Credevano fosse morto per le conseguenze del Covid, come accaduto a migliaia di pazienti durante la pandemia. Ma secondo il Tribunale civile di Cosenza la realtà sarebbe stata diversa. A provocare il decesso dell’uomo avrebbero contribuito anche gravissime infezioni batteriche contratte in ospedale. Come riporta il “Corriere della Sera”, una sentenza destinata a far discutere ha ora condannato il nosocomio di Rogliano a risarcire la famiglia con oltre un milione di euro.
Risarcimento alla famiglia di un uomo ricoverato per Covid
Dopo avere esaminato la documentazione clinica e disposto una perizia medico-legale, il giudice ha stabilito che il paziente sarebbe morto per una serie di concause. Tra queste viene indicata in sentenza “un’infezione nosocomiale di batteri” contratta durante il ricovero ospedaliero. Accogliendo le richieste avanzate dal legale dei familiari, il tribunale ha condannato l’ospedale di Rogliano a pagare un risarcimento di 1 milione e 150 mila euro, oltre agli interessi e alle spese legali. Pur riconoscendo la gravità del quadro clinico legato al Covid e alla polmonite, il tribunale ha evidenziato come le infezioni batteriche abbiano avuto un ruolo decisivo nel peggioramento delle condizioni dell’uomo.
Quali sono i batteri contratti durante il ricovero
Il paziente era stato ricoverato nel dicembre del 2020 all’ospedale Santa Barbara di Rogliano a causa di una grave forma di Covid. Da quel reparto di rianimazione non sarebbe mai più uscito. Secondo quanto ricostruito nel processo civile, durante il ricovero avrebbe contratto due batteri considerati tra le principali minacce in ambito ospedaliero: Klebsiella Pneumoniae e Acinetobacter Baumanii. I giudici hanno spiegato che le infezioni “nel loro complesso si pongono quali concause sopravvenute nel determinare un decadimento delle condizioni generali che lo ha condotto a morte”.
L’inutile trasferimento a Germaneto
Dopo il primo ricovero a Rogliano, il paziente venne trasferito alla fine di dicembre al policlinico di Germaneto.
Qui i medici si sarebbero accorti delle infezioni batteriche, ma ormai le condizioni dell’uomo erano diventate gravissime. Nonostante le cure e la terapia antibiotica mirata, il paziente morì il 18 gennaio 2021 per insufficienza cardio-respiratoria.
Le accuse sulla prevenzione delle infezioni
Secondo il tribunale, se le infezioni fossero state individuate in tempo e curate con terapie adeguate, il paziente avrebbe avuto possibilità di sopravvivere. I giudici hanno inoltre evidenziato che “non risultano neanche menzionate invece le specifiche cautele eventualmente adottate per la prevenzione delle infezioni”. Un aspetto considerato particolarmente grave considerando che le infezioni ospedaliere rappresentano un rischio noto soprattutto nei pazienti fragili ricoverati in terapia intensiva.
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