Quanto vale quella stretta di mano? - Live Sicilia

Quanto vale quella stretta di mano?

Si sono dati la mano al Giardino Inglese. E' scoppiata la pace tra Leoluca Orlando e Fabrizio Ferrandelli? Lo speriamo. Per salvare Palermo ci vorrà il contributo di tutti.
Palermo 2012
di
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Quanto vale la stretta di mano che Leoluca Orlando e Fabrizio Ferrandelli si sono scambiati al Giardino Inglese, alla festa di Addiopizzo? Dobbiamo considerarla alla stregua di un rito, una scenografia a esclusivo beneficio dei fotografi? E’ la premessa di una nuova stagione? E se fosse il sintomo di un battito diverso, di un metronomo differente, verso quale idea dovrebbe indirizzarsi? Ha detto Leoluca Orlando: “Il sindaco di Palermo dovrà affrontare problemi da far tremare le vene ai polsi”. E’ il punto di partenza di un ragionamento incontestabile. La politica – come l’abbiamo conosciuta fin qui – non saprà alleviare le pene di una città morente. Il manuale Cencelli, le ripicche, gli screzi: tutto compone l’armamentario di un passato maldestro che non deve tornare, se non vogliamo l’estinzione e il disastro. I prossimi anni avranno bisogno dell’ingresso in campo di un comitato di salute pubblica. Ci saranno lacrime e sangue. Ci sarà da spiegare ai palermitani il senso di un cammino tortuoso. L’unico viatico di una salvezza difficile.

Chiunque sarà sindaco avrà da affrontare un calvario amarissimo. Chi si illude, chi pensa che l’esperienza di Orlando o la giovinezza di Ferrandelli siano in grado da sole di rovesciare il tavolo è già fuori strada. Non potremo restare alla finestra, certi delle opere benefiche di un salvatore calato dall’alto. Dovremo diventare, se ne saremo capaci, i primi terapeuti del nostro male: pretendendo risposte all’altezza, sopportando le intemperie e aiutando i futuri amministratori nella loro opera irrinunciabile di pulizia e trasparenza. Per questo noi auspichiamo che quella stretta di mano sia il primo elemento condiviso di un domani che sappia coinvolgere il coraggio di tutti. Lo speriamo per noi stessi e per il pianto di Alessandra, una ragazza che si è commossa, al Giardino Inglese, davanti al segno di pacificazione tra Orlando e Ferrandelli. Sono lacrime che meritano una risposta all’altezza.


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Commenti

    FERRANORLAN… L’IMPORTANTE È CHE UOMINI E DONNE ONESTI SI COLLABORI NON X L’INTERESSE PERSONALE MA X IL BENE DI TUTTA LA COLLETTIVITÀ. PANORMUS DEVE RINASCERE AL SUO SPLENDORE. ALLORA PALERMITANI LAMENTUSI…. SBRACCIAMOCI TUTTI VERSO IL RISPETTO RECIPROCO,CON CIVILTÀ EDUCAZIONE E AMORE X LA NOSTRA CITTÀ.

    Conoscendo Ferrandelli vale quanto il due di coppe con la briscola a mazze!!
    Un colpo di teatro e basta!

    questi ultimi giorni saranno molto caldi, soprattutto tra i sostenitori dei due candidati. Ma come dici giustamente tu, ci aspettano da lunedi anni di lavoro e lotta. Si perche da questa crisi che é non solo economica o ne usciamo fuori tutti insieme ognuno facendo bene il proprio mestiere, oppure non ci sara piu speranza. Mi piacerebbe una citta che venisse governata guardando verso il futuro e non il passato, mi piacerebbe vedere vicino al sindaco un vicesindaco che provenisse dallo schieramento sconfitto al ballottaggio, magari se possibbile il candidato sindaco secondo classificato.

    ecco che qualcuno diffonde notizie su inciuci tra ferrandelli e orlando, il primo pronto a riparare nelle file del secondo se dovesse perdere. spero che succeda l’esatto contrario e che la città dia la sonora mazzata definitiva all’arroganza di Orlando, che non sarà capace di gestire palermo.

    E’ un saluto cordiale di civilita’.
    E basta

    nn e’stato un saluto cordiale da parte di ferrandelli se poco prima lo ha attaccato sul fatto delle primarie…un po’ tanto falso x me

    Quanto mi piacerebbe non sentir parlare più di grandi intese , di grandi coalizioni, di Governo responsabile ma di GOVERNO INTELLIGENTE !!!!

    Fermamente convinta che la stretta di mano sia stata un miscuglio di apparente cordialità e necessaria teatralità. Non dirò chi sostengo perché qui si parla d’altro, bisognerebbe placare i toni sin dalla base, se tregua deve essere(nell’interesse della città) lo deve essere a 360 gradi. I sostenitori di entrambi si stanno scatenando in una danza di insulti da battute finali. No agli inciuci ma rispetto delle decisioni popolari pero una serena collaborazione per poterne godere tutti non è una brutta idea

    Chiara, sinceramente non vedo che ci sia da calmare alla base, cioè a partire dal raffinato epiteto “a viecchia” rivolto a Borsellino a finire con gli “sciacallo” e vie di mezzo rivolti ad Orlando.

    7 giorni oggi e Ferrandelli e la sua claque torneranno o lavorare, cioè a sbevazzare pub-pub e pagoda abusiva-pagoda abusiva, che di questo si tratta poi, si calmeranno naturalmente e … tornerà tutto ok.

    Al Comune di Palermo c’è da rimboccarsi seriamente le maniche e cominciar a lavorare sodo cercando di fare in economia delle intramuscolo di innovazione senza troppo spaventare il tradizionale concetto di lavoro(‘nsamu addio!!)…mo’ il punto è chi dei due avrà più entusiasmo e determinazione?…chi dei due saprà scegliere un entourage affidabile?…mah…

    Orazio in bacheca su fb trovo commenti sia per conto di orlando che per conto di ferrandelli(molti di più da parte di quest’ultimo a onor del vero) e mi dispiace che nonostante questa stretta di mano si continui a fomentare odio. Il 21 ci sarà il nome di chi si prenderà l’incarico di risollevare la città..e a titolo personale posso solo dire che ci vuole più esperienza che entusiasmo.

    Secondo me e’ un patto di non belligeranza. Un contratto assicurativo dei rischi del ballottaggio per il perdente.
    Quanto all’appello ai palermitani, lanciato nell’entusiasmo per la vittoria del centrisinistra,lascia il tempo che trova. Si e’ gia’ voltato pagina e a scrivere la storia deve essere la nuova amministrazione, attuando il programma che ha proposto in campagna elettorale. Sara’ valutata spero solo sulla base dei risultati che otterra’.
    Il popolo ha un solo semplice compito: rispettare i propri doveri civici.

    La stretta di mano, secondo me, è il gesto di chi cerca disperatamente un aiuto. Ferrandelli lo cerca per non rimanere solo e Orlando per non rimanere solo. Aldilà degli stati d’animo dei tifosi Orlandiani o Ferrandelliani, l’unica verità è che questa città è senza speranze e quindi il prossimo Sindaco sarà come un agnello sacrificale. 5 anni di inferno con scelte impopolari e la sicurezza di farsi terra bruciata per il futuro. Non prendiamoci in giro: non sono più i tempi di 20 anni fa, quando un giovane politico di nome Orlando irrompeva nella scena politica palermitana. Il cambiamento di Palermo era inevitabile e i tempi erano maturi affinchè questo avvenisse, con o senza Orlando. Orlando si è trovato al posto giusto al momento giusto. Adesso la realtà è enormemente diversa e le bacchette magiche non sono state ancora inventate. A chi dice di avere una risoluzione per tutti i problemi, mente sapendo di mentire. Una coperta per letto singolo non potrà mai coprire un letto matrimoniale. POVERI NOI.

    PS: Solidarietà alla Petix.

    al di là dell’ovvia teatralità, mi sembra comunque un bel gesto, da parte di entrambi i candidati.. di speranza per tutta la città. i toni della campagna elettorale si sono difatti abbassati, da lunedì avremo il nuovo sindaco, personalmente spero che chiunque vinca possa anche contare sul sostegno dell’altro: assieme, entusiasmo ed esperienza, potrebbero davvero affrontare al meglio le grandi sfide che attendono palermo e tutti i palermitani. come suggerisce roberto puglisi, infatti, tutta la cittadinanza deve dare il proprio contributo, deve pretendere e dare risposte all’altezza!!

    aggiungo: erano in tanti al giardino inglese a sperare in un riavvicinamento tra i due candidati, in una sorta di co-governo della città. qualcuno proponeva che lo sconfitto diventasse vicesindaco, c’era un bel clima di cooperazione pro-bene collettivo.

    a parte qualche tifoseria comprensibile, s’è respirato un clima civile e costruttivo, che non è affatto usuale e scontato a palermo. sembrava quasi di non essere a palermo.

    e quando Roberto Puglisi ha chiesto “Potrete essere mai a fianco per il bene di Palermo?” c’è stata un’esplosione di gioia, un’accesa speranza di un centrosinistra unito e vincente per il bene della città.

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