"Recovery centrodestra": il poker di Raffaele Stancanelli - Live Sicilia

“Recovery centrodestra”: il poker di Raffaele Stancanelli

I nodi "infrastrutturali" del centrodestra. L'eurodeputato a tutto campo.
L'INTERVISTA
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SANT’ALESSIO (ME) – Corre Raffaele Stancanelli, corre per recuperare una “svista” non da poco nella ripartizione delle risorse europee contenute nel PNRR, ma non solo.

Ad una settimana esatta dalla kermesse organizzata dal suo ex sodale Nello Musumeci, l’ex sindaco di Catania, assente ingombrante in quell’occasione, corre anche per recuperare un gap, quello della sua presenza in scena.

Nel palcoscenico del centrodestra, quello in cui si stanno giocando numerose carte in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, il parlamentare europeo, come in un invisibile partita a poker, dice “vedo”, e sfodera i suoi assi.

Innanzitutto anche lui, come il Presidente, organizza un mega evento – oggi al Capo dei Greci, in provincia di Messina – e invita amici e avversari a parlare di infrastrutture in Sicilia. La questione è grossa, una “svista” in fase di redazione del PNRR di circa dieci miliardi di euro che il parlamentare siciliano ha scoperto essere stanziati per opere pubbliche nella nostra regione e in Calabria. Opere però, già finanziate.

Uno spreco, una perdita colossale di fondi che lo ha indotto a prendere carta e penna e scrivere a Bruxelles a Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni – perché correggano l’errore – e per il quale si è intestato il palcoscenico in un convegno dal titolo “Il potenziamento del sistema dei trasporti in Sicilia e Calabria con i corridoi europei”. 

Onorevole dieci miliardi di euro non sono bruscolini, il suo intervento in Europa, se va in porto, ci permetterà di recuperare tanto e non passare per tonti. 

E’successo che il “Piano di ripresa e resilienza” che il Governo italiano ha presentato, fin dalla sua prima stesura, ha dato parecchia importanza al potenziamento del sistema trasporti al Sud, parliamo di infrastrutture autostradali, ferroviarie e portuali, peccato che tre di questi interventi – il raddoppio ferroviario dei tratti Bicocca/Catenanuova, Catenanuova/Fiumetorto e Fiumetorto/Palermo sono opere non soltanto già finanziate, ma alcune addirittura in via di completamento. 

La cosa è tanto seria da farle organizzare un incontro bipartisan per trovare una strategia comune e recuperare quello che stavamo per perdere 

E’bipartisan nel senso che ho invitato tutti i rappresentanti istituzionali che si occupano di questo tema, infrastrutture e trasporti. 

Tra i relatori però abbiamo due quasi- candidati alla Presidenza della Regione, De Luca e Cancellieri, per i rispettivi partiti, non le pare stonato? 

Non mi interessa nulla dei potenziali candidati. Cateno De Luca è il sindaco della città metropolitana di Messina e Giancarlo Cancellieri è il Sottosegretario alle infrastrutture del Governo Draghi, è ovvio che partecipino. Poi ho invitato Giusi Savarino, in qualità di Presidente della commissione Ambiente e Territorio all’Ars. Io ragiono in termini inclusivi e da questi colleghi mi aspetto anche delle risposte su questo importante tema. 

Assistiamo a un testa a testa tra Meloni e Salvini, gongolate voi di FdI, quando pensate che siete partiti da un misero tre per cento? 

Più che altro gongoliamo del fatto che il centrodestra è maggioranza nell’opinione pubblica italiana. Questo è il tema più importante. Per il resto sì, i sondaggi ci danno quasi sopra il venti per cento, ma lei sa che i sondaggi troppo prematuri lasciano il tempo che trovano. 

E’vero, i sondaggi si fanno a ridosso delle elezioni, ma quelli che escono fuori adesso -vedi quello pubblicato qualche giorno fa dal quotidiano La Sicilia sul gradimento dei siciliani sul governo Musumeci – qualche campanello di allarme lo lanciano, o no? 

In questo momento i sondaggi lasciano il tempo che trovano, io i quesiti li porrei alla fine, insomma a questo tipo di previsioni non ci credo, manifestano semplicemente delle tendenze e, vista la volatilità del voto dell’elettorato, sappiamo che oggi ci sono e domani possono cambiare. Certo, le rispondo alla “Catalano”, meglio essere nelle tendenze verso l’alto, che verso il basso. 

Dunque, verso il sondaggio che dà un basso gradimento del governo Musumeci che dice? 

Dico che la cosa che mi interessa di più è che il centrodestra sia maggioritario è che così resti. Con un programma e un’unica strategia per poter vincere le elezioni poi, chi è prima chi è dopo, lo diranno gli elettori. 

Sia più chiaro. 

Per quanto riguarda la Regione Siciliana, dico che secondo me è prematuro fare previsioni e chiedersi insistentemente chi sarà il candidato. In questo momento il centrodestra deve rafforzarsi in maniera quanto più ampia possibile per portare avanti il programma che ha presentato agli elettori nel 2017. 

Giorgia Meloni a Catania ha detto che quello che accadrà è presto per dirlo. Perché non si è sbilanciata secondo lei? 

Perché avrebbe dovuto? Ha detto semplicemente quello che dice qualunque persona di buon senso e, cioè, che non ha senso oggi dire chi sarà il candidato. La cosa necessaria, invece, è essere leali e sostenere il governo regionale retto da Nello Musumeci per portare avanti i avanti il programma. Insomma, si vota fra un anno e mezzo perché dobbiamo metterci negli impicci a favore o contro qualcuno quando, invece, si deve lavorare per risolvere i problemi dei siciliani che, tra l’altro se ne stanno fregando dell’argomento. 

Alcuni candidati però sono già scesi in campo, vedi Fava o De Luca. Nessun leader di partito del centrodestra invece se la sente di esplicitare il via libera a Musumeci, come mai?

Come ho già detto sarebbe un errore, oggi serve soltanto lavorare per affrontare e risolvere i problemi dei siciliani e non mi meraviglia che nessuno ne voglia parlare. Tra l’altro, non mi sbilancerei neanche a fare pagelle, che non mi piacciono. 

Come vedrebbe Draghi a capo di un governo di centrodestra? 

Dico solo che Draghi è una importante personalità italiana, forse la più importante, che gode di un grande favore popolare ma, non penso che si presterebbe mai ad assistere ad operazioni di appartenenza politica dell’uno o dell’altro schieramento. Draghi ha un phisique du role di riserva della Repubblica italiana, per cui può fare perfettamente l’uomo delle condivisioni, non l’uomo di parte. 

Voi di FdI avete riscosso molto successo da quando non siete entrati nel governo, perché? 

Perché, Fratelli d’Italia ha fatto una scelta coerente, intanto abbiamo tutelato la Costituzione salvaguardando l’esistenza di un’opposizione e, poi, perché abbiamo adottato una posizione che noi chiamiamo “patriottica”, nel senso che se ci propongono cose positive le votiamo, altrimenti niente, per il bene per l’Italia. 

Lo scontro tra Grillo e Conte vi fa gioco, concorda? 

Guardi, i Cinque Stelle hanno raggiunto oltre il trenta per cento del voto degli italiani, è stato un voto di protesta, la gente era stanca della politica e si è affidata a loro. Adesso vediamo cosa sta succedendo. Conte, che era stato considerato da Grillo l’uomo forte, la soluzione a tutti i problemi, l’uomo che ha voluto a tutti i costi Presidente del Consiglio, oggi è stato dichiarato inadeguato, incapace e impreparato politicamente. Questi sono i Cinque Stelle. 

In molti però si stanno sfilando da Beppe Grillo, prevedete arrivi dalle vostre parti? 

Non facciamo fantasie, io ho rispetto delle persone, non godo delle loro difficoltà e delle loro inquietudini, non posso pensare che una persona siccome è avversaria non vada rispettata, il problema non me lo pongo. 

Con lo sblocco dei licenziamenti, se accade – e accadrà – in Sicilia potrebbe esserci un’ecatombe. Cosa faremo? Cosa suggerirebbe? 

Innanzitutto, dico che il blocco dei licenziamenti è stata una misura indispensabile nel momento della pandemia. E’ chiaro, poi, che oggi si devono trovare degli strumenti di salvaguardia, degli strumenti sociali che salvaguardino la tenuta sociale ma, anche la ripartenza dell’economia e della produzione. 

Come il reddito di cittadinanza? 

Non me ne parli, quello per me è uno scandalo. Io sono assolutamente per un sostegno ai veri poveri, agli emarginati, in questi casi lo Stato non può disinteressarsi di loro, ma non ai furbi, a coloro i quali godono di uno stipendio di 800, 1000 euro e rifiutano di lavorare. 

Come valuta la gestione dell’emergenza per il Covid e, in generale, della sanità in Sicilia? 

Ma come si fa a dare giudizi dopo quello che abbiamo passato? E’una vicenda che ci ha trovati tutti impreparati, quindi, attenzione a dare giudizi. Poi, se c’è stata qualcosa che non è andata bene, qualche spreco di denaro, secondo me non voluto e diffuso in tutta Italia, nella concitazione del momento storico ci sta. 

E’un buonista insomma? 

Mai stato un buonista, semmai sono un uomo buono, ma non posso farmene un cruccio. 

Onorevole Stancanelli, a lei piace correre? 

In che senso? Ogni mattina mi faccio una corsetta di mezz’ora. 

Dunque, se le proponessero una staffetta la farebbe? 

Assolutamente no, niente staffette, la corsa mi piace, ma solitaria.


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    Un settantenne trapassato remoto

    prospettato da tutte le forze politiche.

    Il “Piano nazionale di ripresa e resilienza manna dal cielo europeo che dovrebbe cambiare e/o dimezzare quel gap infrastrutturale di cui tutti parlano ma nei fatti lo scippo al Sud continua.

    Come rappresentante del Comitato Pendolari Siciliani desidero sottoporre all’opinione pubblica siciliana e non solo quanto effettivamente la nostra regione riceverà in tema di infrastrutture ferroviarie con i fondi del Recovery Plan. Premesso che nel citato “Piano” per quanto riguarda le infrastrutture ferroviarie del centro-sud sono previsti appena 25 mld.

    L’unica opera inserita nel piano, che riguarda la Sicilia, è l’avanzamento ulteriore della Palermo-Catania-Messina. Considerato che la Palermo-Catania-Messina nel 2013 era stata inserita nel C.I.S. (Contratto Istituzionale di Sviluppo) con un costo complessivo che è passato dagli iniziali di 5,1 a 10,6 mld di cui disponibili 8,7 mld finanziati con risorse nazionali e comunitari, giusto aggiornamento dell’8 marzo 2021 da parte dell’Agenzia per la Coesione Territoriale.

    Visto che per la realizzazione della Palermo-Catania-Messina i fondi disponibili saranno quelli del Recovery Plan, una domanda mi sorge spontanea gli 8,7 mld dei 10,6 già previsti e finanziati (C.I.S.) per la Palermo-Catania-Messina che fine faranno?

    Tenuto conto che negli ultimi vent’anni la Sicilia ha ricevuto piogge di miliardi e fiumi di inchiostro solo sui quotidiani e stiamo ancora aspettando i 10/15 mld circa per la realizzazione delle seguenti opere:

    Velocizzazione della Palermo-Trapani

    Raddoppio della Patti-Castelbuono

    Raddoppio della Catania-Siracusa

    Velocizzazione della Siracusa-Ragusa-Gela

    Interramento della stazione di Catania e di Bicocca

    Raddoppio Bivio Zurria-Catania Acquicella

    Elettrificazione delle linee (Km.578)

    Quello che chiedo alla nostra classe politica è di pretendere con forza dal Governo nazionale che le somme previste dal C.I.S. (8,7 mld) vengano reinvestite in Sicilia per evitare che al danno si aggiunga la beffa sull’ulteriore scippo perpetrato sulla pelle e sul futuro dei Siciliani.

    In conclusione, nessuna alta velocità arriverà in Sicilia e nemmeno interventi, da quello che si legge sul Recovery, di upgrading, elettrificazione e resilienza: si tratta di interventi per lo più al sud mirati ad omogeneizzare ed elevare gli standard prestazionali delle infrastrutture esistenti sia per il traffico viaggiatori che per quello merci. Gli interventi prevedono l’adeguamento di alcune linee regionali (Canavesana, Torino-Ceres, Bari-Bitritto, Rosarno-San Ferdinando, Sansepolcro-Terni, Benevento-Cancello, rete gestita da FSE) agli standard tecnici della rete nazionale, sia dal punto di vista infrastrutturale che tecnologico di sicurezza.

    In conclusione in Sicilia non serve “l’alta velocità” bensì la “normale velocità”. Si, proprio la “normale velocità” nell’ammodernare e velocizzare tutte le infrastrutture ferroviarie esistenti, dando così ai siciliani la possibilità di poter viaggiare in condizioni più normali e dignitose.

    Giosuè Malaponti – Presidente Comitato Pendolari Siciliani – Ciufer

    Che tenerezza non ha più un voto e pensa di contare ancora, pensione no?

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