PALERMO – Anche per i giudici di secondo grado Salvatore e Vincenzo Sorrentino, padre e figlio, sono mafiosi ma non hanno guidato la famiglia del Villaggio Santa Rosalia. La quarta sezione della Corte di appello ha confermato le condanne rispettivamente a 11 e 8 mesi e 8 anni di carcere.
Le indagini della Direzione distrettuale antimafia fecero emergere che il carcere non avrebbe impedito ai boss di continuare a gestire gli affari criminali. Sorrentino utilizzava le videochiamate consentite durante il periodo Covid per comunicare con gli altri affiliati. Ed emerse pure che all’interno del Pagliarelli gli equilibri mafiosi rispecchiavano le gerarchie esterne con tanto di summit e baci in bocca.
Cancemi condannato per mafia
Per Giovanni Cancemi, condannato a 4 anni in primo grado solo per intestazione fittizia, la pena sale a 8 anni e mezzo. Lo hanno riconosciuto colpevole anche di associazione mafiosa, ma la pena è in continuazione con una precedente condanna.
Sorrentino senior (padre e figlio sono difesi dagli avvocati Michele Giovinco e Giovanni Castronovo) stava già scontando 10 anni di carcere, a cui si aggiunge la nuova pena. La condanna più pesante è stata inflitta a Leonardo Marino (16 anni in continuazione con una precedente condanna) che rispondeva di associazione mafiosa e traffico di stupefacenti.
Le altre condanne
Queste le condanne confermate: Leonardo Marino 16 anni in continuazione con una precedente sentenza (è il nipote di Teresa Marino, moglie del boss Tommaso Lo Presti e condannata per mafia), Andrea Ferrante 4 anni (difeso dall’avvocato Michele Rubino, è stato condannato per intestazione fittizia ma è caduta l’associazione mafiosa), Alessandro Miceli 2 anni (difeso dagli avvocati Tommaso de Lisi e Teresa Todaro), Pietro Maggio 2 anni, Silvestre Maniscalco 2 anni (avvocati Rosanna Vella e Luca Monteleone). Per tutti ha retto l’intestazione fittizia, ma non i reati di mafia.
Ed ancora: Rosaria Leale 6 anni e 8 mesi (associazione finalizzata al traffico di stupefacenti), Cristian Tommasino 7 anni e 2 mesi (associazione finalizzata al traffico di stupefacenti), Gaetano Sorrentino 7 anni e 2 mesi (associazione finalizzata dal traffico di stupefacente), Luigi Abbate 7 anni (associazione finanziata dal traffico di stupefacenti), Vincenzo Adelfio 7 anni, Vincenzo Sparla 5 anni e 4 mesi, marsalese (traffico di stupefacenti). Per alcuni reati legati agli stupefacenti è caduta l’aggravante di mafia.
I condannati per mafia e droga dovranno risarcire le parti civili: Comune di Palermo (avvocato Ettore Barcellona), Federazione antiracket, Centro Pio La Torre (avvocato Francesco Cutraro), Sos Impresa, Solidaria, Confcommercio, Confesercenti, Assoimpresa, Sportello per la legalità.
Le indagini dei finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria alzarono il velo sul circuito “alta sicurezza affiliati a Cosa Nostra” del Pagliarelli di Palermo. Scambi di pizzini, incontri e punizioni erano all’ordine del giorno. E poi c’era una ricca posta in uscita, usata per gestire gli affari. Uno dei più attivi sarebbe stato Giovanni Cancemi.

