CATANIA – Non avrebbe permesso di dormire o sostare in piazza Verga, perchè non voleva dividere lo spazio e i pochi introiti frutto della carità dei passanti. Un divieto imposto addirittura con minacce e violenza. Una storia di estrema povertà: dove un homeless cerca di monopolizzare una piazza per non dividere quel poco che racimola attraverso l’elemosina. Un dramma nel dramma raccolto, come testimonianza, da un poliziotto fuori servizio del commissariato Borgo – Ognina che ha denunciato una persona a piede libero.
La nota della Questura. Ieri pomeriggio, intorno alle 15:50, un Funzionario della Polizia di Stato, libero dal servizio, in questa Piazza Giovanni Verga, notava una persona da lui conosciuta che, palesemente infastidito e preoccupato, gli raccontava quanto accaduto il giorno prima e cioè che, sempre nella citata piazza, un tizio, assiduo frequentatore di quei luoghi – perché solitamente svolge l’attività di parcheggiatore e chiede l’elemosina, identificato poi come G.M., l’aveva aggredito fisicamente a spintoni e minacciato di fargliela finire male, al fine di sottrargli i soldi di cui disponeva, circa 20 euro, raccolti nel corso della giornata grazie alla generosità altrui
La vittima rappresentava, altresì, che l’aggressore gli intimava di non permanere in futuro nei pressi di detta piazza, ergendosi in tal modo quale unico legittimato a starvi per motivi legati alla sua attività di elemosinante e di parcheggiatore abusivo. Al dire della parte offesa, G.M. avrebbe minacciato anche altri soggetti affinché non permanessero in tali luoghi per evitare sovraffollamento di homeless, poveri e quindi riduzione degli incassi. La vittima riferiva, inoltre, che l’aggressore non era riuscito nel suo intento criminale grazie all’intervento di un altro uomo, frequentatore anch’egli di quei luoghi.
Il poliziotto si prontava a raccogliere, sul posto, informazioni utili al fine di ricostruire meglio fatti e circostanze, prendendo contatti anche con chi, il giorno prima, aveva assistito alla scena ed era intervenuto durante l’aggressione. Nel corso della conversazione, giungeva nei pressi proprio G.M. che veniva subito indicato come l’autore del reato; il poliziotto, dunque, procedeva ad identificarlo e, tramite la locale sala operativa della Questura, richiedeva l’intervento di una Volante in ausilio; pertanto il G.M. veniva indagato sul posto in stato di libertà.

