Palermo, caos in Consiglio: a rischio un milione per le scuole

Palermo, caos in Consiglio sul Pnrr: a rischio un milione per le scuole

Aristide Tamajo
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Commenti

    Semplicemente vergognoso!

    Bella cosa questo teatrino tra leoni chiusi in gabbia che si sono raddoppiati gli stipendi “conformandosi” alle regole che loro stesso scelgono di rispettare. Certo che se è vero che il Sindaco e tutti i componenti del consiglio comunale si sono adeguati gli stipendi in maniera legittima a quelli di riferimento nazionale è vero anche che, dall’altra parte, noi cittadini dovremmo avere un servizio, per converso, di pari valore. Invece, direi in maniera scontata, i cittadini pagano senza avere un servizio di pari livello. E’ come andare al ristorante e mangiare del buon pesce sui piatti di carta pagando come se si utilizzassero i piatti di ceramica.

    Certo quando si è trattato del raddoppio degli stipendi il consiglio era vigile e attento alle scadenze, il sindaco era presente e tutto è filato liscio. Come dice La Galla, noi lavoriamo per il bene di Palermo non per quello delle nostre tasche ??????

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Sponsorizza germanà? un motivo in più per non votare schifiani <(come se non bastassero quelli che già ci sono)

Cara Carolina, da dirigente di partito che guarda alla politica con la P maiuscola, dovresti ricordarti di quegli (ex)imprenditori Innocenti con la I maiuscola che l'antimafia ha ingiustamente distrutto. Persone oneste con la O maiuscola che davano Lavoro con la L maiuscola che la giustizia con la g minuscola ha distrutto e che questo governo non ha neanche degnato di uno sguardo. Non bastano i proclami e le interviste, non basta immergersi nello studio di proposte che non verranno mai portate avanti. Fratelli di Italia, che dice di ispirarsi a quella destra per cui ti sei tanto prodigata come matricola universitaria, non solo in tutti questi anni, nonostante i ripetuti solleciti che gli sono stati rivolti, non ha fatto nulla per aiutare le vittime riconosciute degli errori giudiziari ma ha addirittura bloccato proposte di legge che, se approvate, potrebbero ridare alla giustizia il suo autentico significato, aumentando le garanzie e senza depotenziare la lotta alla mafia. Piuttosto che accogliere l'invito del "caro direttore" , dovresti sfruttare il ruolo di primo piano che occupi in Parlamento e nel tuo partito per Fare. Ed è il momento di Fare, senza se e senza ma. Quegli imprenditori aspettano di potere tornare a fare impresa. Fino a che non si risolveranno alcuni problemi della legislazione antimafia, la cui mala applicazione ha generato disastri, distrutto imprenditori innocenti e azzerato quel tessuto produttivo che tutti a parole dicono di avere a cuore, "antimafia", "giustizia" e "impresa", saranno solo vuote parole, utili solo alla campagna elettorale e nient'altro. La mia stima nei tuoi confronti rimane immutata, nonostante l'amarezza. Colgo l'occasione per invitarti ad un dibattito pubblico su questi temi.

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