Mimmo Galvagno (PdS): | “Leonardi si deve dimettere” - Live Sicilia

Mimmo Galvagno (PdS): | “Leonardi si deve dimettere”

“Caso Fini” a Palazzo dei Minoriti. Dopo il passaggio all'Udc del Presidente del consiglio provinciale, dura presa di posizione del capogruppo Mpa alla Provincia: “Non è più espressione della maggioranza che lo ha eletto”, ha detto in aula Domenico Galvagno: “Deve lasciare l'incarico”.

Palazzo dei Minoriti
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CATANIA – Scoppia la polemica in seno al consiglio provinciale. A sollevarla è Domenico Galvagno, il capogruppo Mpa a Palazzo dei Minoriti. Il quale, durante la fase ispettiva dell’ultima seduta, ha voluto chiarire la propria posizione circa il passaggio del Presidente del consiglio provinciale Giovanni Leonardi, eletto nelle liste autonomiste, all’Udc: “Deve dimettersi. Lui è espressione di una maggioranza che ad oggi non c’è più. Lo dico con rammarico – ha aggiunto Galvagno- ma è inopportuno che resti seduto sul banco presidenziale. Anche se nessuna legge glielo impone -ha chiosato il consigliere di area lombardiana- ritengo che una sua eventuale dimissione vada letta come una questione di stile”.

Condivide la polemica di Galvagno l’esponente del Partito Democratico Salvatore Patané: “È un ragionamento di cui condivido la sostanza”. Ma la questione su cui vuole battere il consigliere del Pd eletto nel collegio di Giarre è di diversa prospettiva politica: “Leonardi è passato all’Udc, bene, ma ad oggi noi del Pd con il partito di Casini, esprimiamo oggi una consonanza alla regione. Sarebbe opportuno dunque incontrarci anche qui alla Provincia, stabilendo degli obiettivi comuni”. Parole che aprirebbero le porte ad un convergenza a più livelli su tutto il territorio etneo tra lo stesso Pd e lo scudocrociato.

Prende le difese in aula di Giovanni Leonardi il capogruppo Udc Antonio Danubio: “Non si possono aprire polemiche sul Presidente: la sua scelta è stata giusta. Il vero passaggio – ha aggiunto- è stato da Lombardo a Sammartino. La verità – ha sottolineato Danubio- è che l’ex presidente della Regione non è riuscito a dare determinate risposte in favore del nostro territorio”. Parole che hanno suscitato l’immediata risposta dello stesso Galvagno, che, con una neanche tanto velata ironia, ha ammonito il collega: “Danubio, è da quattro anni che chiedi le dimissioni di Leonardi, per una volta oggi – ha chiosato- mi sono trovato in linea con te”.

Pensa invece che si “dovrebbe azzerare tutto”, Antonio Tomarchio, l’esponente del Pdci che dalla seduta di stamani è divenuto il capogruppo alla Provincia di Rivoluzione Civile, il cartello elettorale dell’ex Pm Antonino Ingroia. “Al di là delle polemiche parziali, bisogna capire che – ha chiarito Tomarchio- non è solo una questione di salti della quaglia, la verità è una: ad oggi tutto l’assetto dell’Ente è mutato. Per questo – ha concluso- anche i vari presidenti di commissione dovrebbero dimettersi”. Liquida invece la questione “come una faccenda tutta interna all’ex Mpa” Giuseppe Mistretta, consigliere de La Destra. Mentre per Gianluca Cannavò, capogruppo del Pdl, la “polemica di oggi è del tutto tardiva, bisognava che fosse posta tanto tempo addietro, quando esistevano davvero una maggioranza e una opposizione. Oggi – ha riferito Cannavò a LiveSiciliaCatania- non possiamo fare altro che prendere atto di questo dibattito”.

Si schiera al fianco di Leonardi il pidiellino Carmelo Giuffrida, vice Presidente vicario del consiglio provinciale, ed esponente dell’area politica di Giuseppe Castiglione: “In questi anni ha operato bene, è stato davvero un presidente super partes. Inoltre – si è soffermato il consigliere Pdl- posso ammettere senza alcuna riserva che Leonardi non si è mai dimostrato un ‘lombardizzato’, come sarebbe stato più facile pensare, lo dico – ha aggiunto- in relazione alle polemiche degli scorsi anni tra Lombardo e Giuseppe Castiglione. Infondo poi – ha concluso Giuffrida- quello di Leonardi è solo un ritorno, io infatti l’ho conosciuto mentre era un consigliere del Cdu. Quindi per me – ha concluso Giuffrida- non c’è alcuna sorpresa”.

Dal canto suo, Giovanni Leonardi ha preso atto della polemica in corso è ha annunciato all’aula: “Ritengo la richiesta di dimissioni formulata un fatto legittimo e serio. Ci rifletterò sopra assieme ai colleghi dell’aula e – ha concluso- nei prossimi giorni scioglierò ogni riserva”.


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