La Sicilia brucia, Palermo in fiamme: "Servono rinforzi"

La Sicilia brucia, Palermo in fiamme: le fughe, i danni, la paura

Commenti

    Ogni estate sempre nelle stesse zone, nelle stesse giornate (quelle quando durante le ondate di calore si attiva pure lo scirocco intenso) e molto probabilmente ad opera delle stesse persone… Insomma ci sarebbero tempi e modi per cercare di prevenire questi disastri ma nessuno, colpevolmente, fa nulla e quindi è responsabile tanto quanto coloro che appiccano il fuoco perché quelle stesse zone ed in questi periodi andrebbero monitorate in qualche modo e coloro coinvolti negli episodi passati, che si conoscono già più o meno, dovrebbero stare in galera invece di essere a piede libero a commettere gli stessi crimini!!!!

    Non esiste l’autocombustione a queste temperature. L’autocombustione esiste a 60 gradi temperature che non ci sono a queste latitudine. Quindi o sono incendi dolosi o incendi colposi.
    Di certo molto fa l’allarmismo che eccita e prepara i piromani giorni prima approfittando dello scirocco. Gli incendi dolosi sono programmati. Se non si parlasse tutto il giorno del caldo, se non si facesse allarmismo non si darebbe l’idea ai piromani

    Mancanza di seri provvedimenti e impunità. E’ questo è il solito, consueto, annuale risultato !!!!!!

    Nella campagna elettorale per la presidenza della Regione, sarebbe interessante chiedere ai candidati cosa pensano di fare per fermare lo scempio degli incendi che regolarmente devastano la Sicilia. I loro predecessori sono accumunati dal non avere mai fatto nulla.

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Siamo abituati agli schiaffi salutari che la chiesa cattolica propone ai politici locali al governo, politici che per altro da sempre millantano appartenenze cattoliche, meno frequenti e forse altrettanto salutari sono le domande che la chiesa dovrebbe farsi sulla propria di presenza, sia in termini di servizi che un tempo erano capillari, mi riferisco a salesiani e vincenziani per esempio, sia ad un certo modo di vivere le fede in luoghi dove alla sobrietà che ti aspetti da una presunta povertà si oppone una ostentazione di ricchezza arrogante e pacchiana che non si capisce cosa abbia a che fare con il messaggio di Cristo. Per farla breve oltre ai servizi pubblici ormai totalmente assenti o rassegnati si associa una chiesa, che da quanto visto in questi giorni sembra affollare più i quartieri bene che le periferie e che in luoghi come lo zen e brancaccio sembra più un oggetto da vandalizzare come una qualsiasi panchina, tranne quando serve ad un video di matrimoni, battesimi etc. Ci dica la Curia cosa ha in campo allora, oltre alle critiche sacrosante ma anche facili, ai politici e alla classe dirigente locale che in gran parte si dice appunto cattolica

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