Albergo delle povere in affitto | La Regione si muove per acquisirlo - Live Sicilia

Albergo delle povere in affitto | La Regione si muove per acquisirlo

La locazione costa mezzo milione all'anno. Il governo avvia le contrattazioni. Senza accordo pronto un piano B

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PALERMO – L’Albergo delle povere sarà interamente di proprietà della Regione. E proprio nel complesso monumentale in Corso Calatafimi a Palermo potrebbe nascere il centro direzionale dei beni Culturali regionali. È scritto nero su bianco su una delibera approvata dal governo regionale su proposta dell’assessorato ai Beni Culturali, al momento guidato dal governatore Nello Musumeci che ha acquisito l’interim dalla morte del compianto Sebastiano Tusa.

I dettagli dell’operazione immobiliare non sono ancora stati definiti ma l’intenzione dell’acquisto è più che chiaro: l’Albergo delle povere deve tornare nelle mani di un unico proprietario, e cioè la Regione. Una parte dell’immobile è già infatti utilizzato dall’amministrazione regionale per svolgervi mostre e convegni. Il governo adesso punta all’acquisto o all’esproprio della parte del complesso di proprietà dell’Ipab (Istituzione pubblica di assistenza e beneficenza, ndr) “Principe di Palagonia e Conte di Ventimiglia”.

La decisione della giunta di avviare la contrattazione per l’acquisto arriva dopo che l’Ipab, il 5 novembre ha pubblicato un avviso per dare in affitto i locali. Nello stesso documento vengono rese noti l’estensione dell’edificio: circa 9.500 metri quadrati, e il canone annuo dell’affitto ritenuto congruo dagli uffici del Comune di Palermo: più di 535mila euro all’anno.

Stando a quanto si legge nella delibera della giunta regionale l’immobile al momento “risulta in stato di abbandono” e l’ipotesi di affitto frazionato offerta dall’Ipab porterebbe a “nefande conseguenze – così si esprime il governo regionale -, facilmente intuibili”. L’assessorato ai Beni culturali ha quindi contattato il Cda dell’Istituto per manifestare la disponibilità a comprare l’immobile.

Adesso Palazzo d’Orleans ha dato mandato agli uffici del dipartimento Tecnico regionale per comprendere in quanto è stimato il valore dell’immobile. Poi si aprirà la fase di contrattazione vera e propria che potrebbe anche concludersi senza un accordo. In questa seconda eventualità, però, il governo Musumeci ha già pronto il piano B. Il “Real albergo dei poveri”, questo è il vero nome della struttura, infatti, è stato dichiarato immobile di interesse culturale e alla luce di questa qualifica può essere espropriato per esigenze di pubblica utilità per esigenze di tutela e conservazione della struttura. Insomma, che ci sia l’accordo o meno la Regione sarà la proprietaria dell’intero edificio.

Sul futuro utilizzo ci sono più ipotesi. A partire, come detto, da quella di realizzare presso il complesso il centro direzionale dei Beni Culturali e quindi la nuova sede degli uffici del dipartimento e dell’assessorato. Fra le altre ipotesi viene elencata anche la possibilità di realizzarvi un centro congressi o la sede di mostre ed esposizioni temporanee e permanenti.

 


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Commenti

    Portare tutti gli uffici dei beni culturali in corso Calatafimi sarebbe un’ottima idea così la regione risparmierebbe un bel pò di soldi dagli onerosi affitti che tutt’oggi paga.

    Bella trovata di Musumeci che invece di interessarsi dei dipendenti senza stipendio da 4 anni sta cercando l’escamotage per acquisire gratuitamente il resto del palazzo che per altro non è in totale stato d’abbandono.
    Vigliacchi !!!

    Ma con quale soldi la regione deve comprare?? Perché nn utilizza immobili che già sono di sua proprietà??

    Parlano sempre dei giochi immobiliari, ma mai dei dipendenti, ai quali mancano piu’ di due anni di stipendi non corrisposti e quasi tre anni di contributi non versati, con le relative famiglie al collasso.
    Complimenti a “mamma Regione” al suo totale disinteressamento a ciò che dovrebbero essere diritti costituzionali…

    bravo Presidente Musumeci un centro per mostre permanente

    Affrontate il problema ex ipab, l’ennesimo disastro democristiano, e risolvetelo una volta per tutte

    ci sono delle domande a cui non so darmi nessuna risposta, o per lo meno non avendo la documentazione in Mano non oso fare nessun azzardo, solo domande e basta, MA SE
    —–SERVIZIO 9 – II.PP.A.B. (Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza)
    Indirizzo di posta elettronica della struttura: famiglia.ipab@regione.sicilia.it —– è appunto un servizio della Regione Siciliana e l’immobile è una struttura dell’IPAB ne desumo che la Regione Siciliana ne sia Proprietaria, quindi che fa una partita di giro? mi compro il mio stesso Immobile, Io di finanza non ne comprendo ma qua entro proprio in confusione, A parte che ci vorrebbe un rinnovo almeno dell’intestazione Forlale all’Agenzia delle Entrate di tutti gli immobili cha ha la Regione, ogni dipartimento lo dovrebbe fare per suo conto, perchè c’è una Babele incredibile centinaia di posizioni tutte diverse e sotto i piu’ disparati nomi anche alcuni errati come trascrizione come Regionale, Regione qualcuna mancante di vocale o di consonante e via dicendo, se fosse una Regione seria faccia una disposizione in cui si da distposizione che tutte le proprietà siano intestate a REGIONE SICILIA e come USUARI gli enti che appunto li usano, appunto altrimenti vi è un gran macello, questo è mio, questo è tuo come tanti fratelli che si azzuffano, LA REGIONE E’ PROPRIETARIA E BASTA!!!!

    Non è così semplice, sono enti creati negli anni cinquanta su cui sarebbe interessante saperne di più. Credo siano strutture sociali che la chiesa ha ceduto alla Regione in una condizione giuridica molto pasticciata e sulla quale nessuno riesce a mettere mano. Hanno un patrimonio immobiliare enorme ma non pagano gli stipendi, insomma una gestione siciliana figlia dei tempi eroici in cui una struttura della curia, cioè privata, si configurava come ente pubblico

    **rufus** se è per questo ho visto contratti di acquisto fatto da notai per la Regione Sicilia, vergati con penna e calamaio, e parlo ancora del Re d’Italia o subito dopo, purtroppo i superiori dirigenti non danno tanto valore al TUO lavoro, ma solo al LORO, non se ne rendono conto che a volte vi sono delle situazioni che comportano difficolta, per esempio in una ho impiegato quasi 3 mesi, non coincideva niente, tutto litigava con tutto, alla fine ho collegato tutto, l’ho presentato agli uffici competenti e ho detto loro, questo è il mio lavoro per me è esatto e adesso arrangiatevi, controllatelo quanto vi pare e piace, i miei dirigenti s il’hanno visto il mega lavoro ed anche certosino, ma a dirmi grazie, NIENTE, ok, ok, ne devo fare un altro simile, ma questo in confronto era come la tabellina dell’uno, potevo finire prendendomela comoda massimo in una settimana a tirarla lunga, invece ho impiegato quasi 1 anno, ovviamente facevo altri lavori, ma mi chiedevano sempre di quello ed io rimandavo e rimandavo, il lavoro era pronto da tanto tempo, ma li facevo soffrire apposta, poi a novembre prima di finire l’anno presentato il tutto, pero’ stavolta mi hanno ringraziato HE!!! come cambiano le prospettive!!! lavoro certo, ma se mi davano retta avrei potuto svolgere meglio e molto piu’ lavoro di quanto avrebbero voluto, bastava solo una strumentazione ok costosa, ma la spesa sarebbe stata ammortizzata dal risparmio del costo di chiamare esterni e dalle loro parcelle, e ancora dopo 11 anni ancora non l’anno fatto, HEI!! sto diventando vecchietto poi non lo posso fare piu’ e davvero dopo ci arrangiate, ma in ogni caso questi **dirigenti** sono sordi ed io ancora ed ancora mi sono stancato, lo accenno a voce a malapena, il precedente dirigente che mi ha bloccato l’acquisto è andato in pensione, poi di certo andrà anche questo che non so se è carne o pesce e quando dovro’ andare io con il bastone a reggermi, di certo mi diranno, fai questo lavoro? ecco cerchero’ di procurarmi un bastone nodoso per ogni evenienza chissà qualche volta si svegliano dal letargo, specie quando arrivano multe da pagare.

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