Non votano 4 del Pd e Sicilia Futura| Chi ha approvato la Finanziaria - Live Sicilia

Non votano 4 del Pd e Sicilia Futura| Chi ha approvato la Finanziaria

I 35 che hanno detto “sì” alla manovra. Quattro Dem presenti e non votanti. E scende il quorum.

IL RETROSCENA
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PALERMO – La maggioranza è striminzita. Ma si è ritrovata compatta. Sono stati 35 i voti favorevoli alla Finanziaria. E nell’elenco dei votanti figurano tutti i deputati dei partiti di centrodestra, compresi i componenti del “Misto” Rizzotto, Caronia e De Luca.

In 35 hanno detto “sì” alla finanziaria, quindi (Nella foto, clicca per ingrandire). In 28 hanno invece votato contro (tutto il Movimento cinque stelle e – come si vedrà – buona parte del Pd). E i “sì” sarebbero stati probabilmente in 36, se il deputato Pippo Gennuso non fosse stato “costretto” all’assenza, a causa delle vicende giudiziarie che lo hanno recentemente coinvolto. Questa, quindi, è oggi la maggioranza che sostiene il governo di Nello Musumeci.

Si sono “sfilati”, per il momento, i due deputati di “Sicilia Futura”, Nicola D’Agostino ed Edy Tamajo, che all’atto della votazione hanno deciso di disinserire i propri tesserini elettronici e di lasciare Sala d’Ercole. Un atto chiaramente “politico”, confermato del resto dalle dichiarazioni assai critiche sulla legge di stabilità dello stesso D’Agostino. Ma l’astensione non è un voto negativo. E anzi ha avuto anche un effetto “numerico”: quello, cioè, di abbassare il quorum per l’approvazione. Con l’assenza dei due uomini del partito di Totò Cardinale, insieme a quella di Gennuso, ecco che i presenti in Aula sono scesi a 67, facendo calare così da 36 a 34 la quota minima necessaria per portare a casa l’approvazione.

Quota comunque rischiosa per il governo, come dimostrato, appunto, dal voto finale di 35 a favore. Se, insomma, due deputati avessero cambiato idea all’ultimo momento (i mal di pancia anche nella maggioranza non sono mancati), o se due onorevoli fossero stati improvvisamente costretti a lasciare Palazzo dei Normanni per altre cause, ecco che l’approvazione della manovra sarebbe stata persino in bilico.

(CLICCA PER INGRANDIRE)

In realtà, però, alla fine il quorum necessario per il via libera alla Finanziaria è ulteriormente sceso, da 34 a 32. Questo a causa del mancato voto di quattro deputati del Pd: quelli di Cracolici, Arancio. De Domenico e Catanzaro. Una curiosità nella curiosità, a guardare bene. Nei minuti successivi al voto, infatti, fonti Dem affermavano che i quattro parlamentari avevano lasciato già da un po’ i lavori, e avevano semplicemente dimenticato il tesserino inserito. Una dimenticanza che è stata una “esclusiva” del Pd, in questo caso. Anche se il voto si tinge persino di giallo: “Io ho votato contro la Finanziaria – assicura Catanzaro – e ho votato ovviamente contro. Non so spiegarmi come mai io risulti tra i ‘non votanti’”. Cracolici conferma di aver lasciato l’Aula per motivi personali, “dopo avere ampiamente svolto il mio lavoro”. Come detto, gli altri, anche loro del Pd, avrebbero dimenticato il tesserino inserito. Assenze numericamente ininfluenti, alla luce dei numeri, ma che hanno comunque “messo in sicurezza” il governo da eventuali assenze o sorprese dell’ultimo minuto. E così, una maggioranza striminzita ma compatta, alla fine ha portato a casa la Finanziaria.


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