CATANIA – Entra nel vivo il processo a carico di Francesco Di Stefano, ritenuto uno dei vertici dei Cursoti Milanesi. Il boss è accusato di essere uno degli esecutori dell’omicidio del pusher Daniele Paratore, crivellato di colpi in via Bainsizza il 18 aprile 2009. Oggi davanti alla Corte d’Assise di Catania si è svolta la prima udienza che apre il dibattimento: prima della pausa estiva vi erano stati diversi rinvii per una serie di motivi tecnici. Sono state presentate ai giudici da parte della Procura le richieste di prova: il processo continuerà il prossimo 20 ottobre con l’esame dei testi dell’accusa.
Il cadavere di Daniele Paratore fu trovato vicino al suo scooter, la vittima infatti tentò la fuga. I sicari però non sbagliarono la mira: le pallottole lo centrarono alle spalle, ferendolo mortalmente. E uno dei killer sarebbe proprio Francesco Di Stefano. Per la Procura dietro l’omicidio ci sarebbe un patto non rispettato. Il pusher vendeva droga autonomamente nel quartiere San Berillo Nuovo. Pieno di debiti con i fornitori, aveva chiesto protezione ai Cursoti Milanesi che gestivano lo spaccio nella zona. Il clan aveva saldato il suo debito, ma da quel momento i proventi dello spaccio dovevano andare al gruppo criminale: Paratore però non avrebbe rispettato i termini del patto. E allora Francesco Di Stefano – secondo la ricostruzione degli investigatori – avrebbe partecipato al delitto pianificato all’interno dell’organizzazione criminale. L’altro killer sarebbe stato Michele Musumeci, collaboratore di giustizia, già condannato per questo omicidio.

