Precari, occupazioni e monetine... | Non è una Sicilia per i 'normali' - Live Sicilia

Precari, occupazioni e monetine… | Non è una Sicilia per i ‘normali’

Dagli ex Pip alle case popolari. Il nonsenso di una terra che ricorda un film surreale.

La finanziaria
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Com’è davvero questa Sicilia del gioco dell’oca che alterna governanti, governi, eroi della rivoluzione in transito, uomini di fatica e per i bassi servizi, dando sempre l’idea della medesima casella di partenza? Per surrealismo richiama un po’ – senza offesa – l’allucinato killer di ‘Non è un Paese per vecchi’, con la sua follia, talmente scombiccherata, da risultare sinistramente logica. Una terra venata da una sceneggiatura dell’assurdo che l’abitudine ha reso consueta. L’origine di una sofferenza continua per quei conterranei che, a forza di desideri normali, nell’Isola capovolta, appaiono ai più irrimediabilmente pazzi.

Prendiamo per esempio una, purtroppo vasta, categoria di penitenti: i siciliani ‘giovani, meritevoli e disoccupati’, definizione che – nella nostra economia di guerra – copre un arco dai venti ai cinquant’anni. Ebbene, costoro hanno studiato, con un gravoso impegno dei genitori, hanno appeso a una parete l’agognato pezzo di carta, conoscono una lingua straniera, si aggiornano, avrebbero l’ambizione di vivere con dignità.

E come avranno reagito, scorrendo le cronache, nell’apprendere della sorte di quasi tremila ex Pip che, da precari, sono stati assorbiti dalla Resais, società della Regione? Per carità, nessuno vuole gettare la croce su padri di famiglia che avranno, finalmente, uno stipendio, dopo anni di sussidi. Quella era una situazione intollerabile, oltretutto gli ex Pip coprono segmenti importanti per cui sono essenziali.

Ma è proprio il paradigma di sottofondo a rammentare, in via di metafora, i nonsensi del killer che lascia roteare una monetina sul bancone dell’attonito titolare di una stazione di servizio, in una celebre scena di quel film. Come si conquista il trofeo del posto pubblico nella Regione che non è il calco della normalità? Attraverso un cammino umiliante, di sospiri a tempo determinato, di angosce, di paura per il domani. Un reticolato della precarietà che, al compimento di una lunga traversata, conduce un ormai ex ragazzo, alla soglia dei cinquant’anni, nella culla della prima garanzia disponibile.

Così si trattano i sudditi. I cittadini avrebbero diritto a concorsi, a verifiche, a prove all’altezza, per consacrare lo sforzo di studi e di impegni, a un ingresso dalla porta che non rassomigli allo stratagemma di una finestra. Invece, la moneta che gira e rigira sembra l’unico criterio valido, lo spartiacque delle provvidenze e delle sopravvivenze.

E quei disoccupati, meritevoli, etc etc… cosa diranno mai al cospetto degli eserciti che il potere – ogni potere, di destra, di sinistra, di su e di giù – colleziona discrezionalmente nei suoi palazzi, tramite consulenze e incarichi delle più svariate forme? Niente da osservare sulle competenze, sicuramente solide, prefazione di arruolamenti legittimi, dei prescelti. Qualcosa da eccepire ci sarebbe, chissà, sul meccanismo della selezione che, in qualche caso, può sottintendere una cruda morale della favola. Se sei un titolato di grado semplice, senza accesso alle anticamere dei potenti, non avrai mai scampo, né ristoro. Hai scoperto la cura per l’alopecia? Bravissimo, ma chissenefrega…

E i medesimi banconisti dello stupore come valuteranno – sempre dando per ferma la presunzione d’innocenza – i sussurri e le intercettazioni, a corredo di una nota inchiesta, in cui si narra – secondo le accuse – di presunti intrecci tra formazione e sanità, di assunzioni potenziali, di relazioni strette e di favori amichevoli? Ampia facoltà di replica agli interessati, amplissimo il garantismo che non condanna in mancanza di una sentenza definitiva. Ma è tutto l’andazzo della casistica che allude, a prescindere da eventuali risvolti giudiziari, alla fisionomia di una Sicilia senza porte.

Altri casi di scuola si narrano a margine del gioco dell’oca. Nelle giornate della Finanziaria, è stata approvata una sanatoria per cui – come abbiamo raccontato nel resoconto dei lavori d’aula – oltre 3700 famiglie palermitane potranno ottenere legittimamente una casa di edilizia pubblica, regolarizzando la propria posizione di occupanti con un meccanismo di compensazione, se possiedono i requisiti per l’inserimento in graduatoria.

Pure nella presente circostanza, non sarebbe generoso maramaldeggiare contro persone spesso bisognose al limite dell’abisso. E non ha tutti i torti il sindaco Leoluca Orlando quando parla di “fuoriuscita dall’illegalità”. Tuttavia, il dubbio viene egualmente: come si sentiranno coloro che, nelle medesime condizioni di bisogno, da figure esemplari, non hanno mai occupato alcunché? Si considereranno un poco fessi? Un poco sconfitti? E chi potrebbe dargli torto? Monetina, monetina…

Fessi come una quota valorosa dei siciliani che non ha mai cercato una scorciatoia o un usciere delle anticamere. Sconfitti come i puri che hanno visto nell’Isola capovolta una patria da ribaltare in meglio, non una cartolina per le vacanze e nemmeno la sputacchiera di tutti i risentimenti. Non è un Paese per gli eroi. Non è una Sicilia per i siciliani indomiti e tartassati. Il lancio della moneta sovrintende carriere e destini sul bancone delle convenienze. E la morale non cambia mai. “Qual è la cosa più grossa che hai perso a testa o croce?”.


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    Come si sente chi trent’anni fa ha trovato un lavoro e poi gettato in mezzo alla strada con figli all’università e un mutuo da pagare? In ogni situazione c’è sempre l’altra faccia della medaglia, a volte più dolorosa dell’originale. Stiamo pagando tutti lo scotto di un sistema malato che ha generato la guerra generazionale tra padri e figli, condita da altrettanta misera guerra tra poveri.

    Articolo ben articolato e ben scritto, come nello stile di Puglisi, che racchiude tutte le informazioni necessarie a comprendere fino in fondo la natura del problema e le sue cause; ma che forse richiede una sintesi per riassumere i passi fondamentali del processo che ci conduce as essere “una Sicilia non per i normali”.

    Partiamo dal fatto che da almeno sei mesi le principali testate giornalistiche ci tartassano con la notizia che l’Italia è la penultima nazione della UE per percentuale di laureati. E se l’Italia in toto è penultima, la Sicilia che contribuisce ad abbassare la media, è disperatamente al di sotto dell’ultima.

    Ma, d’altra parte, perchè non dovrebbe essere così, se. come dice l’articolo:

    ” i siciliani ‘giovani, meritevoli e disoccupati’, definizione che – nella nostra economia di guerra – copre un arco dai venti ai cinquant’anni. Ebbene, costoro hanno studiato, con un gravoso impegno dei genitori, hanno appeso a una parete l’agognato pezzo di carta, conoscono una lingua straniera, si aggiornano, avrebbero l’ambizione di vivere con dignità.”

    ma poi non serve a niente? Perchè dovrebbero sobbarcarsi un’onere di questo tipo? Solo per far risalire l’Italia in classifica?

    Qual è il punto di contatto

    “Come avranno reagito, scorrendo le cronache, nell’apprendere della sorte di quasi tremila ex Pip che, da precari, sono stati assorbiti dalla Resais, società della Regione?”

    tra loro e questi altri?

    “Come si sentiranno coloro che, nelle medesime condizioni di bisogno, da figure esemplari, non hanno mai occupato alcunché? Si considereranno un poco fessi? Un poco sconfitti? E chi potrebbe dargli torto?”

    Il punto di contatto é L’INIQUITA’. Di cui sono vittime

    E cosa simboleggia l’iniquità meglio del lancio di una monetina?

    “Il lancio della moneta sovrintende carriere e destini sul bancone delle convenienze.”

    Sì, ma poi, nella pratica, chi è che lancia ‘sta benedetta monetina?

    “eserciti che il potere – ogni potere, di destra, di sinistra, di su e di giù – colleziona discrezionalmente nei suoi palazzi”

    E sempre nella pratica, qual è l’equivalente reale della metafora della monetina?

    “Se sei un titolato di grado semplice, senza accesso alle anticamere dei potenti, non avrai mai scampo, né ristoro.”

    Ecco. Si chiama “clientelismo”. Si è sempre chiamato così e sempre così si chiamerà.

    Ora che conosciamo il “killer” con il suo nome e cognome, il passo successivo dovrebbe essere quello di dargli la caccia ed eliminarlo. O no?

    Certo, a giudicare da come ha reagito Palermo alle ultime amministrative, non è che la caccia sia stata così fruttuosa…

    i pip nn sono altro che figli di una politica miope che vede solo ciò che gli sta davanti di pochi centimetri portata alle stelle dalla nostra adulazione sempre alla ricerca di scorciatoie. loro ci hanno ripagato con un sistema elettorale dove voti il meno peggio ma salgono sempre gli stessi. che fare? con dolore ho accompagnato mio figlio su una strada per il lavoro che lo porta al nord nella migliore delle ipotesi o fuori dll’italia. qua dovrà tornarci solo per le ferie. EVVIVA…..

    Condivido assolutamente articolo. Resto disgustato dai toni trionfalistici di Milazzo che si intesta un vergognoso provvedimento che NON può stare in piedi ( mi dispiace per i pip).
    Soltanto una mera moltiplicazione 2.600 pip x 1.500 €/lordi mese = 3.900.000 € /mese x 13 mesi =50.700.000,00 € /anno fa capire la NON sostenibilità dell’operazione e il fumo politico a scapito della gente che crede. A parte la valanga di ovvie censure che la finanziaria (giocosa) avrà essendo in una regione sotto terra di uno stato polverizzato. Insomma sa tutto di una tragica farsa in una Sicilia dove effettivamente non c’è normalità – identificazione dei margini di una ripartenza costruttiva, meritocrazia ed in cui … come dice Armao si può credere al riconoscimento di cifre bibliche annue da parte dello stato (fallito) all’autonomia della sicilia – tesi e fantascienze su cui si basa la stessa finanziaria.

    Viva Garibaldi………
    Grande Roberto Puglisi sintesi perfetta di un Italiano al sud……………. peccato che a scrivere belle parole siano sempre bravi giornalisti………… e mai politici che mettano in atto cio’ che serve davvero……….. basterebbe segurire la costituzione e le sue leggi che sono morte nel 78 come uno dei fondatori MORO.

    Per non parlare poi di Fiat Termini, Keller, Dissalatori, Trattoristi ESA, precari storici Protezione Civile….Figli di un dio minore. Non solo i Direttori ma tutta l’Amministrazione popolata da esterni…. Una assemblea che non conosce l’art. 97 della Costituzione …

    Tutte queste situazioni create dalla politica alimentano mafia e malaffare e sono altrettante esemplari punizioni per le persone oneste che seguono le leggi.

    Musumeci in soli sei mesi , con l’aiuto di Micciche’, Armao Savona e Compagnia Bella hai fatto diventare la Sicilia piu’ Bellissima di quanto lo fosse, adesso che è Strabellissima puoi dimetterti.

    Che dire.. Non appoggiatevi al fatto dei Pip o ad altre categorie.. Siamo madri e padri di famiglia dove veramente abbiamo patito ci hanno usati.. Come a tante alte categorie.. Eppure.. Lavoriamo non guardiamo nulla.. Dovrebbero abbassarsi i salari loro… Li si è uno schiaffo alla povertà..!!! DOVE POTREBBERO NASCERE ALTRE RISORSE X I NOSTRI FIGLI CHE CON SACRIFICI ABBIAMO FATTO STUDIARE ANCHE NOI.. NOI NON SIAMO E STRA TERRESTI SIAMO COME VOI ED ABBIAMO IL DIRITTO DOPO 18 ANNI DI UN PO’ DI SERENITÀ.. DIGNITÀ.. PER I NOSTRI FIGLI.

    Tutto quello che hanno approvato dimostra che in SICILIA non conviene studiare ma rimanere rustici….ed essere assunti alla regione per poi in cambio votarli…..NOI titolati a casa!!!!! VERGOGNA

    Devo fare i complimenti al Presidente Musumeci che da consumato protagonista/attore della politica politicante è riuscito a far credere ai tanti siciliani bonaccioni che lo hanno votato che avrebbe fatto il miracolo, quanto meno di resistere e superare la politica che ottiene consenso solo con le clientele!PECCATO UN’OCCASIONE SPRECATA ANCHE QUESTA!NON CI RESTA CHE ATTENDERE LA PROSSIMA TORNATA ELETTORALE!

    Mettete da parte l’invidia, secondo voi l’interesse delle forze politiche per noi precari è frutto di un calcolo elettorale? Allora fatevi conoscere ed avanzate le vostre richieste e vedrete che anche voi sarete ascoltati. Quella che definite casta politica non è tutta cattiva e non va fatta di tutta l’erba un fascio, all’ARS ci sono deputati sensibili e responsabili, che hanno un cuore e sanno ascoltare le ragioni di tutti i siciliani in sofferenza.

    Perchè non facciamo un confronto con i 50.000 (cinquantamila) maestri che da precari da lunghissimi anni, verranno ora licenziati in quanto la Corte Costituzionale ha dichiarato anticostituzionale la legge che permetteva a loro di insegnare avendo solo il diploma della scuola magistrale il quale in tempi pregressi era bastevole per insegnare nelle scuole elementari. Tale categoria credo che superi l’età media di 50 anni. Quando i telegiornali parlano di questa categoria di lavoratori cambio canale, pensando che ogni uno di questi si è formata una famiglia convinta di essere titolati all’insegnamento per il quale ricevevano un regolare stipendio derivante dal contratto nazionale con tutti i contributi che lo Stato versava versava regolarmente. Contrariamente ai PIP, gli LSU ed altre categorie.

    Ovviamente concordo, anche se non concordo con l’idea generalizzata di assolvere i precari perché, poverini, sono stati utilizzati dalla politica. No, in massima parte (tolta qualche rara eccezione) non è così Puglisi. Loro hanno ‘utilizzato’ la politica per farsi assumere, loro hanno chiesto i favori (contraccambiati) a discapito di chi non andava a bussare negli uffici di tizio o caio, loro hanno vinto con la loro ‘politica’ di convenienza contro chi, nella media con titoli di studio molto più ‘alti e guadagnati’, non ha cercato favori. Orsù, finiamola di considerarli innocenti e diamo anche a loro (tanti anche se e non tutti) le colpe di questa Sicilia di oggi.

    ll detto popolare recita che il pesce puzza dalla testa.

    Non posso credere che ancora qualcuno creda alla bontà del politico o del sindacalista di turno.
    Questi signori usano a loro uso e consumo i problemi della gente, ma non per risolverli ma per sfruttarli perché alle prossime elezioni quasi 3000 Disperati porteranno al politico che si è speso per distribuire mancette, almeno 9000 voti. Non è importante che la regione non si può permettere di fare assunzioni in modo non conforme alle norme, togliendo risorse da altri settore nevralgici per il territorio.
    Le assunzioni le devono fare le aziende e non gli enti pubblici, se non si capisce questa piccolissima realtà, noi siciliani saremo destinati ad essere sempre l’ultima regione del MONDO

    Assolutamente vero. Politichese da pasta con i broccoli in tegame …. che non li merita.

    Concordo, nella miopia, di chi non riesce a vedere ad un metro dal proprio naso hanno sfruttato questa situazione, convinti di avere ottenuto un grosso risultato.
    Alla fine ha perso il sistema a vantaggio solo del politico di turno.

    Non c’è da meravigliarsi se i Pip assunti in RESAS, gli occupanti delle abitazioni di edilizia pubblica regolarizzati e la singolare azione rivolta ai disabili e alle loro famiglie, vengano sbandierati come punti qualificanti della Finanziaria varata dall’ARS.
    Assistere alla pioggia di dichiarazioni dei deputati protesi al riconoscimento al merito per aver concorso alla grande impresa, è stato uno spettacolo pietoso.
    Le argomentazioni di Milazzo e Lupo, le fumose e ridondanti parole di Cancelleri e le dichiarazioni del decano Cracolici (alfiere della norma sulla regolarizzazione degli occupanti abusivi!) ci danno il senso e la misura delle condizioni dell’Assemblea regionale al suo primo appuntamento utile. Accecati dal ruolo e soggiogati dagli affanni nella rincorsa agli elettori con le loro azioni ed il loro comportamento negano ai siciliani il diritto alla rappresentanza degli interessi generali.
    A Noi – che li abbiamo votati e che dobbiamo tenerceli per i cinque anni a venire – non resta che provare una infinita vergogna per loro.

    Be’, se Milazzo si intesta il provvedimento… peggio per lui, no?

    Puglisi lei come altri giornalisti commenta con dovizia le assurde cronache della politica siciliana. Il muro di gomma dei nostri governanti non viene neanche scalfito dagli articoli giornalistici e dai commenti dei lettori. Sanno benissimo che non hanno nulla da temere perchè agiscono in un sistema in cui le regole sono dettate da loro, sono arbitri e allo stesso tempo giocatori. Non rispettano i programmi elettorali, non provano nessuna vergogna della gestione della cosa pubblica come se fosse cosa loro. Ogni tanto qualche opinionista del nord scrive un libro elencando le loro malefatte, ma l’unico effetto e che noi siciliani veniamo tutti accomunati come sostenitori e approfittatori del clientelismo. La incoraggio a continuare il suo lavoro nella speranza che lo scorrere della continua goccia spacchi la pietra.

    Nessuno vorrebbe negarvi il diritto alle serenità, o la dignità. Il problema non è questo. Il problema, qui, sta nel fatto che serenità o dignità negate A NESSUNO; invece, non sono stati negati solo a voi.

    Nessuno di noi sa ciò che effettivamente sia giusto e ciò che non lo sia; nessuno ha la verità in tasca. Ma su un concetto l’umanità ha sempre concordato, almeno dai tempi di Re Salomone: non c’è giustizia senza equità.
    E qui, non c’è stata equità.

    Poi, chiunque porti a termine azioni inique, ha sempre pronta una scusa; solo che tutti vorremmo vedere ogni “scusa” elevata al rango di “valida motivazione”. E’ quello che fa la differenza tra un buon ed un cattivo governo.

    Buongiorno scusate ma dire che queste persone,senza vergognarsi,sono lì per voto in cambio di? Siamo onesti,i precari esisterebbero s’è non si volesse saltare la fila(i concorsi)?la politica a creato ciò,ne dovrebbero rispondere di persona,invece…..Provate a chiderlo a chi non ha mai tirato una giacchetta!!!!

    “Mettete da parte l’invidia…”
    Ecco fatto!

    “secondo voi l’interesse delle forze politiche per noi precari è frutto di un calcolo elettorale?”
    Assolutamente no! Solo una forma di puro altruismo “estremamente settoriale”. Se poi chi ha manifestato un simile disenteressato altruismo settoriale vedrà aumentare il proprio bacino di voti esattamente nello stesso settore che lo ha visto altruista, sarà solo una semplice e banale coincidenza. Solo un maligno osebbe pensare diversamente

    “Allora fatevi conoscere ed avanzate le vostre richieste…”
    già fatto, grazie del consiglio.

    “…e vedrete che anche voi sarete ascoltati. ”
    Ed infatti così è stato, almeno con un orecchio. Peccato che tutto quanto detto è uscito prontamente dall’altro. Sarà stato perchè non c’era nulla nel mezzo?

    “Quella che definite casta politica non è tutta cattiva…”
    Assolutamente no! Ci siamo accorti del fatto che, almeno in maniera estremamente mirata e settoriale, sa essere buonissima. A spese della parte rimanente, ovviamente…

    “… e non va fatta di tutta l’erba un fascio…”
    Mi spiace, caro Pietro ex PIP, ma qui non sei affatto originale. Questo l’aveva già detto Gianfranco Fini nella legge Fini-Giovanardi…

    “…all’ARS ci sono deputati sensibili e responsabili…”
    Questo lo sappiamo bene; è un fatto evidente. Se non fosse così, avremmo una Sicilia mal governata, in sofferenza, piena di disoccupati, nella quale alcuni privilegiati al governo prenderebbero degli stipendi altissimi per poi favorire solo alcuni. Ma visto che non è così, va da sé che all’ARS ci debbano essere deputati sensibili e responsabili…

    “….che hanno un cuore e sanno ascoltare le ragioni di tutti i siciliani in sofferenza”
    Qui, mi trovo costrtto a correggerti un po’, con una piccola precisazione; ma non te la prendere, dipende solo dalla mia pignoleria, dall’attaccamento che ho per le minuzie. La frase corretta è:

    “….che hanno un cuore e sanno ascoltare le ragioni di tutti i siciliani EX PIP in sofferenza”

    Buona fortuna!

    Buona fortuna anche a Milazzo…;)

    Senza dubbio l’ottimo articolo scritto dal dott. Puglisi rispecchia la realtà dell’attuale situazione della Sicilia. Per anni si è sperato che la futura amministrazione fosse migliore della precedente e che potesse risolvere una volta per tutte i problemi ‘atavici’ presenti nella nostra terra bellissima! Purtroppo è andata sempre peggio e, per esperienza personale, abbiamo assistito alla continua migrazione di giovani e meno giovani alla ricerca di un futuro! Gente, come me a tanti altri, che non hanno voluto piegarsi a questi giochi di potere e che hanno preferito lasciare la propria terra natia, famiglia, amici ecc. pur di non calpestare la propria dignità e l’orgoglio! La classe politica succedutasi in questi anni sicuramente non é stata all’altezza del proprio ruolo e in quanto a dignità e orgoglio…meglio lasciare stare!! L’unica colpa che faccio ai lavoratori pip o ex pippe di non aver spezzato questa catena che li ha legati al potere per quasi 20 anni! Bisognava denunciarli o comunque non cedere alle loro ‘lusinghe’!!…spero (almeno quello che tanto non costa niente) che in futuro possano veramente cambiare le cose… altrimenti si può sempre decidere di andare da qualche altra parte a fare le ferie!!

    Con piacere ho letto commenti di buon livello che analizzano come d’altronde l’articolo di Puglisi che cosa è la Sicilia , ovvero niente è cambiato, tutto come prima , in un contesto dove la società , le altre società moderne avanzano e progrediscono a vista d’occhio , poi ci meravigliamo che siamo ultimi in tutte le classifiche che contano , mi dispiace dirlo siamo senza speranze i buoni continueranno sempre a pagare per i furbi , questa è la legge in salsa Sicula, tanto che ai miei figli ancora piccoli d’età sto catechizzando già d’ora che in ogni caso qualsiasi cosa succeda devono andare via da Palermo .

    La verità è che la crisi di sistema ha travolto tutti e tutto – è cambiato il lavoro e il modo di produrre ed in Sicilia si continua a difendere ancora “il posto sicuro, fosse anche quello di precario” fra i comunali, regionali e quant’altro assimilabile.
    Al comune e alla regione (chiedetelo pure al sindaco Orlando ed ai presidenti ed assessori alla Formazione e alla Sanità che si sono avvicendati in questi venti anni!) il far politica a carico del contribuente per inseguire il consenso è stata la cosa più semplice.
    Deputati e dirigenti generali, consulenti ed assistenti parlamentari e quanti altri campano di politica, continuano a creare nicchie e riserve per “accasare e assicurare” ai propri sostenitori ed elettori” il posto fisso e le prebende. Non è un caso che con questa Finanziaria i contributi riprendano a piovere sulle associazioni amiche e gli enti di comodo.

    La Sicilia, continuando di questo passo non vedrà mai luce – i prossimi cinque anni con un Governatore nel ruolo di Ponzio Pilato e con gli inquilini che albergano in Assemblea, si annunciano più nefasti dei precedenti.

    Si continua a fare retorica.Con la retorica non si risolvono i problemi. E’ il sistema economico e sociale che non funziona. Pensare ad un sistema sociale ed economico dove ci sia lavoro per tutti e che nessuno debba elemosinare il lavoro per vivere e per mangiare non sia un’utopia. A volte,penso che il sistema sia voluto affinchè ci siano vittime e carnefici e dove il potere di qualcuno sia usato solo per mortificare qualcuno. Se ci fosse lavoro per tutti la sporca politica non gestirebbe nulla e quasi non avrebbe motivo di esistere. Pensiamo a creare un mondo diverso, dove chiunque possa vivere con dignità e senza privazioni e non per concessione del potente o meglio del mascalzone di turno o della politica che dia risposte solo per acquisire consenso e non per giustizia sociale. E’ l’uomo che deve cambiare.
    .

    Bell’articolo, bei commenti: sdegno, riprovazione, sorpresa. Ma come Musumeci; i cambiamento.., eppure Tomasi di Lampedusa scrisse tanti anni fa. Pessimismo, menefreghismo, rassegnazione, No! per carità, alle elezioni politiche nazionali i siciliani hanno dimostrato di volere cambiare, a livello locale un po meno, ma localmente chi ci rappresenta non è proprio un politico, lo si definisce tale solo se non ci soddisfa. Non vince il merito in Sicilia, ma il merito è ambiguo, mutevole. Il merito è la possibilità di raggiungere gli obiettivi per le abilità che la natura ci ha dato e per le capacità affinate attraverso lo studio, il lavoro, partendo tutti dallo stesso livello. Questo in linea generale. Ma cosa ha significato e che cosa ancora significa merito per molti di noi, quali sono state le abilità, quali capacità sono state affinate, da parecchi anni a questa parte, per raggiungere quegli obiettivi. Prima di tutto di avere certe conoscenze o l’abilità di saperci fare per trovarle e poi la capacità di studiarle e di “lavorarci” attorno. Poi il merito, le doti e la pazienza hanno premiato; chi è diventato primario, chi secondario, chi gregario, chi precario. Chi invece, come molti non è stato dotato di tali abilità e non ha considerato degno affinare certe capacità ma ha creduto e crede ancora che il merito sia un’altra cosa, non ha sbagliato no, è un fesso, deve solo indignarsi di più e non solo a parole.

    Se hanno il minimo per vivere, le persone con la schiena dritta non vanno a pietire dal politico corrotto e chi invece è abituato ad andare dal politico ci andrà anche se prende 10000 euro al mese, per prenderne 10001. E quell’euro in più magari lo porterà in carcere.

    Uno dei prodotti dell’astensionismo è quello raccontato da Puglisi.

    E basta con questa storia dell’invidia… Siete in grado di sostenere un contraddittorio? Avete delle ragioni da far valere in un libero dibattito? Fatelo. Ma basta con questa storia dell’invidia. Guardate che c’è gente che lavora e si guadagna lo stipendio, fuori dalla vostra oasi felice. E guardate che davvero non siete il nostro primo pensiero.

    18 anni che hanno tolto i soldi, per rendere un amministrazione regionale più efficiente, perché dando i soldi ai pip non hanno potuto fare i concorsi alla Regione, ruolo per ruolo, categoria per categoria, mentre i dirigenti e dipendenti del comparto andavano in pensione, non potevano essere sostituiti dai pip, perché oltre che non avevano il titolo di studio una metà sono gente uscita dalla galera e che non potevano essere assunti in una amministrazione pubblica, e quindi è saltato tutto nell’amministrazione regionale, mancano i collegamenti e mancano funzionari adeguati a svolgere quel tipo di lavoro, il concorso serve per assumere ed andare a collocare la persona in base al suo titolo di studio. E fino al 2020 concorsi alla Regione non se ne possono fare, perché quella è la data che vanno in pensione un bel po’ di dipendenti e quindi poi si vedrà, nel mentre mancheranno sempre i fondi perché si devono pagare i pip questa zavorra la regione non se la scollerà mai per almeno altri 20 anni. Ecco che disastro che hanno fatto i nostri politici, hanno distrutto due generazioni, mi viene da ridere che c’è la corsa per intestarsi la norma sui pip, vedere il Milazzo di turno, è veramente penoso, irresponsabilità e ignoranza, che poi tra l’altro questi sono figli di Orlando, e voteranno sempre per lui, che con questi voti si è assicurato gli anni da Sindaco.

    Oramai noi Siciliani ci siamo abituati alle false promesse elargite in campagna elettorale, dei programmi elettorali rimangono solo gli spot, dicono una cosa e ne fanno un’altra.

    Io non commento più questi episodi. La sicilia è destinata ad essere una regione di sudditi ai quali, ogni tanto si lancia un osso con poca carne. Un politico di qualche tempo addietro diceva a proposito della mentalità in voga, che basta mettere un pugno fagioli in una pentola e non parla più nessuno, e quindi noi mangiamo con tranquillità la nostra aragosta. Non ho mai avuta nessuna comprensione per PIP e quanto altro somiglia a questo, si tratta di piccoli clienti che non sanno fare nulla. Bene la resais è il posto adatto da decenni. Per fortuna i nostri ragazzi bravi e competenti se ne vanno e sono apprezzati in Italia e all’estero, purchè fuori dalla Sicilia.

    Quando Orlando decise di impiegare una parte dei fondi di “Emergenza Palermo” per dare una possibilità a persone in stato di disagio i Pip erano 700. Divennero 2.480 a pochi giorni dalle elezioni comunali del 2001, quelle che incoronarono Diego Cammarata, quando a Palazzo delle Aquile c’era il commissario straordinario Guglielmo Serio. E continuarono a crescere fino a diventare più di 3.000. Dal ’99 al 2018 sono quasi vent’anni. Vent’anni di campagne elettorali e di elezioni che non mi pare davvero Orlando e i partiti di sinistra abbiano vinto. E’ legittimo che i Pip abbiano votato per i partiti di centrodestra, ovviamente. Solo sarebbe bello riconoscere che i Pip hanno sempre visto Orlando e i partiti di sinistra come fumo negli occhi. Per loro legittime motivazioni, anche in questo caso.

    Be’… l’astensionismo non “produce” nulla. L’astensionismo è solo l’occasione. I fatti, poi, dipendono dalle persone; che possono approfittare dell’astensionismo per agire.

    No. La Sicilia non è «per i ‘normali’». Ma per i galoppini di ogni genere e grado (e per i loro stretti parenti). Bene. Anzi male. Ma di questa gente, e di chi offre l’oro l’ascensore della vita, ci si può però difendere. Mentre è impossibile farlo con un unico altro tipo di persone: le toghe. Eccola l’ultima perla pescata nel loro mare morto. «Migrante spaccia ed è pericoloso, ma ha 7 figli e non può essere espulso». La Sicilia e il meridione tutto si sta spopolando. Partono i giovani, i meno giovani, gli adulti, i quasi vecchi. Per ogni latitudine. Sono ricomparse le valige di cartone o similpelle, ed il cammino della speranza ha preso fiato. Anzi, è diventata corsa e fuga verso la speranza. Eppure gli ideologizzati togati s’inventano una motivazione come la tutela dell’unità familiare in un contesto sociale all’italiana dove le famiglie si sbriciolano come biscotti lungo tutto il meridione dello Stivale, per mancanza di lavoro. Non solo. Se c’è un italiano che spaccia e viene preso, la toga, prima ancora di giudicarlo, gli toglie la patria potestà sui figli minori, rendendoli in alcuni casi adottabili, e chiude la partita famiglia. Per sempre. Invece qui si inverte persino la morale. Creando una situazione kafkiana. Perché quella figura di padre che il giudice tutela è uno spacciatore. Dalla figura genitoriale cioè inesorabilmente compromessa. Che esempio può dare? Verso quale via lavorativa li potrà indirizzare? Quale apprendistato gli potrà consigliare? Cresceranno semplicemente tra bilancini e droghe di ogni tipo e pericolosità. Eppure quel giudice del TAR così ha deciso, ‘nonostante la condanna a 18 mesi e il rinnovo del permesso di soggiorno negato per pericolosità sociale’. Un bell’innesto di criminalità, insomma. Dalla quale non ci sarà possibilità di difendersi. Per il semplice motivo che la toga che l’avrebbe dovuto fare ha pensato bene che anche lo spaccio è un lavoro con il quale si può mantenere la famiglia e magari ingrandire l’azienda con l’aiuto dei figli. E l’Italia poi è un mercato che tira! In tutti i sensi. Politica compresa. Altrimenti sarebbe inspiegabile il precariato siciliano. Invece paga. E paga bene. Poiché questa gente prima ha avuto un assegno sociale, e nel corso di questo ‘prima’ ha potuto svolgere (ed ha svolto) benissimo altre attività, ed adesso arriva il primo premio della lotteria della quale a suo tempo hanno comprato il biglietto. Sapendo che prima o poi sarebbe stato estratto. Del resto, era nei patti.

    Signora Adriana “questa zavorra la regione non se la scollerà” mai più – i Pip una volta assunti dalla RESAIS continueranno a prestare servizio presso gli enti, le aziende sanitarie e gli uffici della regione. A regime graveranno sul Bilancio per oltre 100.000 euro l’anno – il triplo dei costi di quanto la Regione esborsa attualmente. Alla prossima occasione, vista l’alta considerazione (elettorale!) e lo “speciale” profilo, si proiettano ad ambire l’inquadramento fra i dipendenti regionali. Ma si dovrà attendere il vaglio non facile del Consiglio dei Ministri e il pronunciamento della Corte dei Conti.
    Ad Ella, disoccupata di lunga durata, verrà dato la possibilità di marcire nell’attesa, mentre i tantissimi giovani avranno il “privilegio” di continuare a girare il mondo per trovarsi un lavoro e lasciare l’Isola.

    Le sembrerà sconnesso il mio ragionamento, ma – finché a dare le carte in Sicilia saranno i vari Milazzo (e ce ne sono tanti a destra quanto a sinistra!) – “la zita” è questa .

    manncano tre zeri – “i Pip …. A regime graveranno sul Bilancio per oltre 100.000.000 (centomilioni) di euro l’anno

    Da precario storico mi auguro che li sistemino al più presto. Auguri

    Perchè non li mandi a lavorare i tuoi figli che li mandi all’università, la gente si mantiene da sola.

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