Musumeci, il silenzio degli alleati e la profezia di De Luca

Musumeci, il silenzio degli alleati e la profezia di De Luca

Commenti

    Forza Italia. Vale in Sicilia il 9%, prima Italia il 5%.l Udc il6% ecc.
    Micicche’ dove vuoi arrivare? Tanto perderete le elezioni e tu torni a fare l’ impiegato di Berlusconi.

    La bagarre di domenica a Taormina è opera di scateno il profeta e dei suoi scagnozzi. Assieme ai 2 pagliacci panormiti.

    Dopo tutte le giravolte di Musumeci, alle quali abbiamo dovuto assistere in questa legislatura, consiglio prudenza a tutti i suoi alleati. Io non mi fido di questa improvvisa decisione di “ togliere presto il disturbo “. Una frase sibillina, nello stile Musumeci, che potrebbe significare mettere tutti i partiti in difficoltà perché in questo caso si dovrebbe votare entro il 2 Settembre. Mi raccomando quindi: ATTENTI AL LUPO !!!

    Il Presidente faccia una cosa buona una volta per tutte, dimissioni immediate cosi tanta gente va a casa e tanti saranno impegnati in campagna elettorale d’estate senza andare al mare

    Forse è una cosa intelligente andare a votare, e dare una risposta ai Micicche’, ai dei Lucca ed infine al lumbard che con l oscuro Minardo vuole conquistare la Sicilia.
    Questa volta la Sicilia passa al centro sinistra.

    Forse è una cosa intelligente andare a votare, e dare una risposta ai Micicche’, ai dei Lucca ed infine al lumbard che con l oscuro Minardo vuole conquistare la Sicilia.
    Questa volta la Sicilia passa al centro sinistra.

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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