Paxia boccia Pogliese |"Nessun salto di qualità" - Live Sicilia

Paxia boccia Pogliese |”Nessun salto di qualità”

La deputata pentastellata a tutto campo.

L'INTERVISTA
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CATANIA – La deputata pentastellata Maria Laura Paxia fa il punto sull’azione di governo. Dal decreto liquidità alle misure di contenimento del coronavirus passando per il futuro del Movimento Cinquestelle, la deputata catanese dice la sua sullo strappo del gruppo capitanato dalla storica attivista Angela Foti. Clemente con la ex compagna di partito, Paxia non lesina invece critiche al sindaco Salvo Pogliese.

Onorevole, quali sono stati i passaggi più delicati nella gestione dell’emergenza legata alla pandemia?

La gestione della pandemia è stata affrontata subito dal governo e quindi poi anche dal parlamento. Al di là dei dpcm tanto discussi ci sono stati tre decreti che hanno regolato la vita dei cittadini nel primo impatto, nella fase intermedia e poi con il decreto rilancio nella fase di convivenza con il virus. Attivamente sono state prese una serie di misure per salvaguardare la salute dei cittadini. La prima, che si è resa necessaria, è stata quella del lockdown, ma allo stesso tempo si doveva lavorare affinché il Paese non si fermasse dal punto di vista economico.

A tal proposito. La riapertura è stata prematura o tardiva?

Ci siamo lasciati guidare da quelli che erano gli esperti del mondo scientifico. Diversamente qualunque decisione, non suffragata dagli studi, potrebbe essere sempre o prematura o tardiva. Non possiamo lasciarla al libero arbitrio di nessuno tantomeno del presidente del Consiglio.

Immagino neanche alle associazioni di categoria interessate prevalentemente alla ripresa della produzione. No?

Le dico che da imprenditrice capisco perfettamente.

Per questo le ho posto la domanda.

Capisco cosa significhi stare a casa e non potere mandare avanti la propria impresa. Tantissime aziende hanno avuto grosse difficoltà. Sappiamo che più del 95% delle imprese italiane sono piccole e medie. Sono soprattutto piccolissime e vivono grazie agli introiti quotidiani e hanno nei fatti registrato una incredibile carenza di liquidità. Ma le dico di più.

Prego.

Sono rimasta molto sorpresa soprattutto dai siciliani perché, nonostante le difficoltà, sono stati quelli più attenti a rispettare le misure nonostante le difficoltà economiche. Un plauso va agli imprenditori, ma anche ai lavoratori. Molti hanno continuato a lavorare anche in condizioni difficili. Io sono stata contattata da molti lavoratori ,che lamentavano delle carenze di sicurezza, e mi sono prontamente messa in contatto con la presidenza del Consiglio del Ministri per capire come affrontare questa situazione perché è vero che le imprese non possono chiudere, ma la sicurezza viene al primo posto. Il fatto di avere delegato alle Prefetture l’organizzazione è stata una mossa vincente.

Torniamo alle questioni economiche. Lei ha presentato un emendamento che ha corretto il tiro del decreto liquidità. Parliamone nel merito.

Il decreto liquidità serviva proprio a dare una risposta alla carenza di liquidità, collegata al calo di fatturato dovuto alla chiusura delle attività. Se avessimo avuto risorse economiche sufficienti avremmo dovuto distribuire risorse a pioggia, ma non potevamo farlo. Allora abbiamo lavorato sui fondi di garanzia: lo Stato si è fatto garante per dare delle garanzie al 100% per dei prestiti agevolati. I piccoli imprenditori possono accedere a prestiti fino a 25000 euro con la garanzia dello Stato. Questi soldi quando il decreto è stato varato potevano essere restituiti in sei anni. Io ho lavorato fortemente affinché questi prestiti venissero restituiti in dieci anni in modo tale da garantire alle imprese una boccata d’ossigeno. Nei primi due anni verrà restituita solo la quota di interessi, potranno restituire una parte poco significativa del prestito. Poi per prestiti più importanti, sotto gli 800.000 si parla di una restituzione fino a trent’anni. Sono particolarmente orgogliosa di questo mio emendamento perché è una misura che impatta sulla vita di tutti gli imprenditori.

Oggi invece Istat ci ricorda il crollo degli occupati. Quali misure messe in campo dal governo reputa potenzialmente efficaci per intervenire?

Il problema dell’occupazione non riguarda ovviamente soltanto l’emergenza coronavirus soprattutto nel Mezzogiorno. Posso dire che con il “decreto Rilancio” si è cercato di lavorare alla creazione di nuovi posti di lavoro. Mi viene in mente l’ecobonus che darà alle famiglie la possibilità di accedere a lavori di ristrutturazione a costo zero con un impatto positivo anche per l’economia. Sappiamo, infatti, che oggi le imprese edili sono le prime a soffrire. Così si rimette in piedi l’economia. Inoltre saranno assunti novemila infermieri e una serie di nuovi insegnanti che a breve saranno inseriti nell’organico.

Il Movimento Cinquestelle è dato in risalita negli ultimi sondaggi. Secondo lei c’è un “effetto Conte” tenuto conto dell’altissimo indice di gradimento del quale gode? Sara lui il futuro candidato premier del Movimento?

Il Movimento è in risalita perché in questo momento di emergenza abbiamo dato risposte concrete supportando le scelte del governo, non sempre popolari, ma abbiamo sposato la prudenza del nostro presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Rispondere alla sua seconda domanda è difficile per me, ma lo è anche per lui perché quando gli è stato chiesto, Conte ha detto che per prima cosa deve completare il mandato. Da quello che vedo mi sembra più un rappresentante di tutti gli italiani che non di questo o quel partito.

Invece in Sicilia il Movimento perde pezzi. Gli scissionisti dell’Ars lamentano assenza di democrazia al vostro interno. Lei come risponde alle accuse mosse?  Come giudica questo strappo?

Le dico innanzitutto che tra quelli che sono fuoriusciti dal Movimento conosco meglio Angela Foti che è stata un pilastro del M5S, sempre in prima linea nelle battaglie storiche. Non si tratta di fuoriuscite di poco conto ma di pilastri del Movimento. Probabilmente con il passare del tempo ha sofferto di mancanza di dialogo con i vertici e con alcuni rappresentanti nazionali. Forse il malcontento o la voglia di cimentarsi con nuove esperienze hanno preso il sopravvento. Del resto, la politica è fatta di scenari che cambiano e se ha deciso di cambiare evidentemente avrà avuto le sue ragioni.

Enti locali. Molti sindaci considerano insufficienti i fondi destinati ai comuni. Lei è d’accordo?

Innanzitutto bisogna dire che la situazione di Catania era già una situazione di sofferenza ancor prima del coronavirus. Nel decreto crescita c’era una misura salva Catania fortemente voluta dalla deputazione catanese, in particolare dal Movimento, che aveva favorito questa interlocuzione garantendo una boccata d’ossigeno al nostro Comune. Posso dire nel momento in cui si è verificata un’emergenza sociale nei comuni la risposta del governo è stata immediata con i contributi arrivati subito e consentendo alle famiglie di ottenere i buoni spesa gestiti dal comune. Questa è stata la prima risposta, però dico che il “decreto Rilancio” contiene 3 miliardi di euro per gli enti locali. In particolare 500 milioni andranno alle provincie e alle città metropolitane. Di questi fondi si potrà usufruire da 10 luglio, Catania ha già ricevuto un anticipo di quasi tre milioni di euro. E’ chiaro che i fondi per gli enti locali sono essenziali in assenza del gettito legata alla sospensione di alcune tasse comunali. E non solo.

Mi dica.

Vorrei aggiungere che nel “decreto Rilancio” si prevede una rinegoziazione dei mutui per gli enti in difficoltà come potrebbe esserlo la città metropolitana di Catania. Sono previsti anche strumenti di semplificazione come la possibilità di rinegoziare i mutui semplicemente con una delibera di giunta: una grande agevolazione per i comuni. Per il resto, come sa, a Catania siamo all’opposizione e ci muoveremo sempre come attenti osservatori dell’operato di Pogliese.

E da osservatrice che idea si è fatta dell’amministrazione Pogliese?

La situazione di Catania non è una bella situazione. Probabilmente il sindaco ha anche ereditato una situazione molto complessa, non dobbiamo nasconderci dietro a un dito. Ma devo dirle che non ho visto un grande salto di qualità, uno scatto in meglio per la città. Il mio giudizio resta molto critico.

 

 


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