'Reset, 220mila euro| in consulenti e telefoni'

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Figuccia (Forza Italia): “La Reset, nata dalle ceneri della Gesip, sembra essere diventata una sorta di gallina dalle uova d’oro, dopo aver speso oltre 220 mila euro tra consulenti esterni, acquisto di telefonini e computer”.

figuccia
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2 min di lettura

PALERMO – “La Reset, nata dalle ceneri della Gesip, sembra essere diventata una sorta di gallina dalle uova d’oro, dopo aver speso oltre 220 mila euro tra consulenti esterni, acquisto di telefonini e computer”. Lo afferma il consigliere comunale di Forza Italia Angelo Figuccia, che prosegue: “Leggendo i vari verbali delle riunioni del consiglio d’amministrazione della società presieduta da Antonio Perniciaro Spatrisano, salta agli occhi la gran quantità di incarichi esterni dati a consulenti ed esperti in appena cinque mesi, da gennaio a maggio 2015, nonché i 18 mila euro spesi per l’acquisto di 30 computer e 13833 euro per 36 telefonini e schede telefoniche aziendali. Un flusso di denaro che, in questi tempi di spending review, appare come uno spreco. Perniciaro e i suoi dirigenti giustificano queste spese perché all’interno della Reset non ci sarebbero le professionalità necessarie per assolvere determinati compiti, mentre probabilmente sarebbe stato sufficiente fare una semplice ricerca tra le migliaia di dipendenti del Comune e delle altre società partecipate di Palazzo delle Aquile per trovare con facilità le professionalità idonee. Inoltre, nel verbale del 18 maggio scorso, il Cda della Reset ha dato mandato al presidente Perniciaro di chiedere un parere ad uno studio legale sulla stesura del regolamento della Commissione Incarichi. Un’ulteriore spesa che potrebbe essere evitata semplicemente chiedendo lo stesso parere all’Avvocatura comunale, che può contare su ben 14 legali, tutti già dipendenti di Palazzo delle Aquile. Orlando, che il sindaco lo sa fare, cerchi di vigilare con più attenzione sull’operato dei vertici delle varie società partecipate, a cominciare dalla stessa Reset. Altrimenti, le tanto strombazzate operazioni salvataggio da lui annunciate e proclamate in pompa magna nei mesi scorsi, rischiano di trasformarsi in ennesimi carrozzoni mangiasoldi a danno dei contribuenti palermitani, già “spremuti”come limoni e che proprio nei prossimi giorni sono chiamati a pagare buona parte delle tasse comunali”.

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