Palermo, prima circoscrizione| Nasce il gruppo Italia Viva

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Commenti

    Non sembra che ad oggi vi siate particolarmente impegnati nel risolvere i problemi
    del centro storico , infatti il risultato è sotto gli occhi di tutti . Se pensate che la gente
    creda che l’aver aderito ad una nuova forza politica , che per ora sembra più una
    debolezza , faccia nascere in voi la spinta di un grande valore culturale , per dedicarvi
    alla soluzione di un problema , non di più , guardate che non cadiamo più , nei progetti
    che ci propinate .

    Ha ragione “Abitante”.Del resto, come credere a promesse fatte al vento quando disordine e sporcizia regnano ovunque? Signor Tramuto, che cosa ha fatto, in questi anni, per la tutela ambientale della zona in cui è cresciuto? Io continuo a vedere immobili fatiscenti, discariche ovunque,abusi , occupazioni e ….soprusi anche sulle proprietà private. E mi ha fatto ridere di cuore vedere su Palermo Today il vicepresidente Nicolao reggere con grande sforzo TRE sacchetti di spazzatura in zona Candelai con tanto di vigili intervenuti per sanzionare lo scandalo. Ma lei ha mai visto che cosa c’è a due passi da casa sua? E di uno scarrabile lasciato in sede per ben tre mesi, dopo aver ultimato i lavori commissionati da Città Storica, quli notizie le sono pervenute?
    Mi spiace, ma non siete credibili e non ci caschiamo più.

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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