Musumeci, il silenzio degli alleati e la profezia di De Luca

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Commenti

    Forza Italia. Vale in Sicilia il 9%, prima Italia il 5%.l Udc il6% ecc.
    Micicche’ dove vuoi arrivare? Tanto perderete le elezioni e tu torni a fare l’ impiegato di Berlusconi.

    La bagarre di domenica a Taormina è opera di scateno il profeta e dei suoi scagnozzi. Assieme ai 2 pagliacci panormiti.

    Dopo tutte le giravolte di Musumeci, alle quali abbiamo dovuto assistere in questa legislatura, consiglio prudenza a tutti i suoi alleati. Io non mi fido di questa improvvisa decisione di “ togliere presto il disturbo “. Una frase sibillina, nello stile Musumeci, che potrebbe significare mettere tutti i partiti in difficoltà perché in questo caso si dovrebbe votare entro il 2 Settembre. Mi raccomando quindi: ATTENTI AL LUPO !!!

    Il Presidente faccia una cosa buona una volta per tutte, dimissioni immediate cosi tanta gente va a casa e tanti saranno impegnati in campagna elettorale d’estate senza andare al mare

    Forse è una cosa intelligente andare a votare, e dare una risposta ai Micicche’, ai dei Lucca ed infine al lumbard che con l oscuro Minardo vuole conquistare la Sicilia.
    Questa volta la Sicilia passa al centro sinistra.

    Forse è una cosa intelligente andare a votare, e dare una risposta ai Micicche’, ai dei Lucca ed infine al lumbard che con l oscuro Minardo vuole conquistare la Sicilia.
    Questa volta la Sicilia passa al centro sinistra.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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