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Caro Sindaco, qui quello che si è salvato è la spazzatura, l'incuria e la cattiva gestione, anche delle partecipate che dovrebbero svolgere un ruolo fondamentale e su cui lei ha una gran voce in capitolo. Avete tagliato centinaia di alberi invece di fare manutenzione, avete abbandonato le ville pubbliche, da quanto tempo non entra a Villa Giulia? Abbiamo raggiunto numeri record con il turismo e come state spendendo le tasse di soggiorno che avete pure aumentato? Poco personale alla Rap, di cui una buona percentuale assenteista, cosi come Reset e gli addetti a Ville a Giardini, mi scusi ma non vedo l'ora che finisca questo mandato, anche se non so a chi verrà ceduto il testimone.
Speriamo in chi la salva veramente da lui..
A Lagalla vanno riconosciuti alcuni risultati, con meno "spocchia" e "parole" senza fatti concreti; all'Orlando per intenderci. Ma chi vive a Palermo soffre. L'immagine, la copertina non bastano. Si impegni sui servizi, su quanto è determinante per la scurezza e la qualità della vita dei palermitani.Da questo dipenderà il consenso.
Caro Sindaco, se ritiene che questa Palermo sia salva allora vuol dire o che lei non conosce la città oppure ci dobbiamo rassegnare all'abbandono
L'autonomia della regione sicilia è stata una palla al piede dello sviluppo, con il mancato recipimento di leggi nazionali (per ignavia o incompetenza, non per partito preso).


La Persona medico aggredito al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civico di Palermo, al pari di tutte le Persone che operano a qualsiasi titolo e grado in “Sanità “, è uomo per bene, è professionista preparato anche in ambiti diversi dall’emergenza-urgenza. È Persona colta come lo era il padre, anch’egli medico e Maestro oltre che professionale, di vita. Un giorno mi parlò, con l’amore e l’orgoglio che un padre nutre, di suo figlio, più piccolo di me di 16 anni, e mi disse:《 Sai Vincenzo XXXXX ha scelto di iscriversi in medicina e lavorare al Pronto Soccorso, un giorno anche in mia assenza dagli qualche consiglio come io sto facendo con te se puoi》.
La sera della efferata aggressione mi sentii quasi in colpa, come se per assurdo non ero riuscito a proteggerlo. Strane le emozioni quando si vuol bene a qualcuno, quando lo reputi oltre che uno stimato Collega, un figlio/fratello. Ho provato un dolore profondo e ho pianto. Mi figlia di 15 anni, appresa la notizia, volle chiamare subito “lo zio XXXXX” manifestando il suo dispiacere. Ora , da allora come da tempo mi chiedo “perché tutta questa violenza?” ………:”Oscuramente forte è la vita” …..scrisse S.Quasimodo ( poesia al padre)