Regionali, nuovo contratto vicino| Soldi e ruoli: i nodi da sciogliere - Live Sicilia

Regionali, nuovo contratto vicino| Soldi e ruoli: i nodi da sciogliere

Entro pochi giorni la fumata bianca. Ma i lavoratori delle categorie più basse protestano.

VERSO IL RINNOVO
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PALERMO – Il contratto dei regionali deve essere ancora limato ed è corsa per arrivare alla firma. L’accordo doveva essere raggiunto la scorsa settimana ma poi è slittato perché si è reso necessario ridiscutere le indennità, le progressioni economiche e trovare una soluzione sulla riclassificazione di tutto il personale, principalmente delle categorie A e B. Così, ci sono articoli da riscrivere e dossier da chiudere per arrivare a un rinnovo normativo ed economico del contratto di lavoro, atteso da circa dieci anni, e che riguarderà il triennio appena concluso: quello fra il 2016 e il 2018. Ma i contatti proseguono e la fumata bianca potrebbe arrivare a giorni: tra la fine della settimana e l’inizio della prossima.

Primo nodo da sciogliere sarebbe quello sulle indennità di amministrazione, una parte variabile della busta paga, nata per raccogliere alcuni elementi accessori dello stipendio del dipendente pubblico, e che potrebbe ammontare da un minimo di 15 euro a un massimo di 40. Per pagare queste indennità dovrebbe essere usato un fondo la cui denominazione non è specificata nell’ultima bozza di contratto ma che dovrebbe raccogliere l’eredità del Famp, il fondo di amministrazione per il miglioramento delle prestazioni. Dovrebbe essere sciolto, invece, il nodo sulle indennità di posizione e di risultato per i dipendenti che ricoprono posizioni organizzative. Le funzioni saranno divise in tre livelli a cui corrispondono tre fasce di pagamenti lordi pari a ottomila, diecimila e dodicimila euro. L’indennità di risultato invece non potrà essere mai inferiore al 10% dell’indennità di posizione.

Il contratto prevede pure che venga sbloccata la progressione economica all’interno delle quattro categorie di lavoratori. Le categorie infatti hanno al loro interno varie fasce contributive così un dipendente nella fascia può ottenere l’aumento di stipendio attraverso, appunto, la progressione economica. Stando alla bozza di contratto, dovrebbe potervi accedere chi appartiene a quella categoria da più di trentasei mesi. Le progressioni dovrebbero essere consentite sulla “base di graduatorie di merito per ciascuna posizione economica nell’ambito delle rispettive categorie di inquadramento” usando i criteri dell’esperienza professionale maturata, dei titoli di studio, della partecipazione obbligatoria a un percorso formativo che sia completato da un esame e dalla valutazione delle performance individuali di tre anni precedenti al concorso. La platea potrebbe comunque essere vasta e così la bozza prevede che per il primo anno di applicazione il concorso sia aperto a una quota pari al 35% del personale a tempo indeterminato. Le risorse a disposizione d’altronde non sono state fissate e sono rinviate a un accordo successivo e la coperta potrebbe rilevarsi corta. Così i sindacati vorrebbero ottenere garanzie sul fatto che tutti gli impiegati siano coinvolti dalla possibilità di accedere al concorso per avere uno stipendio migliore.

Infine c’è la questione della riclassificazione del personale avanzata da alcune sigle a seguito dello slittamento della firma dopo il 31 dicembre 2018. Sul punto ci sarebbe l’accordo per non inserire la questione nel contratto rinviandola alla trattazione di una commissione paritetica ma fra i lavoratori delle categorie A e B, le più numerose nell’esercito dei regionali, ci sarebbe malcontento per il rinvio della questione. Un autoproclamato “coordinamento regionale A e B” nato a Caltanisetta, dopo la mancata firma del contratto, in una lettera rivolta ai sindacati e fra gli altri al presidente della Regione e a quello dell’Aran Sicilia, ha diffidato le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori dal firmare un contratto che non preveda la possibilità di accesso alla classi superiori per gli operatori (categoria A) e i collaboratori (categoria B).

La questione riguarderebbe, insomma, tutti gli impiegati che pur essendo diplomati o laureati hanno qualifiche basse. Il problema è stato sollevato anche dal presidente della Regione che qualche mese partecipando alla manifestazione Panorama d’Italia disse di volere “consentire a coloro che hanno voglia di aiutare di potere avere accesso all’ascensore interno per aumentare la classe di appartenenza a coloro che ne hanno i titoli. Per questo – concluse il governatore – ci vuole tempo”. Ma per i lavoratori che in questi giorni diffidano i sindacalisti non c’è più tempo: “Da anni – scrivono – , aspettiamo nel passaggio in categoria superiore per avere un lavoro soddisfacente sia professionalmente che, soprattutto, economicamente ma denotiamo una certa sordità”. La richiesta sarebbe così quella di usare i posti vacanti del fabbisogno del personale approvato lo scorso anno per attivare i primi concorsi per il passaggio in nuove categorie. La questione è all’ordine del giorno ma difficilmente rientrerà nel nuovo contratto di lavoro.


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Commenti

    Chi è entrato in Amministrazione SENZA CONCORSO, e pertanto, necessariamente, nelle fasce A o B, se era così valente e titolato, avrebbe potuto svolgere la libera professione. O concorrere per la qualifica di funzionario o dirigente.

    Ci sono troppi dirigenti e troppi dipendenti inquadrati nella categoria D cioè nei posti apicali. E finchè queste persone, fortunate, occuperanno questi posti non ci sarà mai nessun passaggio di categoria. Il regalo che la politica ha fatto alla classe dirigente oggi in servizio e ai fortunati inseriti nella categoria D con il contratto del 2000 ha creato un tale cancro dentro l’amministrazione regionale che non ci può essere futuro, e così che oggi abbiamo ancora n.1200 dirigenti senza capacità sia organizzativa che professionale, un agronomo all’avvocatura o un architetto alla contabilità non saranno mai all’altezza dei compiti assegnati, e nella categoria D ci troviamo ancora n.5000 persone assunte con leggi speciali per l’occupazione negli anni 80 e 90 dove abbiamo dal ragioniere al geometra al perito agrario o ebanisti o parrucchieri o assistenti siciali, tutti con licenza media o diploma o con laurea comprata on line. Non può esserci futuro per questa amministrazione. Aspettiamo 10anni che per raggiunti limiti di età andranno in pensione queste zavorre e forse si può creare una nuova regione siciliana, nel frattempo e per fortuna esiste l’assistenza tecnica che lavora per loro.

    Praticamente: IL NULLA SOTTO VUOTO.

    E come Cantava Vasco : MI VIENE IL VOMITOOOOO

    sarebbe ora, il mio contratto scaduto dal 2008 e non è stato più validato e abbiamo continuato a lavorare a dispetto dei cittadini che ci invidiano che siamo regionali ma non sanno che la benzina e tutti gli altri generi commerciali aumentano mentre in nostro salario fermo al 2008, certo non ci lamentiamo che in carenza di lavoro noi almeno lavoriamo, ma il disagio provocato dall’aumento di tutto e anche dell’IVA mentre noi non riusciamo a sbarcare il lunario.

    Se non si supera prima lo sbarramento del prepensionamento che si concluderà al 31/12/2020, non si può bandire nessun concorso, solo allora si può stabilire il vuoto in organico, in tutto questo bisognerebbe lavorare per creare una vera pianta organica alla Regione Siciliana, per come esiste nei vari Ministeri dello Stato, e da li ripartire e se è il caso inserire altre funzioni e qualifiche nuove che si adattino al nuovo periodo. Per quanto riguarda i lavoratori delle fasce A e B, queste persone devono ritenersi fortunate, loro sanno che non hanno fatto nessun concorso pubblico, cioè aperto a tutti i cittadini come previsto dalla Costituzione Italiana, ma hanno fatto un corso-colloquio interno, che per gli interni sappiamo che per legge non si possono superare certe percentuali ed hanno accettato di essere assunti per quelle qualifiche. Certo, per carità, il diritto alla carriera esiste, ma esiste per tutti, anche per le fasce alte, che è dal 1986 che non hanno potuto sfruttare la riserva dei posti anche a causa dei 12 mila assunti alla Regione con fascia A e B, che di fatto hanno causato il blocco dei concorsi, con lo sbilanciamento delle qualifiche, infatti ci ritroviamo con il 75% di funzioni di categorie basse, che hanno causato un mal funzionamento degli uffici nei vari Dipartimenti, praticamente è saltata la cosiddetta piramide, riferita alle fasce, che dovrebbe consentire il buon funzionamento e rispecchiare i criteri di efficienza, efficacia ed economicità. Per ultimo quindi dico a questi colleghi, che prima bisogna sistemare i vecchi, che aspettano da più di 33 anni, certo se non hanno i requisiti (titoli di studio)per accedere a certe fasce allora si apre lo spazio anche per le categorie più basse. Auguro una buona giornata a tutto lo staff di Live Sicilia, che come sempre ci da la possibilità attraverso i commenti di fare arrivare il nostro pensiero.

    Finalmente si ci è svegliati dal lungo letargo in attesa di qualcuno che facesse questo e cioè ci riunisse in un unico movimento. Spero che, questo “coordinamento regionale A e B”, sia da trait d’union che ci mancava per arrivare ad una seria e giusta RIQUALIFICAZIONE di due categorie di lavoratori che da anni svolgono anche mansioni lavoratori. Voglio ricordare che ci sono all’interno di queste categorie figure altamente professionali di cui l’Amministrazione Regionale ha bisogno tant’è vero che lo sa anche il Presidente Musumeci.
    Colleghi sono pronto alla dura lotta che si deve fare per aderire al vostro gruppo?

    Dopo 30 anni fra lavoro nero e lavoro svolto in mansioni superiori è vergognoso come l’Amministrazione Regionale ed i Sindacati giochino ancora con delle vite umane, con dei professionisti del settore (questi siamo ormai diventati dopo lo svolgimento di mansioni non di nostra competenza ma superiori ma con sfruttamento a basso costo).
    Si permettono ancora di prendere in giro il numero elevato di dipendenti regionali nel riconoscimento delle mansioni, delle categorie non parlando poi nella parte contributiva che è vomitevole.
    L’Amministrazione Regionale è consapevole della qualità e quantità dei lavoratori e come si evince anche dagli articoli pubblicati su questo sito disattende alle norme di buon senso.
    I lavoratori sono stanchi e nauseati di questo comportamento che disonora non solo la Sicilia ma la dignità personale dei lavoratori. Si spera che il risultato del rinnovo contratto venga rivisto e ribaltato….disonorevole per tutti le parti….

    In generale hai ragione! Un po’ di qualunquismo…ma hai ragione!! Non crederai sul serio, invece, che fra 10 anni qualcosa cambi!! Te lo dice un regionale!

    Ti devi mettere un “Gilet giallo”…..

    tutti i parassiti asunti senza concorso che rendete la regione sicilia sottoculturata inefficiente e incapace,,,,,,,,,,,andate a cercarvi un lavoro siete senza dignità

    veda che non è dal 2008 che il contratto è scaduto, bensi’ dal 2006

    — i lavoratori delle fasce A e B— veda che questa categoria di lavoratori sono per il 90% ex art. 23, fra cui molti laureati e diplomati, che per essere assunti hanno dovuto soggiacere alla dequalificazione altrimenti non potevano essere assunti per chiamata diretta, ad esempio tutte le stabilizzazioni che stanno facendo i comuni, dovrebbero attenersi alle stesse modalità della regione perchè per i profili superiori C e D è necessario il concorso

    Mi dispiace , ma devo dissentire! queste zavorre di cui parli si sono state assunte con leggi speciali, molti previo concorsi esterni o interni che dir si voglia e comunque dotati di una preparazione di base essendo la maggior parte diplomati e laureati quindi in grado di poter svolgere il proprio lavoro nel migliore dei modi. La vera zavorra sono gli entrati nelle fasce A e B assunti appunto senza concorso solamente per creare il bacino di voti dei politici di turno e che certo non sono animati da gran voglia di lavorare come si può evincere in qualunque ufficio regionale. Giustamente, come dici, non c’è futuro per questa amministrazione perchè quando andranno in pensione le tue zavorre, allora si che la P.A. regionale nelle loro mani sarà distrutta per sempre.

    Voglio innanzitutto ringraziare live Sicilia per dare la possibilità di esprimere un’opinione. Vorrei precisare che i dipendenti di Cat A e B da trent’anni lavorano nell’amministrazione regionale . Prima hanno lavorato in nero per vent’anni. Dal 2006 sono stati assunti con contratto a T.D contratto qualifica A e B. Non è MAI stata data la possibilità di accedere ad un concorso, quindi pur di lavorare con regolare contratto, hanno accettato di essere demansionati. Nessuno di loro ha MAI svolto mansioni che appartengono a questa categoria, ma avendo maturato un’esperienza lavorativa ventennale, molti dei quali in possesso di diploma e laurea , pur di conservare una “dignità personale” e sentirsi utili hanno svolto mansioni superiori ed essere sottopagati. Vorrei ricordare che per rendere vacanti i posti nell’amministrazione regionale, i dipendenti di ruolo in servizio hanno ottenuto promozioni con progressione verticale. Oggi appartengono alla categoria D , molti possiedono solo un diploma o hanno una laurea conseguita presso università private con corsi on line. Vorrei sottolineare che un numero considerevole di essi non ha sostenuto un regolare concorso ma sono stati assunti con legge 285 . I lavoratori di Cat A e B , circa cinquemila unità,, sono stanchi di sopportare simili ingiustizie e si uniranno per lottare ed ottenere ciò che spetta loro per diritto acquisito dopo trent’anni di sfruttamento. Le progressioni verticali dovrebbero essere riconosciuti a tutti ma soprattutto per consentire a chi possiede una Laurea conseguita presso università pubbliche con enormi sacrifici di essere pagati e inquadrati per il lavoro che svolgono da anni .
    BASTA!!!!!

    È deplorevole come qualcuno continui a perseverare che le Categorie A e B non abbiano sostenuto un concorso. Si ricorda che si è sostenuto un colloquio su principi di diritto costituzionale ed amministrativo. La valutazione è avvenuta a cura di Funzionari regionali che costituivano una Commissione e le prove si sono svolte a porte aperte in Uffici Regionali che sono uffici pubblici. Invece di continuare a battere su questo assurdo punto, qualcuno dovrebbe ricordare e precisare l’arretrato degli uffici che le categorie A e B sono stati in grado di azzerare e cercare di riportare agli uffici quella dignità che gli uffici hanno perso denigrati dalla società. Comodo usufruire della forza culturale a basso costo di queste categorie! Ma la pacchia è finita!

    Ah quindi fare un colloquio (informale) per Lei è equiparabile alla vittoria di un concorso pubblico (preselettiva, prove scritte e orale)?
    Ma mi faccia il piacere….

    Ricordo che c’è un parere ARAN secondo cui gli A possono essere occupati anche per le pulizie. E si continuano a spendere soldi per le cooperative di pulizia. E gli A fanno i funzionari in giacca e cravatta.

    Un agronomo all’avvocatura o un architetto alla contabilità non saranno mai all’altezza dei compiti assegnati, a meno che l’attività svolta dall’architetto non si riferisca alla contabilità dei lavori che dirige e firma. In questo caso l’amministrazione è tenuta a inquadrarlo immediatamente nel relativo ruolo di appartenenza con con decorrenza risultante dagli atti d’ufficio, pena il clamoroso fallimento a cui è inevitabilmente destinata.

    Se ho la laurea mi abilito e faccio l’ingegnere, l’avvocato, il medico e così via. non faccio l’operaio recriminando.

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