Immobili, tra Collegato e password | Affitti da 39 milioni all'anno

Immobili, tra Collegato e password | Affitti da 39 milioni all’anno

Commenti

    Le comiche siciliane!!!

    Signori e signori… Bella maglia questa!
    Andiamo a vedere di chi sono sti immobili!

    Il “censimento” potrebbero benissimo farlo i dipendenti regionali, basterebbe utilizzare il personale regionale che è numericamente, lo sappiamo, rilevante e farlo supportare dal personale degli enti ex art. 1, che ha carichi di lavoro risibili. Il problema la regione che piange miseria e poi trova soldi per tutto, riuscirà a fare questa scelta? Io penso di no, ricordo come è scomparsa dai radar la proposta dalla deputata “cinque stelle” Stefania Campo, che voleva assegnare personale di enti dismessi alle motorizzazioni civili che sono in gravissima crisi. Quindi la Sicilia, rimane irrimediabilmente ferma al palo, in attesa di nuove assunzioni…………

    Il paradosso è che anche il vecchio censimento era stato fatto materialmente dai dipendenti regionali, cercando e fornendo dati e documentazione a Spi, che si era solo limitata a predisporre il database…..

    Lugubrazioni notturne: io ti pago solo a presentazione dello stato di avanzamento, un censimento inizia con acquisizione di dati dai vari Assessorati

    nn sarebbe stato logico chiedere ai direttori degli assessorati quali erano gli immobili di proprietà o in affitto? per gli immobili di proprietà non bastava un interpellanza ai catasti delle province siciliane? mah sprechiamo soldi e chi li spreca non paga mai. solo i cittadini pagano le incompetenze.

    Si dovrebbero portare i “risultati” ottenuti dalla SPI in Procura. Sarei curioso di vedere cosa accade. Altro miracolo cuffariano !!

    per quanto strano possa essere ogni dipartimento ed ogni ufficio provinciale “DOVREBBE” posserere almeno i registri di consistenza, che poi non siano in un database è tutto da vedere, affidare ad un SOLO Dipartimentico Tecnico Regionale è un lavoro ciclopico, dovrebbero cominciare ex novo e dall’inizio, Facciamo come Penelope prima tesseva e poi sfilava, ci sono diversi approcci per stabilire SE quel tipo di Immobile è o non è della Regione Siciliana, Innanzitutto con un collegamento al SISTER (ex catasto) puoi cercare per provincia terreni e fabbricati, ovviamente li si troverà il Mare Magnum delle diverse denominazioni anche errate della REGIONE, magari in REGIIONE, o REGIONE SICILIA e REGIONE SICILIANA, poi ovviamente il frullato delle appartenenze fra i vari dipartimenti, fra Beni Culturali, Scuole, Forestale etc etc, quindi per il MOMENTO diamo per ASSODATO che le visure catastali corrispondano alla vericidità, ovviamente bisognerà fare un controllo direi puntuale e scremare i casi dubbi, e risolvere i contenziosi che ci sono, ed in caso cercare la documentazione e creare Contenziosi, perchè vorrei ricordare che non tutti i Beni sono Alienabili, vi sono anche quelli INALIENABILI, come boschi, fiumi etc etc,in questo caso le procedure sono lunghissime e a volte il gioco non vale la candela. IO ad esempio ne sto aggiornando uno abbastanza corposo, prima era in un altro formato, adesso passandolo in excel ho problemi con le virgole e i punti e le superfici non sono quelle desiderate, ovviamente ho già il mia lavoro che mi impegna molto, questo purtroppo è nei diciamo ritagli i tempo a volte anche a casa, mi porto il file excel a casa e continuo, le particelle sono tante, le visure effettuate pure, ho visionato pure le visure storiche, ho cercato le documentazioni a corredo già spostate almento in 3 traslochi quindi non è una cosa semplice cercare la documentazione, specie se non è in ordine, comunque se devo essere sincero questo lavoro avrei potuto finirlo anni fa, solo che per incomprensioni con il mio diretto superiore adesso in pensione, non c’è stato verso di farmelo fare, A volte un po’ di affiatamento o collaborazione con i subordinati ci vuole, perchè se uno si sente bistrattato, per esempio io, sono capace di allunganti il lavoro da svolgere in 2 giorni in 2 settimane e non te ne accorgeresti neppure, nel lavoro ci vuole solidarietà e comprensione, senza di quella non si arriva da nessuna parte e come mi ha detto una persona “non si vive di solo stipendio, ma anche di amor proprio”.

    penso che un censimento del 2009 abbia valore economico pari a zero perché non reale della situazione attuale, allora: perchè pagare ancora soldi? si faccia un nuovo censimento.

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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