Lagalla dimettiti hai fallito, a Palermo non funziona niente mi dispiace che ti ho votato .

Lagalla dimettiti hai fallito, a Palermo non funziona niente mi dispiace che ti ho votato .
La solidarietà deve andare alla famiglia della vittima, che era disarmato, non ha minacciato nessuno e non meritava di essere ucciso.
Anche se lo vedranno i nipoti di quelli che avrebbero dovuto frequentare oggi va bene così, grazie comunque
Ieri a Palermo zona teatro Massimo non c'era traffico veicolare, ho visto che i vigili urbani esistono durante la settimana no ne vedo quasi mai. Volevo esortare i nostri politici a farci vivere meglio i vigili devono stare in strada anche quando non c'e' Mattarella , per controllare meglio la situazione dotate le auto di servizio di GPS per distribuire meglio le auto in citta' e concentarle dove c'e' piu traffico.
Tutti dentro!
“Se la coscienza la possiamo addormentare la storia personale – cosa hai detto e fatto e con chi ti sei accompagnato – non la possiamo nascondere”. Non è proprio esattamente così. Altrimenti Orlando, il più e più volte sindaco di Palermo e politico dalle mille stagioni, dopo aver accusato e ‘costretto Falcone ad una strenua difesa dinanzi al Consiglio Superiore della Magistratura e che non consentì allo stesso Magistrato di conoscere l’esito di quel procedimento perché la delibera di archiviazione giunse solo dopo la sua morte’, per quelle certe carte riguardanti ‘una serie di omicidi eccellenti’ tenuti «chiusi dentro il cassetto»… impedendone così ‘il disvelamento del contesto politico che faceva da sfondo a (quelle) più recenti evoluzioni dell’organizzazione criminale denominata Cosa Nostra’, sarebbe dovuto essere bandito da ogni manifestazione, istituzionale, familiare, amicale, popolare, di quartiere o condominiale, in cui si fosse celebrato, onorato o semplicemente ricordato il giudice Falcone. Invece è lui che punta l’escludente dito contro questo e quello e dice chi può essere ammesso e chi no ad una manifestazione dedicata all’eroe e martire Giovanni Falcone. Mentre le Istituzioni dal Quirinale in giù tacciano. Un’assurdità tutta palermitana. Anzi sicula. Da sembrare quasi quasi una ‘cosa nostra’. Dietro la quale tutti si nascondono.
“Episodi di intolleranza, manie xenofobe, rigurgiti fascisti”? Noi che la sappiamo lunga, per non sembrare sprovveduti, o, peggio, comunisti, abbiamo ricordato che la storia non si ripete. Tutt’al più ci siamo permessi di dare del fascista alle curve degli stadi e dello stronzo a Salvini. Niente di più.
Ma se ad avere ragione fossero i ragazzi dell’Industriale, arrivati addirittura prima dell’Onu che solo qualche giorno fa ha scritto che le politiche migratorie del Viminale di Matteo Salvini violano i diritti umani?