Palermo, condanne per mafia a Porta nuova

Dal capo al re della Kalsa: condanne a Porta Nuova, assolto il boss del bacio

condanne mafia
Coinvolti nel blitz dello scorso febbraio

PALERMO – Dal presunto reggente della famiglia di Palermo Centro, mandamento di Porta Nuova, a coloro che si sarebbero messi a disposizione per organizzare gli incontri fra i mafiosi. Si chiude con condanne e assoluzioni il processo nei confronti di sedici imputati, alcuni dei quali arrestati degli arresti nel blitz dei 181 dello scorso febbraio.

Degli imputati principali solo uno è stato assolto: Tonino Seranella, difeso dall’avvocato Michele Giovinco, subito scarcerato. Fu fotografato mentre si baciava in bocca con Francesco Paolo Viviano. Folclore, nulla di più stando alla decisione del giudice per l’udienza preliminare Emanuele Bencivinni.

Si è costituita una sola vittima del racket: un imprenditore edile, accompagnato dal comitato Addiopizzo.

Gli imputati condannati

Di associazione mafiosa rispondevano Giovanni Castello (condannato a 12 anni), considerato il reggente della famiglia di Palermo centro (difeso dall’avvocato Jimmy D’Azzò, la richiesta era di 14 anni), Giuseppe Di Maio (11 anni, un mese e 10 giorni), Francesco Paolo Putano (14 anni, 9 mesi e 23 giorni in continuazione con una precedente condanna), Francesco Paolo Viviano (8 anni e 4 mersi), Francolino Spadaro (11 anni, un mese e 10 giorni).

Pietro Di Blasi (5 anni), Fortunato Bonura (4 anni), Francesco Paolo Luisi (5 anni) e Giuseppe La Barbera (5 anni) rispondevano di estorsione. Filippo Marino (3 anni e 4 mesi) avrebbe aiutato mafiosi ad deludere le indagini ed organizzare incontri riservati.

Agostino Lupo (2 anni e due mesi, a fronte di una richiesta di 8 anni, difeso dall’avvocato Igor Runfola) era imputato per concorso esterno in associazione mafiosa. Il reato è stato derubricato in favoreggiamento aggravato: avrebbe messo a disposizione la sua officina per gli incontri riservati ma anche per bonificare macchine e moto dalle microspie.

Infine Salvatore Castello (3 anni e 4) mesi è accusato di ricettazione aggravata per avere ricevuto mensilmente una somma di denaro in quanto fratello del capomafia Giovanni.

Gli arrestati furono monitorati per mesi dai carabinieri del nucleo investigativo. Saltarono fuori vecchie conoscenze degli investigatori come Francolino Spadaro della Kalsa e Tonino Seranella, immortalato mentre baciava in bocca Vivano.

Arrestato nel blitz “Alexander” (dal nome del capomafia Alessandro D’Ambrogio ndr), Seranella ha finito di scontare la condanna per mafia nel 2022. Il giudice ha ora disposto la sua immediata scarcerazione.

Di Spadaro dicevano che avesse addirittura declinato l’invito a prendere in mano la reggenza del mandamento di Porta Nuova. ll figlio di Masino Spadaro, considerato il “re” della Kalsa, preferiva restare defilato.

Assolti Francesco Battaglia, Rosario Mandalà (avvocato Salvatore Ferrante) e Vito Sacco.

Le parti civili

Risarcimento per le parti civili: Comune di Palemro, Addiopizzo, Centro Studi Pio La Torre, Sos impresa, Solidaria, Confcommercio, Confesercenti, Confimpresa, Federazione antiracket, Sportello di solidarietà.

Sulla costituzione dell’imprenditore interviene il comitato Addiopizzo: “È una storia che, seppure a lieto fine, racconta in controluce la persistenza del fenomeno estorsivo nel settore dell’edilizia. Ci sono infatti aree della città e della provincia di Palermo dove imprenditori e operai hanno serie difficoltà a lavorare, dato che altre imprese edili in cambio delle estorsioni pagate si accaparrano forniture e lavori con la protezione di Cosa nostra. Tale fenomeno oltre a colpire chi vuole fare impresa sana e lavorare onestamente, altera e sterilizza le regole del libero mercato e della concorrenza anche a danno dei cittadini-consumatori. Ma la storia di questo imprenditore e di questi operai dimostra anche che denunciare è possibile, che il coraggio e l’unione possono fare la differenza e che, passo dopo passo, il muro dell’omertà può essere scalfito.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI