CATANIA – L’indagine ha avuto inizio nel dicembre 2021 e si è protratta fino al 2024. Ed ha permesso di documentare anche l’esistenza di una fitta attività di approvvigionamento e spaccio di sostanze stupefacenti, principalmente cocaina, hashish e marijuana. Ventuno in tutto gli arrestati.
È l’indagine disposta dalla Procura della repubblica di Catania ed eseguita dai carabinieri del Comando provinciale. Diversi i reati contestati. Nello specifico, “associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, violazioni in materia di stupefacenti, tentata estorsione in concorso, ricettazione in concorso, possesso illegale di armi clandestine e detenzione di banconote contraffatte, con l’aggravante del metodo mafioso e con finalità di agevolare il sodalizio mafioso”.
Nel mirino degli investigatori è finito il sodalizio mafioso dei Cursoti Milanesi. L’ordinanza di misure cautelari personali in carcere è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catania, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
Gli arrestati
Di seguito, l’elenco degli arrestati:
Filippo Abramo, nato a Catania il 12/12/1966. Giuseppe Agatino Ardizzone, inteso “Peppe ca Barba”, nato a Catania il 24/09/1993. Giorgio Campisi, nato a Catania il 16/03/1995. Andrea D’Ambr, inteso “scialuppa”, nato a Catania il 16/09/1996. Carmelo Distefano, inteso “pasta ca sassa”, nato a Catania il 23/04/1970. Antonio Fichera, nato a Catania il 20/10/1992.
Salvatore Pietro Gagliano, detto Piero, nato a Catania il 3.8.1997. Alfio Cristian Licciardello, inteso “Merluzzo”, nato Catania il 04/11/1992. Giuseppe Licciardello, inteso “Peppolino o fringuello”, nato Catania il 26/11/1998. Sebastiano Milano (detto “Seby Piripicchio”) nato a Catania il 22.12.1994. Giuseppe Santo Patanè, nato a Catania l’1.11. 1996. Concetto Pitarà, inteso “Concetto u Furasteri”, nato a Catania il 17/12/ 1977. Piterà Concetto, nato a Catania il 28/12/1976. Gabriele Giuseppe Piterà, inteso “Scimmia”, nato a Catania il 28/02/1982.
Giuseppe Piterà, inteso “Unghio”, nato a Catania l’8/03/2000. Giuseppe Concetto Piterà, inteso “matelico”, nato a Catania il 25/05/2001. Rosario Piterà, nato a Catania il 05/ 05/2002. Signorelli Raimondo, inteso “Rey”, nato a Catania 12/09/2000. Emanuele Strano, nato a Catania il 20/01/1999. Gabriele Strano, nato a Catania il 07/ 04/1995. Carmelo Tiralongo, inteso “Mentina”, nato a Catania il 07/01/ 2001.
La ricostruzione degli inquirenti
Nel corso della conferenza stampa tenutasi presso gli uffici della Procura, è emerso come le indagini avrebbero “confermato non solo la persistente operatività sul territorio del sodalizio mafioso dei Cursoti Milanesi, ma ha anche consentito di cogliere e monitorare l’evoluzione interna del gruppo. Segnato da una violenta e brutale contrapposizione esplosa a seguito della morte di Rosario Pitarà, detto “u Furasteri”, avvenuta il 9 dicembre 2020, capo storico del clan.
La scomparsa del predetto, peraltro in un momento di particolare fibrillazione a seguito del duplice omicidio dell’agosto 2020 avvenuto a Catania e che aveva visto quali vittime due esponenti del clan Cappello in ragione dell’azione posta in essere da Carmelo Distefano e dai suoi accoliti, avrebbe innescato una feroce lotta per la leadership ed il controllo del territorio all’interno del clan dei Cursoti Milanesi”.
Le estorsioni al locale
Sempre a detta degli investigatori, le “indagini hanno, inoltre, permesso di accertare numerosi e gravi episodi di violenza e intimidazione che sarebbero avvenuti all’interno dell’area portuale di Catania, presso il complesso della “Vecchia Dogana”, dove alcuni degli indagati si sarebbero, di fatto, imposti all’interno del noto locale ECS Dogana Club (discoteca), attraverso l’uso sistematico della forza e del potere intimidatorio mafioso”.
Oltre agli episodi di violenza e aggressione, le indagini hanno evidenziato a livello di gravità
indiziaria svariate richieste estorsive avanzate nei confronti del titolare del locale. Azioni che sembrerebbe essere state messe in atto attraverso gruppi organizzati, composti da 20, 30, 50 e oltre elementi, che sarebbero riuscite ad accedere con la forza nel locale, approfittando e generando disordini proprio per convincere il titolare a cedere al pagamento delle somme a titolo estorsivo.
