“Miccichè presidente Ars? Mi dimetterei, priorità Lukoil-ponte”

“Miccichè presidente Ars? Mi dimetterei, priorità Lukoil-ponte”

Commenti

    Non è una priorità il ponte. Ci sono altre priorità. Miccichè meglio tenerlo fuori. Come Presidente andrebbe bene il giovane deputato di Catania

    Schifani sembra forte e determinato, bene la presa di posizione su Micciche
    Certo una donna presidente sarebbe la prima volta in Ars, sarebbe un bel segnale anche dalla Sicilia come a Roma con Giorgia Meloni

    Cominciano le sbandate del Presidente: ma come si può essere così irriconoscenti al gran lavoro svolto da Miccichè per mantenere il partito ad un livello che nel resto d’Italia neppure se lo sognano?

    Schifani è il presidente della regione per merito di micciche!
    Il suo comportamento non è corretto adesso…
    Si ricordi che le carte cambiano e che si potrebbe avere per la prima volta nella storia Sicilia la sfiducia al presidente!

    Finalmente una donna sarebbe una bella conquista

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Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l'onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che "camminano" armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.

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