PALERMO – La probabilità di avere mangiato al ristorante la merce imposta dai boss è altissima. La “Frutti di mare Cardillo” aveva il monopolio delle forniture a Mondello e Sferracavallo. Dietro la società ci sarebbero i fratelli Nunzio e Giuseppe Serio, coadiuvati da Francesco Carpisi. Nunzio Serio è il boss di Tommaso Natale, arrestato di nuovo l’anno scorso dopo avere finito di scontare una precedente pena. Adesso rischia una nuova pesante condanna. Ecco un’altra manifestazione della capacità della mafia di ammorbare l’economia della città.
Boss, ristoranti e processi
Nello stesso settore hanno interessi Salvatore Randazzo e Amedeo Romeo. Condividono il fatto di essere imputati nel processo insieme a Nunzio Serio. Randazzo e Romeo sono arrivati ai ferri corti nel 2022. Il primo si era allargato imponendo le forniture di ricci ai ristoranti di Sferracavallo.“Venditi il ghiaccio e non ci rompere la minchia”, raccontava Romeo ad un ristoratore.
Alla fine fu costretto a fare un passo indietro, ma per compensare le perdite ottenne il via libera per vendere il ghiaccio in regime di monopolio.
Nel frattempo, infatti, Randazzo si era guadagnato la stima di Nunzio Serio di cui è diventato un fedelissimo. C’era pure “Raz Degan” (soprannome di Randazzo ndr) ad accogliere il boss dopo la prima scarcerazione. Nel giugno 2023, appena tornato in libertà per la seconda volta, Randazzo era stato uno dei primi a ricevere la visita di Nunzio Serio. Il capomafia aveva voluto ringraziarlo di persona visto che era stato Randazzo ad occuparsi dei bisogni economici della sua famiglia.
In un modo o nell’altro, direttamente o indirettamente, i frutti di mare arrivavano nelle cucine di tanti ristoranti: “Panineria da Emanuele”, “Da Giannò e figlio Marco”, “Frontemare”, “Marino”, “Simpaty”, “Al Gabbiano”, “La Barca”, “La Perla”, “Il Delfino”, “Temptation”, “L’Angolo di Mondello”, “Da Calogero”, “Danimart”, “Da Piero”, “Da Marianna e Andrea”, “I Sapori del Golfo” , “Rosso di sera”.
“Io altre persone non le voglio vedere”
Forniture imposte dai boss oppure scelte dai ristoratori? La certezza è che nessuno ha denunciato, nessuno si è costituito parte civile al processo. Ci sono intercettazioni da cui emergerebbe anche una certa familiarità. “Siccome già noi siamo attivi con i frutti di mare e tutte cose”, diceva Nunzio Serio che si era presentato “Da Calogero” a Mondello con Amedeo Romeo. Il titolare del ristorante, Nunzio Salvato, voleva essere certo: “Sei tu? … è un discorso… io altre persone, io non le voglio vedere”. “Sì” rispose due volte Serio. In passato Salvato aveva avuto una bruta esperienza con un altro fornitore.
Nelle informative dei carabinieri c’è anche ampia traccia di un messaggio che Salvato inviò a Romeo. Erano sorti dei forti contrasti con un concorrente che non solo aveva aperto un locale ma aveva pure convinto alcuni dipendenti a seguirlo. “Caro Amedeo fammi la gentilezza di non rapportarmi più nulla in riferimento a questi 4 cati di lippo”, scriveva Salvato.
Dopo uno stop forzato le forniture di frutti di mare erano ripartite e da quel momento tutti, da Mondello a Sferracavallo, avrebbero dovuto fare riferimento a Giuseppe Lo Coco.
Cozze, vongole e fasolari
Le microspie hanno intercettato Amedeo Romeo mentre faceva il giro dei ristoranti per parlare con i titolari: “Ora vengo con il ragazzo (Lo Coco ndr) cozze, vongole, che c’ha tutte cose”; “Stiamo venendo con cozze, vongole, fasolari, cannolicchi”.
“La mattina ci alziamo… si leva il sole… ci dobbiamo guadagnare il pane tutti… sta ripartendo con le cozze e vongole… il ragazzo… massima educazione”, spiegava Romeo. Per tutti i protagonisti degli affari dei frutti di mare i pm Giovanni Antoci, Felice De Benedittis e Andrea Fusco chiedono pesanti condanne.

