Natale, i ragazzi del Malaspina cucinano per i poveri - Live Sicilia

Natale, i ragazzi del Malaspina cucinano per i poveri

Il rosso della pandemia non ferma il Natale. Questa storia arriva da Palermo.
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PALERMO- Sarà un buon Natale per Francesco Paolo, quasi settant’anni, una vita ai margini, a dormire sotto le stelle, tra Camporeale e Palermo. Adesso, con la pensione sociale, si è affittato una casuzza e riceverà il pacco dono che la Comunità di Sant’Egidio sta distribuendo e ha già distribuito a lui e a suoi compagni di viaggio. E poi ci sarà il pranzo di Natale a domicilio. Il 25 dicembre, quest’anno, ha il colore rosso della pandemia. Ma poi c’è il rosso del cuore. Che non va in vacanza.

Il pranzo di Natale in strada

“Per ovvi motivi non organizzeremo il consueto pranzo di Natale – spiega Renzo Messina, della Comunità di Sant’Egidio -. Noi ci stiamo muovendo per una solidarietà itinerante, nel rispetto delle regole e delle precauzioni, con le autorizzazioni necessarie. Stiamo distribuendo cinquecento pacchi regalo, con il cibo, alle famiglie che seguiamo e che, di solito, partecipano al nostro pranzo. Il giorno di Natale, grazie alla generosità dei ragazzi di ‘Cotti in Fragranza’, a mezzogiorno, daremo circa duecento pasti alle persone che vivono per strada e non solo. Al nostro vecchio amico Francesco Paolo il pranzo lo porterò proprio io. Lui è un segno di speranza, un senzatetto storico che è riuscito a cambiare vita alla soglia dei settant’anni”. Non dice di più, Renzo, ed è giusto così. La bontà si nutre del riserbo.

I ragazzi del Malaspina per i senzatetto

Tra i protagonisti dello spirito del Natale che non si ferma ci sono dunque anche quelli di ‘Cotti in Fragranza’, un piccolo e prezioso monumento alla solidarietà possibile. Per chi ancora non li conoscesse, ecco cosa recita una delle pagine web che ne raccontano l’avventura: “Cotti in Fragranza è un laboratorio per la preparazione di prodotti da forno all’interno del carcere minorile Malaspina di Palermo. Un progetto buono, basato su una precisa etica della responsabilità, in cui i giovani coinvolti sono protagonisti di tutte le scelte, dai nomi dei prodotti alle strategie di marketing. Anche dopo aver concluso il proprio percorso detentivo, i ragazzi continuano a lavorare”. Buoni al palato. Buoni nell’anima.

Lucia Lauro, responsabile del progetto, racconta: “Noi cuciniamo già per il dormitorio, per la Caritas. Ora saremo impegnati di più. Cucineremo quattrocentoventi pasti per il solo pranzo di Natale. Antipasto misto, insalata russa, verdure pastellate, lasagne, tacchino, pandoro…”. Ecco le anime che reggono Palermo con i denti. Se non ci fossero, se non agissero strenuamente ogni giorno, non soltanto per le feste comandate, questa città sarebbe perfino peggiore. Sembra impossibile, ma è così.


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