Sicilia, Montalto (Avs): "Campo progressista unito, no a De Luca"

Montalto: “Il campo progressista deve essere unito. De Luca? O lui o Avs”

Pierpaolo Montalto
Parla il portavoce regionale di Alleanza verdi sinistra
L'INTERVISTA
di
5 min di lettura

PALERMO – Le Amministrative di maggio come un banco di prova per un fronte progressista che studia ancora per diventare la coalizione che dovrà sfidare il centrodestra alle Regionali. Pierpaolo Montalto, segretario regionale di Sinistra italiana e portavoce in Sicilia di Alleanza verdi sinistra insieme con il segretario di Europa verde nell’Isola Fabio Giambrone, parla delle incomprensioni nel fronte progressista e guarda al bersaglio grosso: “Uniti alle Regionali”. Ma c’è l’incognita Cateno De Luca.

Con che spirito Avs si avvicina a queste elezioni amministrative?
“Abbiamo provato a costruire in tutti i territori l’architettura dell’alleanza che dovrà sfidare il centrodestra alle elezioni regionali. Abbiamo registrato delle complessità, stiamo provando a superarle in tutti i modi ma in alcuni casi ci sono difficoltà evidenti e sotto agli occhi di tutti”.

Quali sono questi casi?
“Enna è il più eclatante e doloroso, perché lì c’è l’immagine di un centrosinistra che abdica a qualsiasi suo ruolo. Ci sono poi i casi dei alcuni piccoli comuni, che vanno al voto con il sistema maggioritario. In tanti e in troppi casi il Pd ha scelto di avere altri interlocutori”.

Ma su Enna il Pd non ha dato il simbolo a Crisafulli: è il segnale che attendevate.
“Da dirigente di Avs rispetto sempre il dibattito interno agli altri partiti, ma su Enna rilevo comunque un intervento del Pd nazionale che rappresenta un segnale importante. Il messaggio che arriva dal territorio, però, appare chiaro. Quando i dirigenti locali dem particepino attivamente ad una candidatura, la presenza o meno del simbolo cambia poco”.

Ad Enna c’era la possibilità di un nome alternativo?
“Avs ha lavorato per costruire un’alternativa ma è chiaro che se il primo partito della coalizione molla il centrosinistra per andare col centrodestra abbiamo tutti difficoltà. Questo scenario, purtroppo, sta accadendo in tanti comuni dove si vota con il maggioritario e dove il Pd preferisce interloquire con Fratelli d’Italia o con Forza Italia piuttosto che con noi. Quando il civismo diventa una maschera per fare pasticci tra persone di partiti diversi è un problema. Il comune simbolo di questa situazione è Randazzo, dove sta avvenendo la cosa più grave: un’alleanza Pd-Mpa con il candidato sindaco dem dopo lo scioglimento del consiglio comunale per mafia che ha travolto una giunta Mpa-Pd. Qui i democratici avevano il vice sindaco (Gianluca Anzalone, ndr) che ora viene promosso a candidato sindaco. Tutto questo significa che il problema non è elettorale ma politico”.

Ma dal Pd segnalano comunque uno stato di salute della coalizione migliore rispetto alle ultime Amministrative. Il bilancio delle alleanze è in miglioramento.
“Ci sono senza dubbio degli esempi virtuosi, con sforzi comuni in tanti territori. Penso ad Augusta, dove siamo tutti insieme con il nostro candidato sindaco Salvo Pancari, ma anche a Marsala, Ispica, Termini Imerese, Lentini e allo sforzo importante che stiamo facendo su Agrigento. Ci sono delle città dove la coalizione sta andando compatta e dove il campo progressista sta nascendo, ma ci sono ancora divisioni e difficoltà molto importanti che dobbiamo superare necessariamente in vista delle elezioni regionali”.

E qui arriviamo al pomo della discordia, Cateno De Luca. Avete già detto come la pensate.
“Da mesi affermiamo che De Luca è incompatibile con il campo progressista. Queste valutazioni hanno poi trovato un riscontro concreto nella campagna acquisti che De Luca sta facendo nel centrodestra. Il passaggio nelle file deluchiane di una figura come l’ex Forza Italia Riccardo Pellegrino è la prova che lui si colloca in una posizione politica incompatibile con il campo progressista. Su De Luca andrebbe messo un punto fermo, dicendo banalmente che avevamo ragione noi”.

Avevate ragione rispetto a chi?
“Segnalo che la battaglia per includere De Luca nel campo progressista è stata condotta in maniera solitaria dal Partito democratico e dal suo segretario Anthony Barbagallo, che dovrebbe poi spiegare queste scelte al suo elettorato”.

Su De Luca Avs pone un aut aut?
“Voglio essere molto chiaro: se nella coalizione dovesse esserci De Luca, in quel caso noi non ci saremo. Ma a quel punto bisognerebbe capire cosa rimarrebbe del campo progressista. Potrebbe essere il Pd ad uscire dalla coalizione. Mi viene difficile, infatti, pensare al Movimento cinque stelle e a Controcorrente insieme con una figura come quella di Pellegrino. Vale lo stesso anche per alcuni dirigenti del Pd che ritengo personalità importanti”.

fronte progressista Sicilia
Il fronte progressista in Sicilia

A questo punto c’è da chiedersi quante chance ci siano per il campo progressista di arrivare fino in fondo alle elezioni nella sua composizione attuale.
“Per noi il campo progressista è importantissimo. Il nostro obiettivo è costruire una coalizione che abbia la capacità di intercettare il dissenso che c’è nei confronti di questo governo regionale e di queste destre nel Paese, offrendo un orizzonte di speranza vero alla gente. E credo inoltre che un’alleanza del campo progressista sul modello nazionale, che includa anche Controcorrente, oggi abbia tutte le possibilitò di vincere in Sicilia. Mi chiedo quindi perché complicarci la vita con cose inutili”.

Si torna sempre al vecchio tema dell’unità della sinistra.
“Arrivare uniti alle prossime Regionali è un dovere da parte di tutti e io sono fermamente convinto che ci riusciremo. In questi anni il centrosinistra è stato unito su tante cose. Ci sono stati degli errori di visione del Pd che, però, dobbiamo superare tutti insieme. Dopo tutto quello che ha combinato il centrodestra in Sicilia, tra scandali giudiziari e disastro sociale evidente, sarebbe un delitto non presentare il campo progressista unito alle prossime Regionali”.

Il vostro candidato ideale resta La Vardera? La scelta del candidato presidente è un’altra delle spine del campo progressista.
“La disponibilità di Ismaele è per noi qualcosa di importante, perché ci apre un mondo nuovo. Oggi, però, la cosa più importante è parlare dell’unità della coalizione e dei confini politici che devono difendere questa unità. Sulla candidatura e sulle modalità di scelta sarà poi necessario un confronto tra i partiti per un’uscita comune. Il nostro obiettivo è l’unità e la credibilità della coalizione, il candidato verrà definito poi tutti insieme”.

La vostra posizione sulle primarie?
“Sul tema siamo molto ‘laici’. Se tutto il campo progressista dovesse scegliere le primarie, perché no? Ma la strada per individuare il candidato con maggiori chance di vincere può essere trovata anche in altri modi. Vedremo tutti insieme, non mi sento di dare un’indicazione perentoria. Serve in questo momento mettere al centro l’unità politica, la coerenza e i confini. Dopo troveremo tutti insieme il metodo più utile per scegliere il candidato. Certo, molto dipenderà anche dalla tempistica delle elezioni. Se la crisi del centrodestra dovesse accelerare si dovrebbero fare determinate scelte, se invece si andrà a scadenza naturale il quadro sarà diverso”.


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