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"Palermo è stata amministrata in parte come si poteva, in parte come si voleva. Il problema si rivela molto più profondo, ci interroga alla radice, in quanto palermitani incapaci di costruire un orizzonte duraturo." Riflessione che esprime uno spaccato di verità sul genere umano da cui è dipesa e dipende la storia di questa città: da chi siede sulle poltrone governative a chi chiede il pizzo e impugna pistole. Palermo è fatta da chi ci vive.
Pezzo di gran pregio e realismo. Legge la città ed il Suo popolo con lucida intelligenza. Grazie.
“Renato, non so te, ma io ho salvato Palermo e... mi ricandido” “Roberto, non t'allargare, c'ha pensato Giorgia, ancor prima che mettesse piede a Palermo chi doveva muoversi s'è mosso in tempi sincronizzati e puff la banda del kala è stata azzerata. Pensa cosa avrebbe detto Giorgia, cosa avremmo detto noi, cosa avrebbe scritto la stampa online e no con quei picciuttazzi in libera uscita. Passata la festa, rimane una città assopita, come noi: in fondo siamo fatti della stessa pasta”.
Bene Puglisi, grazie
Se questa Palermo e senza speranza sopra ogni ragionevole dubbio lo si deve alla politica locale regionale e ai politici che negli anni hanno sfruttato Palermo e i.paleritani con le promesse di lavoro e di benessere mentre si facevano solo e si fanno gli interessi anche economici personali . Vedasi tutti gli inquisiti politici dell ars del comune oggi e nei decenni passati


Buongiorno. Il 23 Maggio del 1992 è il giorno universale della consapevolezza. È un numero, un giorno, un anno su cui poggiano tutti i giorni dei calendari…da quel pomeriggio. Vivere ogni giorno il 23 maggio 1992 è il conforto, è il porto sicuro, è il tenere saldi i piedi a terra e mantenere la Rotta. È la coerenza di una vita, è il giorno del futuro riorganizzato, ostinato nel perseverare oltre i colori, oltre le bandiere, oltre i governi. Il 23 maggio 1992 è la Madre che cura i figli , è il Padre che cura la famiglia. Sono Donne e Uomini che ogni giorno vivono, sperano e in coerenza costruiscono, strutturano un percorso di vita sociale. Il 23 Maggio 1992 è Papà Agostino con la sua barba e il suo abbraccio a tutti e ame ….caro Papà. Ilb23 maggio 1992 sono le “rosette” i panini divisi con Antonio Montinaro una sera: dotto’ ne sono rimaste 5 , ti va bene tre io e due tu? SI ANTONIO!!!!…
Il sacrificio di decine di persone, centinaia di manifestazioni per la legalità, ad oggi l’unica cosa certa è che non siamo più al sicuro come prima e i nostri figli, i nostri insegnanti, i nostri medici rischiano la vita per un rimprovero, per uno sguardo e in generale senza neanche un motivo sensato
E tra un ricordo e un altro ci ritroveremo ad ascoltare un’omelia in cui noi cittadini saremo chiamati a denunciare e non essere omertosi, ma purtroppo se il sistema è marcio alla base è difficile che cambi, domani assisteremo alla messa in suffragio a San Domenico e qualche ora dopo subiremo la coercizione della spazzatura della Vucciria che deve “campare” le famiglie dei carcerati facendo serata in barba a ogni regola civile, penale, morale, etica. E chi ci governa e chi ci dovrebbe proteggere si gira dall’altra parte. Che pantomima.