Ma forse c'è il burattinaio

Ma forse c’è il burattinaio

Le grandi manovre
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Com’è Francesco Cascio, presidente? “La candidatura di Francesco Cascio col Pdl è di alto livello, dà luogo a una competizione con candidati che hanno le carte in regola per rimettere in piedi la città di Palermo devastata da Cammarata”. Tutti con le carte in regola, compresa – immaginiamo – Rita Borsellino. Bene. E di Massimo Costa che ne dice? “Ha fatto bene Costa a dire che esclude alleanze col Pdl”. Scusi, presidente, non vorremmo mancarle di rispetto. Quando mai lo ha detto con tanta nettezza? Le è piaciuta la presentazione con quei riferimenti a peccati e peccatori, tra Bud Spencer e John Wayne? “Cosa è un giustiziere? Comunque a me pare un tipo spontaneo e simpatico”.

Ha ragione, governatore Lombardo. E ci scusi se abbiamo fatto un compendio, usando un vecchio artifizio, unendo in bignami le sue ultime dichiarazioni e appiccicando domande postume. Ha ragione, presidente, la spontaneità è una grande dote nella vita, come l’onestà. Onestamente: forse non c’è un burattino, ma un burattinaio sì ed è quello di sempre, con le dita a intrecciare i fili della politica. Raffaele Lombardo. Burattinaio in senso tecnico, ci mancherebbe. Recita il Devoto-Oli: “Artista che manovra i burattini, dando pubblici spettacoli”. E non c’è dubbio che la definizione corrisponda, seppure il governatore ami mimetizzarsi da marionetta.

La tecnica raffaelita è arcinota. E ci cascano sempre come nelle finte del compianto Garrincha. Si sapeva che Garrincha abbozzava il dribbling all’interno, per poi scorazzare sulla fascia, turlupinando il guardiano di turno. Ma i difensori abboccavano lo stesso. Perché uno riflette: visto che lui sa che io so, stavolta cambierà, no? Invece Raffaele Garrincha Lombardo insiste con la finta. E ti frega. Che poi sarebbe l’espediente di alternare con sapienza spaccatura e  lusinga. Prima il nostro interviene con la ruspa per frantumare le forze in gioco, soprattutto gli alleati, obbligati a trasformarsi in ex. Infine, cuce consensi e recluta truppe con l’amo delle promesse sussurrate, dei corteggiamenti, delle frasi a mezza bocca, dei: vuoi vedere che?

Cascio, Costa, o, magari, Ferrandelli? Poco importa. Tanto ci sarà un filo recondito da agganciare per cominciare il pubblico spettacolo. Che è davvero molto divertente. Solo che il prezzo del biglietto comincia a essere troppo alto. E abbiamo finito gli abbecedari.


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