RAVANUSA (AGRIGENTO) – Dalle ferite dell’esplosione che l’11 dicembre 2021 distrusse via Trilussa, a Ravanusa (Agrigento), sta per nascere un progetto di rinascita finanziato dalla Regione Siciliana con 24 milioni di euro. Il cuore simbolico dell’intervento sarà una nuova piazza intitolata a Samuele, il bimbo mai venuto alla luce, morto nel grembo della madre Selene durante la tragedia.
Il piano di ricostruzione a Ravanusa
Il piano non si limita alla memoria, ma punta alla ricostruzione del tessuto sociale: è prevista infatti la creazione ex novo di 54 case nel centro storico, destinate alle famiglie che hanno perso la propria abitazione quella drammatica sera. Alla presentazione ufficiale del progetto c’erano il presidente della Regione, Renato Schifani, insieme con gli assessori Alessandro Aricò e Giusi Savarino e al sindaco Salvatore Pitrola.
Schifani: “Abbiamo fatto squadra”
Alla cerimonia hanno partecipato anche Rosa Carmina e Giuseppina Montana, le due anziane sopravvissute alla strage che costò la vita a 9 persone (10 contando il piccolo Samuele).
“Il governo ha fatto tanto – ha dichiarato Schifani – oggi celebriamo una vittoria del sistema, abbiamo fatto squadra per fronteggiare questo dramma”. Schifani ha poi elogiato la sua squadra di governo: “Ne vado orgoglioso”.

“Questa è una misura unica in Italia, non ne esistono altre che si stanno occupando di rigenerazione urbana – ha detto l’assessore regionale Aricò – in città dove ci sono state tragedie di carattere non naturale. Tre i lotti di lavoro”.
Il sindaco di Ravanusa: “Riqualificazione culturale”
“Il progetto ha visto il coinvolgimento dell’intera comunità di Ravanusa – ha detto il sindaco Pitrola – è un progetto di riqualificazione urbana sì, ma soprattutto di riqualificazione culturale”.
Savarino: “Segnale di vicinanza a Ravanusa”
“Questo intervento – ha detto Savarino – è frutto di un lavoro sinergico tra istituzioni, Comune, Regione e Stato, ed è un segnale concreto di vicinanza e di rinascita. È una risposta attesa, che restituisce speranza a tante famiglie e conferma la presenza delle istituzioni accanto alla mia comunità”.

