmeno una Ferrari parcheggiata, per il sol fatto di essere nuova e fiammante, è ammesso che per il solo fatto di essere parcheggiata per strada io me la debbo rubare. Figuriamoci la bellezza, l’aspetto, l’abito, la bruttezza, l’esistenza di una donna. Una Ferrari non la tocco, ma sono autorizzato a pensare che una donna sia “toccabile”? “Violabile”? Solo perchè sta là o perchè ha una minigonna? E Intoccabile solo perchè ha un pastrano addosso? Ma dico io: ma di che uomini stiamo parlando?

    Io sono una donna e vivo per me. E deve essere chiaro che se non voglio far sesso, sia che sia vestita come la Beata Vergine, sia che io sia una ragazza di strada della Favorita, se io non voglio far sesso non lo faccio e se qualcuno costringe si chiama STUPRO. E se non voglio farlo non sono consenziente. Punto. A prescindere da tutto.

    Non conosco i dettagli del fatto di Mondello, sarà la giustizia ad appurarlo e mi interessa relativamente. Quello che mi interessa e che mi lascia basita ed esterefatta è leggere e capire come il vero stupro alle donne, agli uomini e al rispetto di entrambi ormai lo facciamo tutti. Lo fanno i media. Quando affrontano in questo modo notizie di questo tipo. E quel che è peggio: in modo ormai inconsapevole.

    A Palermo, unica città italiana ad essere scesa in piazza contro i femminicidi (perchè siamo capaci del peggio ma anche del meglio) si è formato un CoordinamentoAntiviolenza21luglio
    per battersi contro ogni forma di violenza di genere.
    E questo articolo, con tutto il rispetto per chi lo ha scritto, e in modo ne sono certa assolutamente inconsapevole, reca violenza di genere.
    Per come è scritto, per come è impostato.

    Senza nessun attacco o condanna o polemica: si può cambiare, si può capire e si può migliorare se stessi e dunque il mondo.
    L’obiettivo adesso non è “aver ragione” ma migliorare uno stato di cose e una società che non vanno bene. Si inizia dalle cose piccole: dal rispetto e dalla consapevolezza.
    Vorremmo non leggere più articoli scritti in questo modo. Vorremmo non leggere più commenti simili. Piano piano ce la faremo, se lo vogliamo tutti quanti e ne siamo consapevoli.

    NOI NON SIAMO CONSENZIENTI A TUTTO CIO’.

    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=4525524381298&set=a.1052854526722.9218.1386543525&type=1&theater

    Alportog, Riccardo Lo Verso ha stilato una cronaca neutra e precisa, in cui si dà spazio anche alle posizioni degli arrestati, tenendo presente che siamo ancora nel campo dell’innocenza presunta. Gli ordini che “educano” fanno parte di sistemi sociali che non prevedono la libertà di stampa. Saluti.

    E mentre quest’ imbecille ( che il titolo d’ imbecille lo merita tutto solo per il fatto di aver abbandonato a piedi la ragazza ) armeggiava per “indossare” il profilattico la ( presunta ) vittima che faceva ?
    Assisteva tranquillamente ?
    Perchè non è fuggita, per dare l’ allarme ?
    Perchè le due ragazze non hanno chiamto subito la Polizia, visto che avevano il telefonino ?
    Perchè invece ha preferito cercare per ben due volte di mettersi in contatto col
    ( poresunto ) violentatore ?
    Che gli doveva dire ?

    Fra l’ altro si deve rimarcare che la carcerazione preventiva di questi due imbecilli mi pare quanto meno esagerata
    Per vicende ( molto ) meno “nebulose” di queste sono stati concessi i domiciliari

    Credo che questa storia ci riservi delle sorprese ( sr possibile ancor più squallide di quanto s’ intravede ora )

    Ma scusate ma voi uomini che vita avete fatto?
    Da reclusi?
    Chi non ha mai conosciuto persone in discoteca o nei locali?
    A me è capitato spesso e non ho mai dovuto avere paura.Ho stretto amicizie,rapporti umani.Se avessi avuto la vostra mentalità sarei dovuta uscire con il Burqa.
    Ma scherziamo?
    Giustificare uno stupro perchè 2 ragazze hanno deciso di seguire 2 ragazzi?
    Non esiste.
    Lo stupro non ha giustificazioni.
    Io devo essere libera di fare ciò che voglio senza vivere nel terrore.
    Ma scusate ma perchè all’uomo non si pone mai lo stesso problema?
    Lo stesso deve essere per la donna.

    C’e’ un comportamento etico che deve essere rispettato e di questo l’odine dei giornalisti deve essere garante, senza necessariamente dover parlare di regimi. Qualunque ordine ha un proprio codice etico, basta applicarlo. I lettori possono sentirsi anche turbati dalla descrizione particolareggiata dello stupro, anche gli adolescenti leggono e questa descrizione non è molto educativa. Ripeto ancora, il reato deve essere riportato senza alcuna attenuante nei confronti di chi lo commette e senza demonizzazione della figura della vittima.

    @Marta Mac
    @alportog

    Finitela con questa retorica apodittica che vuole a tutti costi mostrare per scontati i contorni di una vicenda quanto meno ambigua
    Certo, la violenza sessuale è un reato bruttissimo
    Ma la calunnia è il più viscido dei reati

    Per cui bene ha fatto il cronista a pubblicare particolari che lungi da essere di sapore voyeristico sono indispensabili per chiarire questa strana storia

    Quanto al certificato medico di che parlate : l’ avete forse letto ?

    Qua non si tratta di educazione o meno. Riportare alcuni particolari è solo una concessione al morboso e al voyerismo. E mi pare che se lo stiamo dicendo in tanti magari qualche dubbio lo si potrebbe instillare. Senza saltare subito sull’autodifesa di parte. Dire “forse chissà, qualche cosa la si poteva evitare”. Qua non c’è nessuna difesa di parte, siamo tutti insieme. Ripeto: non per avere ragione o torto, ma perchè un articolo, anche il “più neutro” è un mezzo di informazione sì, ma è anche portatore di “pensiero” e di “linea”. Ci sono ragazzi che leggono anche, ci sono persone perbene come deficienti che sghignazzano. Se è questo il vostro “pensiero”, se pensate sia necessario riportare “il preservativo nella vagina”, e che sia un atto fondamentale di libertà di stampa e non di concessione al morboso, senza nessuna polemica, ma come libera espressione del mio pensiero e della mia opinione, mi sento di dire, che un’impostazione giornalistica del genere non mi appartiene, ripeto, senza nessuna polemica, come non appartiene a molti dei lettori che stanno commentando in tal senso.

    Alportog, evidentemente lei ha già emesso la sentenza. Le ricordo che parliamo ancora di presunti innocenti e di presunte vittime. Di quali attenuanti o demonizzazioni parli, per noi resta un mistero. Saluti.

    @Roberto Puglisi, non cerco assolutamenti di fare il giudice, parlo di etica nel giornalismo

    Cara Mila Spicola se la frase “il racconto delle quali, comunque, meriterebbe qualche approfondimento” e’ virgolettata. Dunque sarebbe stata scritta dal giudice. Non l’articolista. Almeno spero ma ne sono certo vista la precisione di Lo Verso che noi lettori conosciamo tutti. E non capisco il tuo astio. In una società in cui si vede e si ascolta di tutto e di più non mi pare che il contenuto possa urtare la sensibilità comune. Se un dito nelle parti
    intime ti scandalizza e’ un problema tuo. Per me si chiama cronaca. Ognuno si fa la propria idea. Il processo lo fanno altri. Maschilismo e femminismo sono facce della stessa medaglia. Saluti e senza polemica alcuna.

    Io credo si tratti di rispetto
    Scrivere un articolo del genere è irrispettoso per chi denuncia uno stupro.
    I particolari sessuali sono inseriti solo per spettacolizzare,non servono ai fini dell’articolo.
    Per quanto riguarda le 2 ragazze su altre testate si parla anche di referti medici che parlano di violenza.
    In ogni caso la giustizia farà il suo corso.
    Sarebbe utile che il giornalismo iniziasse a fare il suo e a ritrovare un minimo di etica e umanità.

    Buona giornata

    Marta

    A ridaglie Marta Mac ma dove sono sti particolari sessuali. Suvvia. Il vostro e’ bigottismo.

    E’ molto comodo rifugiarsi dietro la “libertà di stampa”. Molto comodo quando si sa bene che ci si sta giustificando per un atto che ha superato un codice etico e probabilmente anche quello penale. Pubblicare stralci del verbale delle testimonianze rese in Questura, con un’indagine in corso, lede i diritti sia delle vittime che degl iimputati. E il baratro in cui siamo caduti, la presunzione di consensualità anche davanti ad un referto medico ufficiale, dimostra che il problema è prima di tutto culturale oltre che sociale. Come del resto, in generale, il linguaggio usato, il senso dato a quel linguaggio, i retro-pensieri insinuati, sono esattamente i motivi per cui poi molte vittime di violenza non denunciano. Per evitare di ritrovarsi alla gogna. L’ordine dei giornalisti dovrebbe intervenire e proporre una auto-regolamentazione nell’uso del linguaggio. Non se ne può più di leggere “delitto passionale” o “l’ha massacrata perchè era geloso”, insinuazioni, giustificazioni sottopelle, attenuanti indotte, volontà di spostare un delitto vergognoso sul piano emotivo. Non se ne può davvero più.

    La violenza sessuale è un reato schifoso, da vigliacchi, ma solo un giudice può emettere un’eventuale condanna. Altra cosa la discussione sul ruolo dell’informazione spettacolo, che usa e abusa di particolari solo per spettacolarizzare la notizia, renderla più ghiotta, per vendere qualche copia in più. A scapito del messaggio che veicola.
    Ma questa è l’eredità più profonda di 20 anni di berlusconismo che hanno permeato nel profondo la cultura e il costume italiano e da cui ci vorranno anni, speriamo, per liberarsene.

    Se manca il consenso è stupro. Punto.

    Tutti i commenti letti finora sono frasi sbiadite ripresi da commenti popolari. C’è grande ignoranza in chi parla puntando il dito sui “fatti che non quadrano”. Perchè o si è diventati tutti criminologi, psicologi giuridici al punto da suggerire alle Autorità Giudiziarie cosa è meglio fare, o, si è tutti grandi ignari della materia di cui si sta trattando ed è meglio tacere allora. Inoltre vedo che apparentemente la maggior parte dei commenti che mettono in dubbio il fatto denunciato provenga da soggetti maschili. Che evidentemente hanno fatto tutti un corso accelerato di psichiatria delle vittime dei reati. Mi chiedo chi fosse l’insegnante.

    “Maschilismo e femminismo sono facce della stessa medaglia.” Su questo concordiamo perfettamente. Ed è già un bella base comune di partenza. Nessun astio personale, per carità, si parla di argomento e non di argomentatore. Solo opinioni libere, ci tengo a precisare, non astiose. In un mondo dove si legge e si vede di tutto io penso che ciascuno di noi, che scrive su quotidiani, o on line, possa darsi un proprio personale codice etico: non esiste nessuna libertà di stampa che debba superare il rispetto della persona. E se io fossi una delle due ragazze, come uno dei due uomini, mi sentirei offesa nella persona. Non io Mila Spicola, lettrice, che leggo del dito della vagina. Ma io, protagonista della vicenda, che la vedo spiaccicata online senza che sia necessario. Trovo l’articolo per come è scritto, poco rispettoso, e non c’è astio nel dirlo, ma espressione di pensiero, come ho scritto e specificato, verso tutti e 4 i protagonisti della vicenda, non per le donne o per gli uomini, l’un contro l’altro armati. Non neutro ma morboso. Penso anche che sarebbe auspicabile una riflessione comune, non sul cosa dire, ma sul come raccontare, certi fatti. E , ripeto, non vi è ne astio, ne polemica. Ma solo e soltanto un auspicio e una richiesta che ci viene da larghe parti della società civile, delle associazioni, del mondo che ruota e assiste le persone oggetto di violenza. Fino ad ora non ho mai usato ne la parola “maschilismo”, ne quella “femminismo”. Perche sono perfettamente conscia e convinta che sia ormai un problema relazionale così grave ed esteso da riguardare , con responsabilità diverse, tutti noi. Resta comunque il fatto, ed è ineludibile, che, se dal punto di vista sociale e culturale siamo tutti colpevoli, uomini e donne, dal punto di vista reale le vittime delle violenze ( fisiche, sessuali, fino alla morte) siano le donne. Ecco, io penso che una riflessione comune, sul linguaggio, sul modo di porsi dei media, sul modo di pensare e di raccontare, sarebbe auspicabile. Non per limitare la libertà di stampa ma perché facciamo tutti parte della stessa collettività e il problema è troppo ampio e grave per eluderlo. Il ministro Fornero in tal senso ha espresso l’intenzione di produrre un provvedimento legislativo. Non sono d’accordo, ma una autoriflessione matura da darsi da soli, riflettendo sul linguaggio, quello sì. Perché così com’è non va.

    Mi ero limitata a leggerlo ieri e il fastidio provato lo riposto in fondo e ho taciuto e ho pensato che forse il giornalista avrebbe potuto evitare di cadere nell’intimo della ragazze e degli atti della vicenda , ma leggendo i commenti di alcuni non riesco a esimermi dal dire che forse doveva decisamente, evitare di stimolare la curiosità pruriginosa di alcuni commentatori che qui leggo. Caro Riccardo Lo Verso, sulla pelle di quelle due ragazze avrai un po’ di pubblicità gratuita per il tuo articolo, ma certo non il rispetto.

    Solo per concludere. Ciascuno di noi rifletta in silenzio e dentro di se. Se io fossi la mamma o il papà di una delle due ragazze, o di un ‘altra ragazza oggetto di violenza, o implicata in un fatto simile, o di uno dei due ragazzi, cosa penserei? Come leggerei questo articolo?
    Moltissime donne, la maggioranza, non denunciano violenze familiari o esterne, per non finire in questo modo. Perchè ogni denuncia viene poi passata ai giornali e parte il circo. Senza nessuna polemica, e lo ripeto per l’ennesima volta. Io non mi sento di condividere il racconto di tutto ciò posti in simili termini. Il dovere di cronaca certo, la libertà d’informazione certo, ma fermiamola se ci riusciamo un attimo prima dell’offesa alla persona. Non per bigottismo, figurasi, come dice Roberto Puglisi, siamo abituati a leggere e a vedere di tutto. Ma per semplice rispetto verso chi in questo momento, sia come vittima, sia come colpevole, sta passando momenti terribili. C’è una parola che è scritta nero su bianco nella Costituzione, non per buonismo, ma per legge: solidarietà. Ecco. Da persona che scrive io spero e cerco sempre di essere solidale e rispettosa. Magari non ci riesco, ma quando me lo si fa notare chiedo scusa. E cambio. Non è un’accusa , una polemica, un astio, ma solo un proposito. Un codice etico necessario, come ha scritto qualcuno. Penso anche e ne sono convinta fino in fondo e l’ho anche scritto su, che chi ha scritto l’articolo non ne era pienamente consapevole, ma solo perchè l’andazzo è un altro. Possiamo avere l’umiltà ma nello stesso tempo il coraggio, senza subito saltare e puntare il dito, (tu lo dici per astio, tu sei bigotto, tu sei colì…) il coraggio della riflessione e del dire: possiamo renderci artefici di cambiare gli andazzi, non di accodarci quando non vanno bene? Di non rimbrottare subito appena qualcuno ci dice: forse stai sbagliando? E magari pensare e riflettere…senza abbaiare. A me , come a tanti, l’andazzo della stampa e dei media nel trattare violenze o delitti di genere non va giù. Vi trovo sempre una sorta di “giustificazionismo” di fondo. E se troppi lo negano o lo sottovalutano è proprio il segnale che abbiamo un problema molto più grave di come sembra. E la gravità è nei numeri.

    Io penso che chi si scandalizza perchè il Sig. Lo Verso (molto bravo direi) ha pubblicato il testo di un verbale di polizia vive sicuramente in un altro paese!!! Ma vi siete dimenticati che i giornali ormai pubblicano ben di più che un verbale di stupro? E tutte le intercettazioni che vengono pubblicate? A volte addirittura gli indagati vengono a sapere dei propri avvisi di garanzia dalla stampa prima che gli vengano consegnati dalle autorità!!! Quindi dovreste prenderla non coi giornalisti che fanno soltanto il loro lavoro ma con chi non fa bene il proprio cioè con giudici, pubblici ministeri e poliziotti che diffondono notizie che dovrebbero tenere al sicuro da occhi indiscreti!!!
    In quanto all’articolo in questione io trovo che ci siano diverse contraddizioni sullo stupro, ad esempio, mentre uno si mette un profilattico l’altro è così bravo da tenere 2 ragazze? oppure il fatto che appena i 2 scappano nessuna delle 2 pensa di chiamare la polizia specie essendo a mondello e quindi possono facilmente far prendere i 2 delinquenti in pochissimo tempo!!! Boh, spero che la faccenda venga chiarita e i 2 (o le 2) delinquenti finiscano in galera, ma purtroppo con la giustizia che abbiamo nel ns paese questa a volte è un’utopia!!!

    mai e poi mai me la sentirei di criticare un giornalista che riporta i fatti…
    è curioso l’astio che si viene a creare nei confronti di un cronista che riporta fatti. nn ci siamo più abituati e, a reti unificate, e la tv ha trasformato gli uffici stampa in cronisti.

    cosa deve fare un cronista, in una vicenda di nera, per permettere all’opinione pubblica di farsi una idea? riportare i fatti. se i fatti sono violenti, truci purtroppo la colpa non è del cronista.il cronista che riporta i fatti è un piccolo passo verso la verità ( che deve essere trovata da altri)

    la ricostruzione potrebbe essere lacunosa, ma la difesa degli accusati mi pare meno credibile delle accuse.
    Il profilattico? chissà perchè, con tanta sicurezza, si dice che l’uso del condom escluda lo stupro. uno stupro spesso è anche un sequestro di persona e chi compie i 2 reati ha anche il tempo di mettersi il profilattico che non mi pare sia un’operazione che porti via delle ore…siamo in una spiaggia alle 4 di notte. ricordiamolo.il fatto che sia uno stupratore nn esclude che sia ipocondriaco o che nn voglia lasciare tracce…ma i commentatori sono piu scaltri…

    noto, con dispiacere, come si venga istantaneamente a creare un’aria d sospetto nei confronti delle ragazze.purtroppo in sintonia con il livello di commenti che spesso ci sono su questo sito per altri argomenti. accettare un passaggio, scambiare un numero di telefono sono forse segnali di disponibiltà sessuale? l’uomo è autorizzato a fare sesso se una donna sale sulla sua auto?
    se una ragazza si mette la minigonna, se la cerca?

    ricordo che una ragazza può anche cambiare idea all’ultimo minuto. sempre di stupro si tratta…

    Pur stimando Lo Verso e tutta Live, in testa Puglisi, francamente non avrei trascritto i verbali. Ma è una mia modestissima opinione.
    Queste storie sono sempre complesse, troppo complesse per esprimere giudizi a priori.
    Per fortuna ci sono i tribunali, specie in questo caso.

    Ho sentito che negli Stati Uniti qualcuno ha formulato una sorta di contratto da firmare prima di avere rapporti. Chissà, forse sarebbe una buona idea anche qui?

    Caro Alessandro, non credo che la pubblicazione di una intercettazione del politico di turno si possa minimamente accostare all’articolo del Sig. Lo Verso che. non me ne voglia, anche se bravo, è stato forse “non attento” (?) aggiungo inoltre che le due ragazze non governano un paese

    ma quale è quello stupratore che prima lascia il proprio numero di cellulare alla sua vittima e poi la stupra?????oltre che stupratore è pure un colossale idiota…e poi .se la vittima dello stupro ha il suo numero di cellulare ,che scappa a fare?????oppure è così sprovveduto da pensare che la polizia avrà difficoltà a trovarlo e sbatterlo in cella????IL TUTTO ,CARE RAGAZZE è’ POCO ,MA MOLTO POCO CONVINCENTE e poi …il preservativo la dentro…ma sa di barzelletta…..

    Forse sarò in contrasto con qualcuno, ma io credo ai due uomini. Ecco perché:

    1) Hanno avuto innumerevoli occasioni per respingere i due; non l’hanno mai fatto, il che mi fa pensare che sia tutta una balla.
    2) Come già detto da qualcuno, uno stupratore mette il preservativo? E poi: lo lascia dentro – che, in quanto a funzione contraccettiva, è come non averlo messo? La cosa mi fa pensare che la ragazza si sia infilata da sola il preservativo laggiù…ma sarò malupinsanti.
    3) In un secondo momento erano in due sulla ragazza che parla nel verbale; e l’altra? Guardava?
    4) Una viene stuprata e poi ha reticenza nel dirlo a un passante?
    5) La prima cosa che fa, giusto giusto, è andare a farsi refertare al policlinico dove poi le viene trovato un preservativo nella vagina di lei. Guarda un po’, come se servisse il referto per una denuncia.

    Spero di essere smentito, perché se fosse come la mia testa mi fa pensare, sarebbe l’ennesima cagnata di persone che mettono nei guai altre persone, giocando sui luoghi comuni e sul perbenismo dilagante.

    Nessuno si è scandalizzato quando abbiamo appreso dalle maggiori testate giornalistiche italiana, particolari scabrosissimi ed anche privi di valenza processuale, riguardo alle “cene” Arcoriane. E quelle ragazze, escort, intrattenitrici o chissà che altro, sono state additate al pubblico ludibrio da tutti, associazioni femministe comprese. Non che la cosa mi dispiaccia più di tanto, fatti loro ma volevo sottolineare che in questo caso, i particolari fanno la differenza. E non sono da poco. Voler chiamare al telefono uno dei violentatori invece della Polizia, oppure abbandonare due donne con le quali hai avuto rapporti. Sono comportamenti piuttosto singolari, come l’aver messo un preservativo prima di un rapporto non voluto. Insomma, anziché abbandonarsi al solito giochetto italico degli schieramenti ideologici, pro e contro, si resti imparziali in attesa che si esprima la magistratura. E bene fanno i giornalisti di Livesicilia ad informarci con FATTI e non con le veline imposte dall’alto. Questo è giornalismo, quello che intendevano Mauro De Mauro e Mario Francese. Ricopiare le veline è altra cosa.

    Ultimante quando io o altre persone fanno critiche inerenti al linguaggio utilizzato da certa stampa o sull’ abuso del corpo delle donne da parte dei media la prima critica che scatta è quella del bigottismo.
    Ma senzalavoro qui ti sbagli.
    Sarò testarda ma bigotta no.
    Ho sempre vissuto la mia vita in piena libertà e anchr per questo non giudico mai la vita o le scelte delle altre persone.
    Bigotto è chi dice che le ragazze non avrebbero dovuto allontanarsi con i 2 ragazzi.
    O quando ci si chiede come mai avevano numero di telefono ( a voi non è mai capitato di scambiarvi numeri con persone che reputavate interessanti?).
    Quello che preme a me è che si usi il rispetto nei confronti di chi denuncia violenza.
    Lo si può fare misurando le parole e ti assicuro che questo spesso manca nel giornalismo odierno.
    Poi per il resto ripeto saranno gli organi competenti ad emettere verdetti.

    Mariano, l’accenno ad Arcore è azzeccatissimo. Domani ne scriveremo qui su Live. Grazie.

    “ma quale è quello stupratore che prima lascia il proprio numero di cellulare alla sua vittima e poi la stupra?”

    -il fatto che un uomo conosca una donna, non lo autorizza a fare sesso con lei. una donna può dare il numero di telefono e poi decidere di nn avere un rapporto sessuale.
    io, per essempio non salto sopra a ogni donna nella mia rubrica telefonica.

    “oltre che stupratore è pure un colossale idiota…e poi .se la vittima dello stupro ha il suo numero di cellulare ,che scappa a fare?”

    – il criminale nn è necessariamente un genio del crimine. può essere un imbecille, può agire d’impulso, può nn essere lucido.
    può essere uno che meditava la conquista regolare per poi perdere il controllo.

    tutto ciò lo dico con qualche dubbio sulla versione delle ragazze, che cmq mi pare sempre piu credibile di quella dei presunti colpevoli.

    “Nessuno si è scandalizzato quando abbiamo appreso dalle maggiori testate giornalistiche italiana, particolari scabrosissimi ed anche privi di valenza processuale, riguardo alle “cene” Arcoriane.”

    abbiamo un processo per prostituzione minorile che nasce da una indagine per associazione a delinquere per un giro di escort.
    tutto abbondantemente nei limiti del diritto di informazione. particolari scabrosi sono parte integrante un processo del genere e della relativa cronaca.

    Cara Mila, il punto sta focale sta qui, proprio quando scrivi ” (…) Moltissime donne, la maggioranza, non denunciano violenze familiari o esterne, per non finire in questo modo. Perchè ogni denuncia viene poi passata ai giornali e parte il circo (…) “. Una legge funziona solo quando non è solo repressiva ma educa la popolazione a comportamenti migliori. E’ la mentalità, chiaramente, che va cambiata. E, purtroppo, noi siamo ancora molto lontani da questo tipo di approdo. Poi, in generale, vale il discorso che esiste per altri argomenti come concorsi, ingiustizie, soprusi vari, cioè che chi denuncia ha paura di essere coinvolto nel tritacarne mediatico, di essere strumentalizzato, e in ultima battuta, di rimanere solo e isolato, quindi oltre al danno anche la beffa. C’è di che riflettere, insomma.

    Le cene di Arcore riguardavano il capo del governo, e conoscere cosa fa chi mi rappresenta è importante eccome. Tanto e vero che adesso che il sig. Berlusconi e solo un deputato le sue vicende non interessano piu a nessuno. Paragonarle alle vicende di persone qualsiasi se non è pura mistificazione è superficiale, se non stupido.

    Si figuri Roberto Puglisi. Era solo per correttezza. Gasparino, le faccio notare che i capi d’imputazione per il processo a B. sono ben diversi da quanto abbondantemente riportato sugli organi di stampa. Non credo che sapere che Nicole Minetti si concedesse vestita da crocerossina o poliziotta, faccia parte integrante di un processo o se le gemelle di cui non ricordo il cognome mostrassero la patata o tizia o caia si strusciasse su B. praticandogli sesso orale. Tutto si sarebbe dovuto concentrare sulla figura della minorenne e sui comportamenti, discutibili moralmente e soprattutto penalmente dell’ex presidente del consiglio. Anche perché, se giro di escort c’era, non credo ne usufruisse soltanto l’ex presidente del consiglio. Chissà. Parecchie trasmissioni televisive hanno fatto le loro fortune con i particolari scabrosi, ribadisco inutili ai fini processuali, giacché solo della minorenne si sarebbero dovuti interessare e dell’eventuale sfruttamento della prostituzione, individuandone gli autori e i destinatari di tale eventuale giro di escort (prostituirsi non è un più un reato in Italia da parecchi anni, lo è soltanto lo sfruttamento, le do una notizia in anteprima). Detto questo, ritengo che il dovere di cronaca ed il diritto di conoscere i fatti da parte dei cittadini SIA SACRO. E per come si riportano nomi e cognomi degli autori di un crimine così bieco, è altrettanto lecito informare come vi siano dubbi sulla vicenda, in modo tale da non farne dei mostri.

    Giambattista, ti ringrazio per la segnalazione del link al tuo articolo, che spero tutti leggano, per la chiarezza e per l’utile exscursus in tema di “violenza sulle donne” e di pene connesse nel panorama legislativo. Utile per chiunque, necessario per chi scrive, su giornali o media, e per chi si occupa di diritti calpestati. Perchè ci dai utilissimi strumenti e spunti. Chissà poi in quanti leggeranno. E’ più semplice rimanere in superficie che entrare nella profondità dei problemi. E’ pericoloso e meno rassicurante, perchè potremmo trovarci i mostri delle contraddizioni che convivono in ciascuno di noi. Penso vada sempre la pena di correre il pericolo..e approfondire.
    Ho apprezzato particolarmente la dove dici:

    “la legge italiana in tema di violenze alle donne può e deve essere ancora migliorata, ma per far ciò occorrono almeno due fattori concomitanti: l’attenzione costante dell’opinione pubblica sul problema, raggiunta mediante una informazione capillare e diffusa da parte della stampa, e la sensibilità al tema delle diverse forze politiche presenti in parlamento.
    Una legge può cambiare (o meno) il costume generale di un paese se di essa si parla, si discute, se viene fatta conoscere, se non resta un fatto privato degli addetti ai lavori o delle associazione delle sole vittime di violenza sessuale.”

    Giambattista Scirè e storico e ricercatore presso l’Università di Firenze.

    E’ proprio sulla sensibilizzazione di chi si occupa di “informazione capillare e sensibilizzazione”, cioè della stampa in genere, che occorre accendere necessari riflettori.

    ( Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/stupro-di-gruppo-cassazione#ixzz25sWevDku )

    @ Mariano, ti prego, scomodare Mario Francese e Mauro de Mauro no, per favore no. Un po’ di dignità obiettiva, per favore. E @ Puglisi, chi ti dice che per Arcore non siamo insorte? Se oltre a coltivare l’orticello vicino, quello in cui si può tranquillamente uscire dalle righe, si andasse in giro, sul web e per strada, magari si scoprirebbero cose importanti. Per il resto, nessuna autocritica, vedo. Continuerete a fare il vostro giornalismo da “libertà di stampa” senza minimamente porvi alcun dubbio. Senza minimamente mettervi in discussione. Senza minimamnete riflettere sulle conseguenze culturali che simili articoli hanno. Perfetto, ma non parlate di libertà, abbiate la decenza di non farlo. Questa non è libertà di stampa, questo è mero proselitismo.

    Troppi perché, la verità è lampante: i due uomini (Mortillaro e Mangano) hanno compiuto lo stupro, agendo contro la volontà delle due donne. Non capisco perché la libertà di ogni essere vivente debba essere limitata in funzione di come ti diverti, a che ora esci da casa, se di notte se di giorno, non sia mai, perché così potresti suscitare il solletico di qualcuno. Mi pare chiaro che a seconda i casi, la libertà della persona è limitata dalle circostanze, e soprattutto il maschio può essere circolante in piena libertà e può permettersi di non avere limiti, se la donna agisce in piena libertà è comunque sempre rea di avere provocato l’orco. Ho letto l’articolo sinceramente mi pare che più di affrontare una questione sui diritti apre il dibattito al dubbio su i vari comportamenti e sulle reazioni individuali, è chiaro che i due zelanti maschietti si debbano difendere infamando, la migliore difesa è l’attacco, no! Ebbene affrontare la questione, così come ho letto dai commenti e del perché le due ragazze non hanno da subito chiamato il 113 mi dà la sensazione di pochezza intellettuale, si sa le reazioni dalla paura e la confusione possono dar luogo a reazioni diverse che non possono essere catalogate nel manuale del buon cittadino di fronte al pericolo. E poi finiamola è un fatto culturale e non ideologico la libertà, stiamo sprofondando nella cultura oscurantista, che vede la realtà dal buco della porta e non si pone di fronte alla ragione del DIRITTO, del resto non mi stupisco quando leggo le agghiaccianti parole di padre Benedict Groeschel, frate francescano piuttosto noto negli Stati Uniti, autore di libri di successo e protagonista di alcuni programmi televisivi. Ha dichiarato ultimamente: “Spesso accade che sia il bambino a sedurre il prete e non viceversa”, allora non abbiamo più cosa discutere.

    mariano:
    la minetti è stata indagata per favoreggiamento alla prostituzione.il giro di escort di cui si parla è stato piu volte ad arcore, come riportano le indagini. logicamente si indaga sull’organizzazione, per cui tutto ciò che riguarda il caso è notizia, anche se i fatti nn si fossero svolti a casa di un primo ministro. E’ normale, poi, che si parli del cliente piu illustre, anche per gli incarichi che al momento rivestiva.
    gli incontri a casa del premier sono fatti fondamentali per l’accusa e come tali vanno riportati sugli organi di stampa.intercettazioni comprese.
    solo i meno accorti, o quelli in malafede, possono parlare di queste notizie ( in cui i reati sono parecchi) come gossip. siamo nella cronaca giudiziaria, con reati e fatti ben definiti.

    A me non interessa entrare nel merito della colpa. Dell’uno o dell’altro poco conta. Il problema di fondo è un altro: intanto non siamo noi a dover raccontare di chi è colpa. Ma siamo noi a poter dire che il sacrosanto dovere di cronaca si ferma di fronte al rispetto della persona. Poi, voglio dire, ciascuno interpreta il valore etico del proprio lavoro anche in senso personale, non solo col generico “diritto di cronaca”. Io penso che ciascun mestiere, anche quello del giornalista, debba essere utile non tanto per se, ma per gli altri. Qualcuno pensa che raccontare in questo modo morboso, quasi pornografico (e ripeto facendo un torto a entrambe le parti, senza propendere per nessuna delle due) sia utile a chi legge e al suo diritto d’informazione? E’ una domanda sincera, non un’affermazione. Io penso di no. L’articolo, insonsapevolemtne, soffermandosi su particolari inessenziali, ma assolutamente non neutri, suggerisce che le ragazze male hanno fatto ad uscire di notte e che gli uomini che incontri di notte sicuramente ti useranno violenza e dunque è bene che tu te ne stia a casa tranquilla. E se per caso accade è sacrosanto che sui giornali tu legga che avevi le mutande, se le avevi, perchè le avevi e come te le hanno strappate o te le sei strappate, e persino la marca del preservativo che ti hanno trovato nella vagina. E’ dovere d’informazione. Non basta dire “sulle dinamiche del fatto ci sono dubbi al vaglio delle forze dell’ordine”. Non per carità. La verità è che se scrivi in quel modo guadagni tutto il numero dei lettori che ci si zuppa la pancia nel leggere tutto ciò. Non è dovere di cronaca e nemmeno d’informazione. E’ marketing. Le statistiche giornalistiche dicono che se metti la parola “fondoschiena” sul titolo di un articolo moltiplichi per 1000 i lettori. Così come parole come “stupro ma lei ci stava” o “raptus della gelosia”. Chi fa questo mestiere lo sa perfettamente. E sa perfettamente che la stessa cosa la puoi raccontare con un linguaggio rispettoso come con un linguaggio poco rispettoso. Nulla cambia ai fini del diritto di cronaca , molto cambia nel condice etico tacito del mestiere. Non è “utile agli altri” ma solo a chi scrive e al numero di lettori che leggeranno quello che c’è scritto. Se poi vogliamo raccontarcela così possiamo farlo, ma rendiamo un torto alla verità. Sui commenti. Uscire sola? Per carità! Non sia mai. E perchè mai dovresti uscire di notte da sola? (analizziamo poi il nostro concetto personale di “libertà”). Se poi vuoi essere sicura, cerca di vestirti per benino, anche di giorno attenzione, coperta quanto basta, non sia mai a qualcuno gli salta il ghiribizzo (reso lecito a quanto pare da tutti) di zomparti addosso casomai c’è mezzo ginocchio scoperto. Perchè il fatto che tu ti voglia abbellire, o “esporre” è un chiaro segnale che vuoi che ti si zompi addosso. No? Salvo poi, se per caso non ti acconci per bene e ti assistiemi, come si dice da noi, essere autorizzati a sentirti dietro le spalle “mmazza che cozza, ma come si combina? è una femminista? no, peggio, è sembra la Bindi”. Ovviamente tutta questa trattazione non vale per la propria madre, per la propria fidanzata e per la propria sorella. Ahimè però i dati dicono altro: i numeri maggiori delle violenze e delle morti non riguardano la “pazza scriteriata che si è arrisicata a uscire con quella bestia di notte e da sola”, ma riguardano le mura domestiche. E dunque il problema non è nè di quando e come esci , nè di come ti vesti. Il problema è generale e diffuso: l’uso e abuso della donna è così “accettato” e “sottaaciuto” che appena gli salta il ghiribizzo all’uomo, se non è abbastanza padrone di se stesso, acchiappa il suo bel coltello e l’ammazza. Siamo a quota 200 dall’inizio dell’anno. Se poi vogliamo elencare le violenze sessuali casalinghe la cifra raggiunge parecchi zeri dopo il primo numero. Io mi ostino a dire: se vogliamo riderci su, appellarci al “diritto di cronaca”, all’ “astio di alcune donne bigotte”, al “e berlusconi allora”, etc, etc etc e a tutto quello che volete possiamo certo farlo da adesso fino ai prossimi due anni, ma i numeri sono troppi, stanno là e dovremmo cambiare andazzo. Il problema c’è ed è immenso. Tutti e in ciascun ambito, uomini o donne che siamo dobbiamo iniziare a rispettarci per primi noi. Non ammetto che un uomo sia considerato e ritratto come una bestia animale che si aggira di notte e di giorno, come non ammetto che una donna venga giudicata in base agli orari in cui esce e a come è vestita. La violenza è da condannare sempre e comunque e non trova scusanti o attenuanti in nulla. Così come è necessaria una cura e un attenzione diverse nell’assicurare diritto di cronaca (sacrosanto) e dovere d’informazione (giusto). E siccome io rispetto quelle quattro persone continuo a dire che non c’è nulla di neutro in quell’articolo, che il linguaggio è pesantissimo e che si è avuta una cura minima nei loro confronti nel raccontare questa vicenda. Ripeto e sottolineo: verso tutti e 4.

    quindi uno stupratore (o perlomeno uno che esce di casa premeditando uno stupro) darebbe il suo numero alla vittima?
    Quindi la vittima di uno stupro chiamerebbe al cellulare lo stupratore appena dopo il fatto? per dirgli cosa? sei stato un cattivone?
    Quindi uno stupratore userebbe il profilattico?
    Quindi la violenza sarebbe stata perpetrata in due tempi prima sull’amica e poi sulla ragazza che racconta. Nel tempo in cui l’amica sarebbe stata violentata lei cosa ha fatto? dal racconto non mi sembra che sia stata legata o trattenuta con forza ma solo che durante il primo “stupro” l’altro si sia limitata a palparla? ma per piacere!

    In conclusione le due ragazze sono andate a sporgere una denuncia in questura e, mi/vi chiedo, sapete che cosa significa prendere una decisione del genere? Prima di tutto esporsi in prima persona e poi sottoporsi a tutta una serie di indagini e di domande che tendono a “chiarire” come sono andati i fatti con il rischio di essere tacciate in primis come ‘ poco di buone’ e , bene che vada, che ‘ ve la siete cercata’!
    Quale pensiero folle può spingere due donne a gettarsi nella ‘tana del lupo’ se non hanno realmente subito un atto di violenza? Solo menti contorte possono pensare il contrario! E’ il solito problema di carattere culturale che concede all’uomo tutte le attenuanti… e condanna a priori la donna ‘che ha parlato’, che denuncia!
    Nei vari commenti ad un certo punto si parla di una medaglia le cui due facce sono identiche: maschilismo/femminismo, tutto una stessa cosa. Beware people, accura, non è proprio così…guardate la storia e… guardatevi allo specchio! Altro che uguali!
    Diversità e sottomissione, questo è il binomio per il femminile delle passate e dell’attuale società. Ambra Mangani

    Sono state poco caute, specialmente nell’accettare di andare con una solita auto.
    L’articolo, inoltre, si sofferma , molto, su particolari da evitare.

    per Angela Galici….Non so’ se questa storia e’ vera o no ma mi dica una cosa…cosa deve fare un’uomo che dopo essere stato a letto con una donna deve difendersi da un’ accusa di violenza sessuale???grazie..

    boh….
    io ho letto e riletto l’articolo….
    non lo trovo né morboso, né tanto meno pornografico….
    racconta dei fatti relativi ad una presunta violenza sessuale usando i termini d’uso comune della lingua italiana per descriverli (es. vagina, profilattico etc.)…
    nel completo, sintetico e razionale racconto tutela le presunte vittime femminili sia omettendone l’indicazione nominale (sappiamo solo che sono ventenni circa e che una è italiana e l’altra tedesca) sia rendendo pubblici i fatti diversi giorni dopo dal loro accadere…
    sarò arretrata!!!…io?!….boh!!!!

    Nella costruzione semantica dei loro articoli, credo che i giornalisti sempre operino un uso (spesso abuso) marketing oriented delle parole.
    Altro non datur, non potrebbe essere: loro interesse e bisogno è dare massima diffusione possibile ai concetti ivi espressi in funzione del lettore tipo!
    Qui “tette e culi” non risulterebbero attrattivi.
    Dalla lettura dei vari commenti si capisce che ci sentiamo, in massima parte ed invariabilmente, chi già giudice e chi ancora detective. Su ciò, imo, è tarato l’articolo.
    Anzi ed a proposito:
    cara redazione,
    è in qualche modo possibile sapere QUANDO è avvenuta da parte delle ragazze la presunta richiesta monetaria di € 50?…..intendo se PRIMA della presunta violenza sessuale ovvero DOPO aver consumato il presunto atto consenziente?!

    ah….credo sia inutile ipotizzare sull’eventuale menzogna deducendola dal comportamento delle ragazze successivo alla presunta (???) violenza sessuale: una persona traumatizzata e sconvolta può non avere la lucidità necessaria per agire logicamente. Una persona sotto choc è una persona sotto choc!Probabile che non riesca manco a realizzare bene cosa le è appena accaduto!!! Leggere ed analizzare il comportamento postumo delle ragazze applicando criteri di logica e razionalità è vano, imo.

    @Angela Gaici 14:16:33

    “Troppi perché, la verità è lampante: i due uomini (Mortillaro e Mangano) hanno compiuto lo stupro, agendo contro la volontà delle due donne.”

    La verità sarà lampante per lei, non certo per chi ossequia in un minimo la LOGICA
    E poi lei cosa ne sa ?
    Parla come se fosse stata presente o come un’ amica delle accusatrici
    E come fa ad escludere che quei due ragazzi non abbiano detto il vero ?

    E comunque, mi sa spiegare perchè per ben DUE volte,e con DUE utenze telefoniche diverse, le due ragazze chiamano i loro presunti violentatori e si guardano bene dall’ allertare la Polizia ?

    La violenza sessuale è un brutto reato, ma la calunnia è il peggiore dei reati
    Per cui è giusto che la vicenda sia analizzata e sviscerata al lume della logica

    Quando sento parlare di violenza sulle donne penso sempre a quelle persone che lo fanno.

    Ma che razza di uomini sono? Magari non hanno una sorella, una figlia, ma una mamma ce l’hanno di sicuro.

    Tutti siamo nati da una donna.

    E allora, come si fa solo ad immaginare di poter fare violenza a una donna? Cosa direbbe chiunque se quella violenza qualcuno l’avesse fatta a sua madre?

    E quelle madri che hanno figli che fanno certe cose cosa dicono? Dovrebbero essere loro le prime ad essere inorridite, ad andarglielo a tagliare.

    *”le sia”

    @ brigantemusolino

    ….appunto!

    Io trovo che il redattore dell’ articolo sia da elogiare incondizionatamente per il senso della misura e del coraggio civile col quale ha trattato l’ argomento

    Ha raccontato quanto per ora si sa dei fatti riportando, in estrema sintesi, le versioni delle (presunte) vittime e dei ( presunti ) violentatori
    E giustamente ha rimarcato che la vicenda merita di essere attentamente vagliata dalla Magistratura
    Ha usato un linguaggio assolutamente “tecnico” ponendo assoluta attenzione a che il resoconto non fornisse alcun appiglio di compiacimento per una lettura morbosa

    Del resto la cronaca è anche cronaca nera e questa vicenda è scabrosa di per se stessa

    Per cui i “codini” e i bigotto che criticano l’ articolista mi fanno solo sorridere : ormai al giorno d’ oggi ragazzi e perfino anziani sono abituati a commentare certe vicende in linguaggi ben più “fioeiti” !

    Inoltre va yenuto presente che in tutte le vicende di cronache criminali la Stampa ( in un Paese libero ) svolge una funzione IMPORTANTISSIMA che non è solo di doverosa informazione ma anche di stimolo verso gli inquirenti al fine di far si che la verità giudiziaria aderisca il più possibile alla verità dei fatti

    Basti pensare ai giornalisti del programma “Chi l’ ha visto ?” su RAI 3 che con le loro imparziali ricostruzione dei fatti hanno portato a soluzione una MOLTITUDINE incredibile di storie criminali misteriose che l’ imperizia o la pigrizia ( o talvolta peggio ) di certa Magistratura, avevano confinato nei polverosi Archivi delle Procure

    E questo credo che rappresenti una delle funzioni più NOBILI della Stampa

    Alessandra Notarbartolo, la prego, mi permetta di scrivere quel che voglio in piena libertà e senza dover subire la sua filippica. Oltretutto per quanto leggo nel suo commento, la mia dignità obiettiva va ben oltre i suoi limiti. Non me ne voglia. Buona serata.

    Gasparino

    “gli incontri a casa del premier sono fatti fondamentali per l’accusa e come tali vanno riportati sugli organi di stampa.intercettazioni comprese”.

    Bene, le spiego meglio di cosa sta parlando, così le evito di incappare in errori clamorosi. Le ribadisco che avere rapporti sessuali a pagamento non è reato e che vestirsi da crocerossina o chiamare chiappe flaccide un tizio non credo possa avere grande importanza processuale. La Minetti è indagata per aver preso in consegna Ruby che all’epoca dei fatti era minorenne, consegnandola ad altra escort, contrariamente a quanto convenuto con la Questura, nonché per averla accompagnata qualche volta ad “Hardcore” come è stata ribattezzata quella ridente località da qualche mattacchione. Questi i fatti che si stanno andando a valutare, anche se poi ci sarebbero altri filoni d’indagine provenienti da altre procure. Il resto, le cene galanti come le chiama B., i baccanali orgiastici per come li hanno descritti parecchi testimoni e riportato fedelmente i giornali E’ SOLAMENTE GOSSIP. Il punto è soltanto uno: B. ha avuto rapporti sessuali con Ruby che all’epoca dei fatti era minorenne oppure no? Questo il nocciolo della questione, almeno per quanto riguarda l’ex presidente del consiglio. Gli altri aspetti, lo sfruttamento, l’eventuale associazione a delinquere, necessitano di elementi probatori che non possono derivare certamente da descrizioni particolareggiate di atti sessuali.
    Riguardo a questo passaggio o fa finta di non capire o nell’altra malaugurata ipotesi, è vittima di retaggi culturali ed ideologici che le impediscono di valutare con serenità le notizie che apprende, oltretutto dagli organi di stampa e non dalla magistratura.

    “solo i meno accorti, o quelli in malafede, possono parlare di queste notizie ( in cui i reati sono parecchi) come gossip. siamo nella cronaca giudiziaria, con reati e fatti ben definiti”.

    Le ripeto che se andiamo a scavare nella vita di una persona, possiamo trovare tanti di quegli altarini da distruggerlo pubblicamente, magari imbastendoci sopra responsabilità penali. Il caso Marrazzo ne è la prova e quell’uomo da vittima, dopo aver subito un’estorsione, ha ricevuto un linciaggio mediatico che avrebbe distrutto chiunque. Non è certo il caso di B. che ha una bella faccia tosta. Vorrei che lei comprendesse, senza ricevere schematizzazioni che se non si è d’accordo con lei si è meno accorti o in malafede, che un conto è descrivere particolari importanti per un’indagine, altra cosa è raccontare fatti pruriginosi per lettori libidinosi o cercare di fare interviste ad una escort che magari si trova in quel momento in compagnia della figlia piccola. E’ successo anche questo. C’è un limite a tutto ed io a questo mi riferivo. E mi creda, non è nessuna difesa in favore di B., ho soltanto messo in risalto una deriva dell’informazione in questo Paese, non meno preoccupante dell’attuale situazione politica ed economica.

    la minetti, in compagnia di altri vip, è indagata induzione e favoreggiamento della prostituzione (anche minorile).

    il processo riguarda anche i festini di arcore, l’accusa afferma che siano 32 le ragazze indotte a prostituirsi in quelle serate. quindi è cronaca giudiziaria nn solo quello che riguarda Ruby, ma quello che riguarda le altre decine di ragazze.
    intercettazioni e testimonianze fanno parte di questo processo.berlusconi non è sotto processo in questo procedimento ma, per forza di cose è presente in numerosissimi atti.

    eviti il tono paternalistico, perchè non avendo la benchè minima idea di ciò di cui parla, nn fa gran belle figure. ( glielo dico io con tono paternalistico)

    @Giuseppe

    Queste cose le sappiamo tutti e le condividiamo tutti, ma qui il problema è sapere se è stato consumato un reato di violenza oppure un reato di calunnia

    @Marta Mac
    Mi sembra che hai completamente travisato, nessuno giustifica gli stupratori, sei liberissima di andare con persone sconosciute, o appena conosciute, possono essere bravi ragazzi, o purtroppo anche criminali, stupratori, non puoi saperlo…
    Visto che c’è questo rischio, o possibilità, e non si può fare nulla per eliminarlo, mi sembra chiaro che o si accetta questo rischio, o si usa un pò di accortezza, poi è vero che siete libere di fare quello che volete, ma prova a spiegarglielo ai potrenziali stupratori…
    Per quanto mi riguarda ,chi si macchia di questi crimini, dovrebbe essere punito in maniera esemplare (non scendo nei particolari, altrimenti mi censurano, ma ci siamo capiti.

    …viva la libertà di parola e successivamente quella di stampa! E mi dispiace dirlo ma trovo tutti questi soloni che stabiliscono che non sia giusto pubblicare i particolari(tra l’altro nn inventati e provenienti da verbali) dei nazi-comunisti. Certo quando si parla dei piccanti incontri del Nano o del Marrazzo tutti col dito puntato! Quando si parla di due signorine che cedendo ai fumi dell’alcol si sono inerpicate in una strada buia e pericolosa infestata di lupi..si tratta di perversione giornalistica! Io amo la mia vita e non per questo bevo come una spugna e subito dopo cammino sul ciglio della strada con a fianco un burrone infinito. Se sono state stuprate che i colpevoli paghino, ma il loro comportamento è pari a chi della propria libertà ne fa galera per altri!

    Gasparino, non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. Lei è monotematico e ripete sempre le stesse cose. Sembra aver imparato a memoria sempre lo stesso ritornello, con lo stesso cliché. Pazienza, mi sarebbe piaciuto un confronto meno arroccato da parte sua. E se trova lecito che si riportino sulla stampa notizie intime non strettamente attinenti indagini, è affar suo. Eh sì, perché le faccio notare che su questo punto non mi ha risposto, preferendo difendere una tesi che al processo contro B., difficilmente reggerà su tutti i punti sui quali si è indagato, con grande sperpero di denaro pubblico. Ad ogni modo, tornando al tema sul quale si discute, ho molto rispetto e stima per la magistratura palermitana che negli ultimi anni ha sempre dimostrato equilibrio. Non dubito che la vicenda verrà analizzata e sviscerata nel giusto modo. E non condivido chi si erge a difensore degli uni o delle altre solo per partito preso. Si rischia di prendere abbagli clamorosi.

    “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.”
    si, c’è! è quello che capisce di aver sbagliato e si arrampica sugli specchi.
    ( chissà perchè l’esordio con una bella frase fatta da lei me lo sarei aspettato…)

    “Lei è monotematico e ripete sempre le stesse cose.”
    no, semplicemente ho risposto due volte agli stessi grossolani errori. essendo gli errori sempre gli stessi, le risposte ( dire correzioni non mi piace) sono sempre le stesse.

    ” lo stesso clichè”
    non è un clichè, è la legge italiana e la relativa procedura penale.

    “E se trova lecito che si riportino sulla stampa notizie intime non strettamente attinenti indagini, è affar suo. Eh sì, perché le faccio notare che su questo punto non mi ha risposto, preferendo difendere una tesi che al processo contro B., difficilmente reggerà su tutti i punti sui quali si è indagato, con grande sperpero di denaro pubblico.”
    non sono legate alle indagini per lei e per qualche giornale di cui conosciamo gli editori. lo sono per la pubblica accusa.trattandosi di un processo per induzione alla prostituzione i particolari “scabrosi” è normale che ci siano.gli atti ad un certo punto diventano pubblici e possono essere pubblicati.
    continuo a notare, poi, come lei abbia capito molto, molto poco. i particolari delle cene di arcore vengono fuori soprattutto dalle accuse alla minetti e compagnia. da queste accuse berlusconi nn può essere assolto, visto che è indagato per altri reati…

    ciliegina sulla torta? nn poteva mancare lo sperpero di soldi pubblici…
    l’azione penale è obbligatoria. tutto ciò è indice di grande civiltà. inoltre se si va a processo c’è anche un gip che ritiene attendibili le ricostruzioni dei pm.
    generalmente poi, non è difficile che i soldi sequestrati dalle indagini sia abbondantemente superiori a quelli spesi dalla magistratura.

    Buongiorno, secondo il mio modestissimo parere sull’argomento, è violenza pure avere riportato nei minimi particolari lo stralcio di quell’interrogatorio! Il giornalista se lo poteva pure risparmiare, così come la stessa testata che ne ha consentito la pubblicazione! Si prova un senso di fastidio a leggerlo! Scusate ma la penso così!
    Poi se è vero o meno tutto quello che è successo, questo è un’altro discorso.
    Personalmente credo, da quello che ho letto, che le cose siano a metà strada e che gli attori abbiano tutti delle responsabilità
    Sicuramente una storia di infimo livello!

    questo non è giornalismo, ma becero voyerismo degno dei migliori plastici di Bruno Vespa. Un articolo scritto col preciso intento di solleticare le morbosità dei lettori a fini puramente commericiali. No, questo non è giornalismo ma spazzatura. Prodotta per demonizzare ora i preseunti stupratori, ora le vittime.
    Non credo che per rispettare il diritto (sacrosanto) di cronaca sia necessario riportare il contenuto di verbali che dovrebbero essere tenuti riservati fino alla conclusione delle indagini. E questo è anche un modo per rispettare e preservare il rispetto di tutti i protagonisti di questa vicenda che, comunque siano andate le cose, sono persone.
    I vari commenti dal cui tono si evince, sottotraccia (ma non troppo), tutta quella subcultura che ha legittimato in passato la violenza sessuale come giusta e naturale conseguenza dei comportamenti delle donne sono la riprova che era proprio quello l’intento: accrescere la curiosità con argomenti pruriginosi. Altro che diritto di cronaca!

    Signor Donato, mi scusi, ma di quale completamento parla? 

    “Due signorine che cedendo ai fumi dell’alcol si sono inerpicate in una strada buia e pericolosa infestata di lupi…”. Ma lei scherza? Le due signorine, come lei le chiama, avrebbero il torto di aver bevuto e di aver accettato un invito da due sconosciuti? Per questo “avrebbero camminato sul ciglio della strada con a fianco un burrone infinito?”. 
    Mi scusi ancora, signor Donato, ma nemmeno mio nonno farebbe questi discorsi. Io, signorina 31enne, me ne vado in giro come mi pare, con chi mi pare e a qualsiasi ora del giorno e della notte. Conosco chi mi pare e, se mi pare, accetto anche un invito, da un uomo conosciuto qualche ora prima, a mangiare o bere subito dopo aver ballato in discoteca. 
    E, se non mi va, io NON faccio sesso con lui. Posso limitarmi ad una birra e allo scambio di numeri telefonici. 
    Se lo sconosciuto insiste, è violenza. Perché il mio comportamento non gli ha dato il diritto di pensare che io ne abbia voglia. 

    Signor Donato, facendo così, io non metto a rischio la mia incolumità. Io non invito nessuno alla violenza. Sono semplicemente una donna libera e faccio ciò che mi pare. E non devo certo preoccuparmi di risvegliare i bollenti spiriti di qualche porco di turno se esco in minigonna e vado a ballare con un’amica. 

    Il problema è che questi discorsi, oggi, non dovremmo nemmeno farli. Perché non ne possiamo più di sentirvi dire che siamo noi quelle che provochiamo, che la carne è carne e che se tu m’inviti a nozze, io ho il diritto di stuprarti. Non è così. Non deve essere così. 

    Non ci sono donne che “camminano sul ciglio della strada con a fianco un burrone infinito”. Ci sono donne libere. Libere di divertirsi e di vivere. E se lo fanno, amano comunque la loro vita, esattamente quanto dice di amarla lei. 

    Detto ciò, saranno i giudici a stabilire chi ha torto e ragione in questa triste vicenda. Noi limitiamoci a conoscere i fatti, se vogliamo. E anche i particolari che Lo Verso riporta in questo pezzo. Per nulla scandalosi. Un cronista racconta i fatti. E lui questo ha fatto. 

    per Serafina Ignoto 09:15

    Sono in completo disaccordo con lei : l’ articolo è ottimo, pacato, sviluppato con grande senso della misura

    E solo chi è “malizioso” di suo, può scorgervi una “malizia” che non c’ è

    …gent.ma sig.ra enrica, pienamente d’accordo con lei sulla libertà di vedere e vivere il mondo sotto il proprio punto di vista e sulla vergogna di chiunque di arrogarsi il diritto di usare violenza, donna o uomo che sia! Io ho il diritto di camminare con 5rolex al polso, collane d’oro e migliaia di euro in contanti nella peggiore delle favelas, ma mi permetta di dire che sarei un COGLIONE nel farlo, perchè sarei conscio delle conseguenze. Queste signorine dopo una serata di baldorie(leggittimo) sono andate via con degli sconosciuti(leggittimo) hanno accettato il suggerimento della spiaggetta (leggittimo), sono state stuprate (illeggittimo)…ripeto, che i colpevoli paghino e duramente ma sono fermamente convinto che se la sono cercata. Anch’io sono un uomo libero e non grido forza catania in curva nord…la sua supposta libertà nel voler fare tutto quello che le pare si scontra bruscamente con un mondo che paradiso nn è! E se le signorine hanno la mia solidarietà per la presunta violenza subita, hanno la mia più feroce critica sul loro comportamento! Ripeto orgoglioso: se la sono andata a cercare!

    @Enrica
    Si diverta….con chi le pare…tanto non ce ne sono molti uomini in cerca di sesso come molte donne auguri!

    @enrica
    Il suo discorso mi fa tanto sorridere….ma secondo lei chi provoca l’uomo? Ah ah ah ah ah ma questa è bella!!!

    Forse qualche risposta si troverebbe nel referto medico. Trovare un preservativo nella vagina non è sintomo di violenza. Se stupro c’è stato, di sicuro oltre alla biancheria strappata, vi saranno altri segni indicano la violenza. Poi mi vorrei anch’io unire alle critiche all’autore dell’articolo. Ma non perché abbia trascritto le deposizioni ma perché se ha deciso coraggiosamente di farlo doveva farlo in modo completo. Ovvero, nell’ articolo l’autore riporta la deposizione della ragazza siciliana, quale accusa il ragazzo grosso di averla violentata mentre il magro cerca di carpire qualche bacio. In risposta a questa accusa viene riportato l’interrogatorio di uno dei due imputati. Ma non sappiamo se è quello grosso (il presunto violentatore) o il magro (il complice). E soprattutto credo di non sbagliare ma i segni di violenza fisica refertati dall’ospedale sono fondamentali per un’accusa di stupro. Ma l’autore non specifica se sul referto vi sia o meno specificazione di ciò. Certo per il GIP convalidare l’arresto qualche elemento in più rispetto al mero racconto lo avrà… E poi paradossalmente, potrebbe essere che tutti e due (la ragazza siciliana e l’uomo che risponde al gip) abbiano ragione. Mi spiego meglio la ragazza siciliana potrebbe essere stata violentata da quello grosso ma viene riportato l’interrogatorio di quello magro il quale sa di non avere violentato nessuno. (certo c’è anche il reato di complicità)

    La confusione tra reato e gossip ininfluente ai fini processuali continua inesorabilmente ad essere abbondantemente presente nei suoi pensieri. Poi c’e’ sempre quel tocco di pensiero filosofico a condire il tutto..

    Per quanto concerne lo sperpero di denaro pubblico al quale mi riferivo, le volevo soltanto ricordare che tutto ciò che riguarda la consulenza per le installazioni ed il supporto operativo, l’impegno di risorse sostenuto dall’operatore telefonico per la redazione dei tabulati e delle intercettazioni, vengono sommati alle spese processuali e ribaltati a carico dell’imputato, anziché all’Erario ma solo nel caso in cui questi PERDA LA CAUSA E SIA DICHIARATO COLPEVOLE (lo scrivo grande non come se volessi urlare ma solo per evidenziarlo). Piccolo particolare di non poco conto. E non mi pare che in precedenti processi a carico di B. siano riusciti a recuperare granché delle spese processuali. Solo De B. è riuscito a scucirgli un bel pò di denaro pur con uno sconto in appello di quasi 190 milioni!!

    “inoltre se si va a processo c’è anche un gip che ritiene attendibili le ricostruzioni dei pm”.

    Ci tenevo inoltre a precisare che quando il pubblico ministero richiede l’archiviazione (cosa che in questo caso, in virtù di una campagna mediatica selvaggia e brutale non avverrà mai e perché obiettivamente B. potrebbe essere condannato ma solo per la storia della minorenne e l’intervento in Questura a Milano), la competenza a decidere di tale richiesta è del Giudice per le indagini preliminari (GIP); quando invece il pubblico ministero richiede il rinvio a giudizio (salvi i casi di citazione diretta a giudizio) la competenza a decidere spetta al Giudice dell’udienza preliminare (GUP). Sulla carta sia il GIP che il GUP sono del tutto autonomi nella decisione. Potrebbero quindi non accogliere le richieste del pubblico ministero ma nella realtà, non essendoci ancora la divisione delle carriere e poiché siamo nella Patria del “volemose bene”, in linea di massima se non ci sono evidenti e grossolani abbagli si va sempre a giudizio. Siamo una Nazione molto organizzata ed il copiaincolla che si vede molto chiaramente in certe carte processuali a partire dalle informative della Polizia Giudiziaria fino ai PM ed ai GIP, è spesso molto evidente. Colpa della tecnologia!!

    Come vede ha ragione, non capisco niente di gossip, mi piacciono più gli aspetti giuridici delle vicende giudiziarie, il loro evolversi correttamente ed in linea ai dettami della nostra Costituzione.

    Buona giornata

    Io noto semplicemente che per le donne sicuramente è stupro (a prescindere), per gli uomini qualche dubbio c’è.
    Il fatto di dire che le ragazze sono state imprudenti (quantomeno) è preso come un’offesa alla libertà femminile: incredibile quanto questo sia diffuso nell’animo delle donne, come se dire che una sia stata poco accorta significhi cercare una giustificazione a uno stupratore

    Non vorrei che in cagione dei miei ultimi commenti venisse equivocato il senso dei miei commenti. Nel caso di cui stavo discutendo con un altro utente, a mio avviso era stata fatta man bassa di particolari che poco avevano a che fare con i fatti penalmente rilevanti. Particolari scabrosi che poi sono stati dati in pasto alla stampa per motivi che ognuno di noi, può ritenere validi o meno, a seconda del grado di simpatia che si avverte nei confronti del personaggio in questione. Io ho analizzato la questione in maniera asettica. Nel caso dell’articolo di Livesicilia è diverso. Viene focalizzata l’attenzione sull’atto sessuale che costituirà il perno principale del dibattito processuale. Ogni minimo particolare potrebbe determinare la colpevolezza o l’innocenza degli uomini sottoposti a fermo d’indiziato di delitto. Ecco perché è stato corretto pubblicarli. Per fortuna non sono più i tempi di Franca Viola, la società è molto più matura e le giovani donne che hanno presentato querela per la violenza non subiranno di certo le violenze psicologiche che subì quella povera donna.

    In questa violenza o presunta tale, manca la vecchia, patetica educazione di una volta, quando la mamma ti diceva che non stava bene dare confidenza a due sconosciuti, il progresso è spesso regresso. I giovani avrebbero bisogno di un po’ di sana e vecchia educazione, due signorine che vanno in giro fino alle 5 del mattino dovrebbero sapere a cosa vanno incontro, se poi violenza c’è stata paghi il colpevole ovviamente.

    @Enrico
    Mi faccia capire…se una donna provoca, vuol dire che può anche essere stuprata? Così funziona?
    @Ronaldo
    Si sbaglia. Eccome se si sbaglia.

    ” a mio avviso era stata fatta man bassa di particolari che poco avevano a che fare con i fatti penalmente rilevanti.”

    su quei fatti si basa un processo.
    i pm hanno chiesto rinvio a giudizio.
    un gup, su quei fatti, ha concesso il rinvio a giudizio…

    quei fatti nn sono gossip, quei fatti sono fondamentali per il rinvio a giudizio.l’interesse è farli diventare gossip agli occhi dei lettori poco esperti…
    non sono pettegolezzi dati in pasto alla stampa, come “certi editori” vorrebbero far credere, ma sono atti che ad un certo punto del procedimento diventano pubblici.

    inoltre, e lo ripeto ancora una volta, berlusconi per quei fatti nn risulta imputato.

    lei sta facendo diventare una questione di orgoglio personale, quasi infantile, una questione chiara, chiarissima dal punto di vista processuale.ripetere all’infinito fatti e circostanze errate non le rende vere. lei parla di un processo ben determinato di cui non sa neanche di cosa sono imputati i vari protagonisti. la discussione diventa quindi inutile.
    ps:
    obbligatorietà dell’azione penale ( che prescinde dai “soldi fatti spendere”) e possibilità dei giudici di far parte della magistratura giudicante ed essere anche pm sono prove di grande civiltà, sancite dalla costituzione.

    @Giada
    ha perfettamente ragione ma il problema sta a monte….i genitori di una volta davano il buon esempio…ai figli, adesso ci sono mamme e figlie che sono un’unica cosa…magari la figlia dice alla mamma quello che deve o che non deve fare…forse perchè la figlia capisce che la mamma è troppo sbandata e vorrebe metterla nella giusta via,comunque,non ci sono più i ruoli…queste sono le mamme di oggi…ci manca solo farli assistere….a letto e poi sono al completo!!!!Ovviamente hanno questo comportamento perchè hanno gli armadi pieni di scheletri che sembra un cimitero. Quando certi figli hanno la sfortuna di avere questi genitori, non possiamo farci nessuna meraviglia…a volte da una spina nasce una rosa, e da una rosa nasce una spina A parigi si dice così…ma anche Tale madre tale figlia!
    Comunque donne serie ne sono rimaste poche… chi ha la fortuna di averla accanto si può ritenere miracolato….e vi asicuro che al giorno d’oggi non capita spesso….e non è poco…. mi spiace leggere questi articoli di violenza contro le donne, ma spesso se le cercano loro perchè sono fin troppo leggere….prese dal divertimento….e dalla voglia di fare sesso….o dalla poca esperienza si va incontro a delle sorprese poco gradevoli….buona domenica.

    per Enrica 13:19

    Se, come dice lei, una donna “provoca” un uomo e poi da questi viene stuprata, certo che si integra il reato di violenza

    Ma non mi pare che “provocare” uno sconosciuto, sia un’ atteggiamento particolarmente intelligente

    Anziché rispondere alle mie argomentazioni, lei va in tutt’altra direzione. Poco male, sopravviverò lo stesso. Diventa davvero inutile una discussione contro un muro. Potrebbe essere un discreto interlocutore, qualora mostrasse meno presunzione. Glielo dico senza voler fare polemica e spero non si offenda. Le ho dimostrato con argomenti che le spese processuali, spesso vanno a carico del contribuente e lei dopo aver scritto precedentemente che vengono recuperate, omettendo questo particolare di non poco conto, mi parla poi di grande civiltà dell’obbligatorietà dell’azione penale che prescinde dai soldi fatti spendere. Ha scoperto l’acqua calda, mi creda. Normale che si dovesse approfondire la vicenda ma non lo è nel momento in cui, dopo pochi secondi dall’audizione dei testi, tutti i verbali vengono pubblicati dai soliti giornali. Per non parlare delle intercettazioni, anche quelle che non dovrebbero essere attinenti alle indagini. Vada a rileggere gli articoli di quel periodo. E allora di cosa parliamo? Che ci sia stata grande esagerazione da parte di tutti i protagonisti di questa vicenda, magistrati, giornalisti, imputati e compagnia bella, è sotto gli occhi di tutti gli italiani, i quali per fortuna non hanno più il prosciutto davanti agli occhi.

    C’è chi confonde il diritto di fare quel che vuole con la possibilità reale di fare quel che vuole: io sono libero di salire sulla 101 con una carta da 500 euro in mano, ma non lo faccio perchè ho buonsenso (e non ho una carta da 500€): mica in questo modo giustifico i ladri, prendo semplicemente atto che in realtà non mi conviene farlo. Come a una donnanon conviene andare in macchina con due sconosciuti alticci a notte fonda.

    ad umberto e’ proprio vero che il problema sta a monte ma e’ pur vero che non soltanto di figlie si deve parlare ma di figli in generale poiche’ questi maschietti e’ possibile che non hanno neppure l’ esempio di un buon genitore …un genitore per bene deve pur insegnare che se una donna ti rifiuta non bisogna possederla sessualmente con la violenza …. magari lo vede fare al suo papa’ o immagina cosa suo padre da certi atteggiamenti e comportamenti possa trasmettere al figlio… e poi mi parla di donne serie… lo e’ stata soltanto madre teresa santa… non e’ tradimento solo quello corporeo e quindi fisico… una donna e parlo da tale ha pure una mente che va oltre al comportamento…. anche il pensiero e’ capace di tradire poiche’ se un uomo e’ ammiccante penso che anche una donna per bene(?) fa un pensierin0):):):):buon pomeriggio

    @arcangelo: malizia c’è, è vero! Ed è la malizia di chi riporta atti riservati ancora oggetto di indagini non concluse al solo ed unico scopo di vendere. Soprattutto se non ha nulla da dire sulla vicenda e devi riempire dei fogli che non possono, per neccessità puramente commerciali, rimanere bianchi. Il diritto di cronaca non è merce da equiparare ai prodotti da supermercato. Non è la nutella che si spalma su fette di pane da dare ai bambini. E’ un diritto costituzionalmente sancito e (giustamente) regolamentato. Il giornalista e il direttore responsabile della testata hanno violato codice deontologico e disposizioni di legge che vietano la divulgazione di atti ancora di indagini ancora in corso. Cordialmente.

    quoto Giada in toto!

    Ma non è che poi Umberto abbia tutti i torti!
    Aggiungo che : il pesce puzza dalla parte della testa!

    @Arcangelo…e chi ha detto che le due avrebbero provocato? Non l’ho mai scritto, ma ho solo chiesto al signor Enrico, che rideva delle mie parole, se la provocazione può giustificare una violenza sessuale. Tutto qui.

    Ma leggo che si parla ancora di donne che se le cercano, di quelle serie e di quelle poco serie. E lo ritengo incredibile.

    @Giuseppina…concordo con lei su tutto.

    per Serafina Ignoto 16:43:26

    Alla vicenda di Mondello.”Live Sicilia” dedica, in pag “home” , com’ è giusto ampio risalto con tre editoriali, uno meglio dell’ altro

    1)Se permettete, parliamo di stupri (e di donne)
    di ROBERTO PUGLISI

    2)Caramelle dagli sconosciuti
    di EUGENIA NICOLOSI

    3)Lo stupro di Mondello
    I verbali dell’incubo
    di RICCARDO LO VERSO

    Io li ho letti con attenzione e li ho trovati ottimi ( su tutti e tre ho apprezzato particolarmente quello della NICOLOSI ) e non sono riuscito a trovarvi neppure un briciolo di malizia introdottovi per compiacere eventualimorbosità dei lettori

    Per cui ritengo che chi vi scorga malizia è perchè, in questi articoli, vi specchia la propria
    Del resto ognuno è libero di esser malizioso

    Ma non per questo è libero di lanciare anatemi contro la Stampa Libera

    @Giuseppina
    Umberto non ha parlato di tradimenti….ma di donne poco serie….e leggere… che prima si avventurano con sconosciuti….e poi piangono….lei è fuori tema….si sintonizzi bene….lei ha voluto parlare di una cosa che non c’entra nulla con l’articolo….mi spiace per lei o per chi le sta accanto…se li faccia tutti…. i pensieri che vuole guardando uomini ammiccanti….almeno fa un servizio alla collettività, i maschietti hanno bisogno di persone come voi….viva GIUSEPPINA distinti saluti.

    @Giuseppina e Enrica
    ma secondo voi è normale che queste donne vanno con sconosciuti in auto in piena notte? O siete uguali…. o siete la stessa persona che cambia nome visto che state dicendo solo corbellerie…..

    @Enrica
    ma chi l’ha detto che sono state violentate, poichè sono salite in macchina con sconosciuti e poichè hanno trovato un profilattico dentro la vagina non penso proprio che non erano consenzienti….se io fossi una donna non andrei con il primo che mi capita…anche se ammiccante….a meno chè sono un malato di sesso….e mi sa che molte donne che scrivono in questo blog lo sono, peccato… perchè non fanno onore alle donne serie e per bene, per fortuna non la pensano tutte come Enrica e Giuseppina specie per l’ultima che cita MADRE TERESA, chiedo scusa per tutte le donne serie e per bene.

    A me, di tutta la vicenda, la cosa che mi lascia più perpleso è il particolare rappresentato da una delle due ragazze che si reca in Ospedale con la prova “regina” del preservativo infilato in vagina

    Perchè, per quanto ne so, una ragazza che subisce un simile shock, la prima cosa che fa è quella di lavarsi e per igiene e per allontanare da se la sensazione di schifo che residua dopo una simile violenza

    a crea…purtroppo anche umberto e’ andato fuori tema allora….ho risposto esattamente a tono invece… e’ lei che non comprende purtroppo….il signor giovanni la informo che e’ sempre la stessa persona di crea e di umberto…. io non faccio come lui che si cela dietro diversi pseudonimi…. live sicilia pubblica articoli di cronaca e da la possibilita’ ai lettori di esporre i commenti liberi ….lei mi sa che e’ un uomo adirato perche’ ormai e’ parte integrante di arredamento interni da collezione di scheletri dentro l’ armadio di qualcuno e capta ogni argomento per esporre il suo rammarico per essere diventato tale….. non sono la signora enrica sono giuseppina b……. le ricorda qualcosa il mio nome e l’ iniziale del mio cognome.? suvvia dovrebbe conoscermi abbastanza bene! cordialmente sua

    Forse, signor Ciccio, lei non sa leggere. Non ho mai scritto nulla di tutto quello che lei mi attribuisce. Comunque, poco importa. Tanti saluti.

    ad enrica … il signor ciccio sono certa che e’ la stessa persona di umberto , giovanni e crea….. al signor ciccio…. accetto le sue scuse perche’ faccio parte delle donne per bene e molto serie …. grazie…..

    lei signor ciccio , giovanni, umberto, crea….. che e’ la stessa persona ….. vorrebbe dare consigli di perbenismo magari o conosce il perbenismo di un essere umano che sia donna o uomo?non e’ perbene violentare una donna ….non e’ perbene usare qualsiasi forma di violenza anche se si tratta dell’ultima sgualdrina su questa terra…..sono stati i ragazzi ad avvicinare le ragazze gia’ con la malizia e la cattiveria di due pre intenzionati…. evidentemente neppure per loro i genitori a seconda il suo parere sono stati di buon esempio…. posso dire allora tale padre tale figlio? il malvagio ha due maniere di nuocere…facendo il bene e facendo il male…. quelle ragazze , sicuramente leggere e superficiali ma le giustifico poiche’ appena ventenni, sono state raggirate da due esseri animali….sa a volte si diventa ingenui da cercare ilbuono che puo’esserci dentro una persona senza rendersi conto che in quella persona ilbuono non esiste…. ogni riferimento non e’ puramente casuale…. spero lei mi abbia compresa…. qualsiasi commento scriva nei miei confronti non le rispondero’ poiche’ dove l’ ignoranza urla….. l’ intelligenza tace….e’ veramente una questione di stile!

    Sarebbe più prudente per tutti di aspettare il giudizio del tribunale e far indagare gli inquirenti. non darei giudizi affrettati. Certo è una situazione sgradevole però molte donne prima provocano e poi denunciano, ormai farsi denunciare per stalking o violenza è diventata una moda solo che un tempo i giudici erano donne e quindi di parte ma oggi le cose sono cambiate. provate la sera a girare nella movida palermitana con jeans strappati e maglie da 5 euro cosi le donnine da facile denuncia non vi considerano perchè cercano sempre il signorino con giacca e cravatta e bella macchina e magari di buona famiglia, almeno cosi la condanna e il risarcimento danni e più sicuro. io dico che questo per le donnine è un business. ATTENZIONE è UNA COSA BRUTTISSIMA E INDEGNA CHI STUPRA O OFFENDE LE DONNE MA RIPETO PER ALCUNE è SOLO BUSINESS. Mi affido alla Procura e sono sicuro che indagheranno per bene e anche gli psicologi faranno una giusta osservazione. Un Paragone simile è anche su quelle donne che camminano sui marciapiedi e quando vedono un uomo cambiano lato o ti guardano con occhio da panico io dico che ci sia molta gente prevenuta e comunque molte a casa hanno i mariti che le picchiano e figli delinquenti o addirittura come la situazione giornaliera ci racconta ci sono molte donne che effettuano rapine o furti e sono palermitane. quindi quando qualcuno racconta storie simili io prima vedrei la loro situazione familiare e sociale e poi indagherei su tutti i fronti, anche perchè una condanna di questa significherebbe segnare il loro destino a vita. saluti

    @giuseppina
    “Signora” per caso i signori umberto…crea… e company hanno toccato qualche tasto dolente? Lei sa benissimo che l’invito a cena cosa comprende….poichè ne sa qualcosa…ci sono inviti espliciti e altri no….camuffati da finti sopralluoghi….fatti..in casa da carabinieri….e donne che li ricevono in casa sapendo quale fosse l’intenzione….il suo finto moralismo o perbenismo sinceramente non sta da nessuna parte…. la sua arroganza se la lasci per se….perchè non incanta nessuno…le ricordo che sono gli altri sempre a giudicare lei può dire di essere sant’anna….ma nella vita sono sempre gli altri a dire se una persona è perbene oppure è un vespasiano sporco….comunque anche lei si nasconde sotto nomi di altre persone…non ha nulla da rimproverare la falsità è fatta persona… l’ho sempre detto…cordiali saluti

    @ giuseppina
    Si guardi allo specchio prima di parlare e giudicare gli altri “signora” in questo mondo c’è spazio anche per noi ignoranti….non possiamo essere tutti come lei….sicuramente è da clonare per quello che sa fare….sono giuseppe D cordiali saluti.

    @Giuseppina
    lei confonde l’oro con il piombo signora….mi confonde con persone che conosce lei…e che frequenta…ma le assicuro che sinceramente non mi interassano proprio….ho detto che la leggerezza delle persone nella vita prima o poi si paga….ogni riferimento è puramente casuale….cari…. saluti affettuosi!

    @giuseppina
    non sono d’accordo su l’ultima frase al di là dell’ ignoranza, e della sua intelligenza, è buona educazione rispondere alle persone, altro che stile….ma educazione!

    @giuseppina
    “Signora” per caso i signori umberto…crea… e company hanno toccato qualche tasto dolente? Lei sa benissimo che l’invito a cena cosa comprende….poichè ne sa qualcosa…ci sono inviti espliciti e altri no….camuffati da finti sopralluoghi….fatti..in casa da carabinieri….e donne che li ricevono in casa sapendo quale fosse l’intenzione….il suo finto moralismo o perbenismo sinceramente non sta da nessuna parte…. la sua arroganza se la lasci per se….perchè non incanta nessuno…le ricordo che sono gli altri sempre a giudicare lei può dire di essere sant’anna….ma nella vita sono sempre gli altri a dire se una persona è perbene oppure se non è perbene….comunque ho l’impressione…che anche lei si nasconde sotto nomi di altre persone…cordiali saluti

    stefano mangano paoletto masi…niello ciccio giuseppe d.federica v …… mi viene da ridere a riguardo il suo essere ridicolo ad arrivare a tanto….ah ah ah ah chi ha rispetto per se’ stesso non teme il giudizio altrui… lascio agli altri la convinzione di essere migliori…. per me tengo la certezza che si può’ sempre migliorare nella vita! non vi sono cure per il suo cervello misero e arrogante…. ma soprattutto per la sua cattiveria …. stia attento che potrebbe essere contagiosa…. non per lei…. ma per coloro che cercano di costruire un mondo migliore! saluti

    Quoto , Giada , nel primo art. avevo scritto un commento uguale al tuo è mi hanno Offesa, (non conoscendomi) Umberto condivido i tuoi commenti.

    Ho attentamente letto questo articolo e relativi commenti… unica cosa che posso dire.. un Grazie ironico per il “rispetto” verso di noi da parte del giornalista e di tutte quelle persone che non sapendo niente, non avendo in mano i verbali, le visite, non conoscendo i particolari della nostra terribile vicenda della quale tuttora risentiamo degli strascichi, essendo una ferita che non guarirà mai, si sono permesse di trarre conclusioni azzardate od ipotizzare cose inesistenti. Siete sicuri che non abbiamo chiamato il 113 appena i due mostri sono scappati?? Ci sono le prove! Siete sicuri che la mia amica abbia opposto resistenza a differenza mia, talmente era shockata da quello che stava succedendo? Siete sicuri che sapevo di avere il condom in vagina dato che alla visita ginecologica cui ci siamo sottoposte obbligatoriamente come iter investigativo, le dottoresse l’hanno dovuto estrarre con una pinza ad aste lunghe dato che era posto in profondità ed io stessa rimasi sorpresa e indignata dalla “sorpresa”? Avete forse le fotocopie dei nostri referti di pronto soccorso e quelli delle visite ginecologiche?? Non vi sentite ridicoli a credere che il nostro primo pensiero appena dopo l’incubo fosse andare a fare una doccia per curare l’igiene? …Non vi è passata per l’anticamera del cervello l’idea che, giunte in Polizia, per denunciare quell’incubo, abbiamo dovuto seguire tutto un iter fino all’indomani pomeriggio? Un’ultima cosa… Siamo consapevoli dell’errore commesso di esserci fidate di due uomini conosciuti da poco e di aver accettato l’invito a mangiare qualcosa con loro, ma credo che ciò non giustifichi la violenza che abbiamo subito e la cicatrice che porteremo indelebile per tutta la vita.

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