Prescrizione, Lega e | M5S litigano ancora - Live Sicilia

Prescrizione, Lega e | M5S litigano ancora

Non si trova la quadra nella maggioranza.

LO SCONTRO
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Lega e M5S ancora ai ferri corti. Non accenna a diminuire la tensione fra i partiti di governo, più volte arrivati allo scontro nelle scorse settimane. Questa volta, a dividere i giallo-verdi è l’emendamento presentato dal Movimento 5 stelle, sponsorizzato dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che mira a riformare l’istituto della prescrizione in Italia.

Nello specifico, i pentastellati avevano avanzato una proposta che, se approvata, avrebbe di fatto bloccato la decadenza del processo per tempi lunghi, dopo il primo grado di giudizio. Sul provvedimento c’è stata da subito una levata di scudi dal Carroccio, con il testa il ministro alla Funzione pubblica Giulia Bongiorno che l’aveva definita una “bomba atomica” sul processo penale.

Ieri, al ministero della Giustizia, si sono incontrate alcune delegazioni dei due partiti, alla presenza di Bonafede, ma più che all’accordo si è arrivati allo scontro: nelle stesse ore, infatti, il Movimento aveva ritirato l’emendamento, ripresentandolo praticamente uguale al precedente, ma con un titolo diverso. La situazione si è quindi fatta sempre più calda, tanto da richiedere l’intervento dei due leader e vice premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. I big del governo si incontreranno probabilmente in giornata, per cercare di trovare una sintesi che, allo stato attuale, si sta rivelando complicata.

Nel frattempo, sembra ormai consumato lo strappo fra la dirigenza e i “dissidenti” pentastellati: alcuni parlamentari, fra cui Paola Nugnes, Elena Fattori e Gregorio De Falco, hanno di fatto confermato che non sosterranno in aula il Decreto Sicurezza. Secondo quanto affermato ieri dalla Lega, il testo sarà al vaglio parlamentare con voto di fiducia, il che – di fatto – metterà i ribelli fuori dalla maggioranza e renderà i numeri del governo al Senato sempre più esigui.


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Commenti

    Questi litigheranno sempre perché hanno poco in comune-E quanto prima divorzieranno, aggravando i problemi in essere del paese-

    alternativa dovrebbe essere LEGA-FRATELLI D’ITALIA-FORZA NUOVA-CASAPOUND

    Il ministro (sigh) Bonafede è la prova che la laurea in giurisprudenza non equivale a competenza.
    Quest’emendamento finirebbe di massacrare gli uffici di primo grado, già penalizzati nelle proporzioni con gli uffici inquirenti, consentendo ai gradi d’appello di fissare i processi con calma.
    E il cittadino (imputato o parte offesa) aspetta per anni…Bella giustizia!

    Delle elezioni Usa, oramai si sa tutto. Dei domestici campi rom, invece si sa soltanto che… sono già nell’agenda di una parte politica del governo in carica. Ma le toghe considerano questa dissolvenza del malaffare un’italica idiosincrasia. E non lo permetteranno mai. Un esempio. “Catania, ruba un profumo in un centro commerciale: arrestato”. E’ un italiano. E ci si può scommettere sopra, sicuri di vincere, che in questo caso il giudice che lo giudicherà sarà inflessibile. Non si scherza. Quello è un furto aggravato. Con destrezza. Saranno anni e anni di galera. Sì, quel giudice sarà un Giove tuonante. Inflessibile. Incorruttibile. Insensibile ad ogni umana debolezza. Ed ossequioso al socratico invito: dura lex, sed lex. Niente di più e niente di meno. Mica è un extracomunitario che taccheggia o che spaccia o che stupra o che occupa abusivamente il suolo pubblico o le abitazioni pubbliche e private. A cui tutto, per necessità intrinseca, è permesso! E che poi, non è altro che lo svelamento, a tempo e debito, del rovescio di quella stessa medaglia, coniata con pirandelliana scaltrezza, che ha portato al concorso esterno in associazione di tipo mafioso o concorso esterno in associazione mafiosa. Insomma dei carri armati giuridici a sostegno di personalissime tesi. Senza nemmeno un amen, per lo sfortunato. E tanti salamelecchi al suo contrario. Poiché questi figli del fu Pci sono passati da ‘Bandiera rossa la trionferà’ al multiculturalismo ci salverà. Con tanta rabbia in corpo, per aver fallito il primo obiettivo. Ma prontissimi a rifarsi, fino al recupero degli interessi intanto maturati. E se qualcuno ancora non l’ha capito, che si sforzi a farlo: qui sono l’unica casta a dettare legge. L’unico vero potere forte. Nel senso che rispondono soltanto alla loro ideologia. Al parossismo del momento. Nell’interpretazione staliniana del termine.

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