PECULATO, CONDANNA EX SEGRETARIO COMUNALE DI MASCALI -

Mascali, distrasse quasi 100 mila euro: ex segretario condannato

La sentenza d'appello è frutto di un concordato tra le parti.
IL PROCESSO
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CATANIA – Sentenza di colpevolezza confermata anche se la pena è stata ridotta in appello a seguito di un concordato dalle parti. Raffaele Antonio Milazzo, ex segretario del Comune di Mascali, è stato condannato a tre anni e 8 mesi dalla Corte d’Appello di Catania al termine del processo di secondo grado che lo vede imputato per falso e peculato. I fatti al centro del dibattimento risalgono al 2016 quando il funzionario per un periodo, ha ricoperto contemporaneamente l’incarico di Segretario Generale e Responsabile dell’area economico-finanziaria del comune di Mascali. Un doppio ruolo che gli avrebbe consentito di sottrarre dalle casse comunali l’ingente somma di quasi 98mila euro. Ad accorgersi della distrazione delle somme è stato il responsabile del servizio finanziario del comune. Da lì sono partite le denunce alla Corte dei Conti e le indagini penali che poi hanno portato all’arresto di Cantone nel 2018. Quando i carabinieri arrivarono con l’ordinanza del gip il funzionario ricopriva il ruolo di segretario comunale ad Aci Catena. Il ‘concordato’ tra le parti è stato possibile in quanto la difesa ha rinunciato ai motivi d’appello – in primo grado era stato condannato a 6 anni –  e si è impegnata a risarcire il danno. Soddisfatto il legale del comune di Mascali, Salvo Sorbello: “In merito alle responsabilità dell’imputato non ci sono mai stati dubbi in quanto provato dalle indagini. L’avete ottenuto la consegna delle somme sequestrate consente di appianare l’ammanco risalente al 2016. Questo risultato è un caso quasi unico tra gli innumerevoli procedimenti contro la pubblica amministrazione che vengono celebrati nel sistema giudiziario. In questo modo i cittadini mascalesi si riapproprieranno delle somme che gli erano state sottratte”. 

Con le somme fin qui sequestrate si dovrebbe riuscire a restituire all’ente circa 70 mila euro. Intanto rimane ancora attivo il sequestro di un immobile. Il Comune dovrà agire per le vie legali per ottenere la differenza della cifra sottratta  oltre alle somme derivanti dai danni morali e di immagine che dovranno essere quantificati in sede civile. 


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