Bocciato il ricorso| contro Carola Rackete

Bocciato il ricorso| contro Carola Rackete

Commenti

    Questa è la giustizia italiana!

    ci vogliamo svegliare un pò tutti e guardare la realtà?

    Certo che è proprio strana la giustizia nel nostro Paese: la Rackete, che ha violato i nostri confini e speronato una nave militare non andava arrestata, mente Salvini va processato perché, nell’esercizio delle sue funzioni di ministro dell’Interno, non ha consentito l’ingresso illegale di clandestini nel nostro territorio …

    non farti meraviglia della Giustizia Italiana è quella che è, quello che mi da da pensare piu’ che altro sono le Notizie TACIUTE, cioè a quanto sembra la Giustizia non sempre è uguala per tutti, vabbè lo sappiamo, ma adesso pure le Notizie ufficiali con sentenze ufficiali Nascondono, ci dimostra che non siamo in una Repubblica democratica dove quanto meno dovrebbe esserci un minimo di libertà di parola se vi sono riscontri tangibili con cui raffrontarsi, vengono taciuti, ignorati o nascosti, questo in effetti è il 4 POTERE la notizia addomesticata o taciuta, ecco il perchè la voglia di regolamentare sempre piu’ internet con la scusa della sicurezza, si è giusto, ma insieme alla sicurezza tengono chiuso Pure Te, dìfferenze fra Vivere in Cina e vivere in Italia? non tanto visto che la Cina è molto, ma molto vicina.
    comunque per chi crede che vi sia ancora un barlume di liberta e di libero pensiero si legga la sentenza sotto, noterà che in effetti siamo delle persone italiche molto contradditorie con se stesse molte volte, non credete?
    Cassazione penale, sez. III, 14 giugno 2006, n. 31403

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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