Rifiuti, potere e inquinamento |Quel "mostro" alle spalle del Simeto - Live Sicilia

Rifiuti, potere e inquinamento |Quel “mostro” alle spalle del Simeto

Quanto scoperchiato dalla Guardia di Finanza, oltre al sistema, mette in luce il dispregio del bene pubblico, immaginato e trasformato in grande pattumiera.

la discarica
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CATANIA – Il bianco accecante del fianco della collina di rifiuti è una delle cose che si scorgono meglio guardando verso Siracusa. La discarica di Grotte San Giorgio, al centro della bufera giudiziaria scatenatasi nei giorni scorsi e che ha colpito il “sistema criminale oribitante attorno alla figura di Leonardi Antonino” portando all’arresto di nove persone, è ben visibile sin da Messina. Uno sfregio vero e proprio, un “mostro” alle spalle della Riserva naturale del Simeto, che interrompe la vista della costa, riportando immediatamente in Sicilia chi osserva ammirato la bellezza dell’Isola.

DANNO AMBIENTALE. Bellezza continuamente offesa, messa in pericolo principalmente dagli stessi che dovrebbero esaltarla, tutelarla e valorizzarla. Non ferirla, in certi casi a morte. Quanto accaduto al confine tra Catania e Siracusa non mette in evidenza solo il sistema illecito e corruttivo che continua a gravare sul settore rifiuti, ma evidenzia come l’ambiente e la sua tutela siano tra i primi a essere sacrificati al dio denaro, al profitto. Nonostante le proteste, le richieste, le urla di dolore di chi, al contrario, nell’ambiente vede una risorsa, oltre che un diritto di tutti. “A fronte delle condotte illecite sulla gestione dei rifiuti deve ritenersi commesso un inquinamento e un danno ambientale allo stato non suscettibile di determinazione”, riporta l’ordinanza.

Quanto scoperchiato dalla Guardia di Finanza, oltre al sistema, mette in luce il dispregio del bene pubblico, immaginato e trasformato in grande pattumiera. Come evidenziano alcuni passaggi dell’ordinanza del Gip dove si sottolinea tra le altre cose non solo la pratica di sotterrare i rifiuti senza prima effettuare alcun trattamento, ma di scaricare il percolato direttamente in mare. Lo stesso mare che bagna la riserva orientata del Simeto; lo stesso mare dove, a distanza di qualche chilometro, i bagnati si immergono regolarmente.

IL FETORE E L’IMMONDIZIA ‘CUMMIGGIATA’.  Per anni i residenti hanno denunciato gli olezzi che, in alcune giornate di particolare umidità, si sentivano forti anche in città. Era il 2015 quando una manifestazione in strada ha scosso nasi e coscienze, denunciando Il fetore proveniente dalla discarica dove, secondo l’ordinanza, i rifiuti venivano conferiti senza alcun previo trattamento. “Tal quali” si legge nell’ordinanza. Una protesta ripetuta, dalla Cgil, l’anno dopo e ancora quelli successivi.  “L’attività illecita si sarebbe tradotta nello smaltimento in discarica di ingenti quantitativi di rifiuti solidi urbani, pneumatici fuori uso e altri rifiuti non provenienti da previe operazioni di trattamento e selezione meccanica e di ingenti quantitativi di materiale proveniente da una fase intermedia del processo di compostaggio putrescibile e con alti livelli di IRDP (Indice Respirometrico Dinamico Potenziale) – si legge. Tale smaltimento avveniva mediante l’attribuzione fittizia del codice CER 19.12.12  o mediante il diretto conferimento in discarica senza alcun formulario identificativo dei rifiuti”. E ancora, smaltimento del compost, mancata divisione tra frazione secca e frazione organiza, umido scaricato in discarica senza biostabilizzazione, tutto concorrerebbe ad aggravare il danno ambientale.

L’OASI DEL SIMETO E IL MARE.. “Nell’imputazione si contesta anche l’illecito smaltimento del percolato prodotto in eccesso dalla discarica (proprio in conseguenza del conferimento di rifiuto putrescibile”, si legge ancora. Ill percolato prodotto dai rifiuti veniva infatti scaricato direttamente a mare”, di fronte un tratto di costa protetto, l’Oasi orientata del Simeto che, negli anni, ha visto crescere alle proprie spalle la discarica. “Secondo la tesi dell’accusa, il percolato di fatto non veniva smaltito ma sversato nel suolo e nelle acque”. il problema, ricostruisce l’accusa, sarebbe esploso con un nubifragio che, nel novembre 2018, si abbatte sulla zona. L’acqua si mischia ai rifiuti dalla discarica e diventa percolato, ma vi è un sistema di smaltimento idoneo. Pertanto il liquame viene scaricato in mare. “Il sistema della discarica deve esser progettato e realizzato in modo che tutto il percolato confluisca, attraverso la rete di raccolta realizzata sul fondo del bacino, nei pozzetti posti dentro il bacino e da questi pompati nei silos di stoccaggio” – si legge nell’ordinanza. E ancora: “Leonardi dava indicazioni al dipendente D’Arrigo Fabio affinché il percolato fosse scaricato all’esterno dell’impianto, mediante l’utilizzo di pompe idrovore, che lo immettevano in canaloni per poi sversarlo direttamente a mare”. Di notte, lontano dagli occhi indiscreti, lentamente si inquinava il mare e il sottosuolo.

INTERVIENE LEGAMBIENTE NAZIONALE. Secondo il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani: “Siamo dinnanzi ad un danno ambientale di proporzioni colossali che ci auguriamo venga punito severamente grazie alle norme sugli ecoreati. Legambiente, con le sezioni locali,  si costituirà parte civile nel procedimento che ne seguirà, nella speranza che questa sia la volta buona per la Sicilia per spezzare questo scellerato patto tra imprenditori, amministrazioni pubbliche e mafie nella gestione dei rifiuti”.

 

 

 

 


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Commenti

    Un plauso alle forze dell’Ordine e alla Magistratura che finalmente hanno interrotto e messo in luce la criminale gestione della discarica di Catania. Tuttavia, come sempre in queste vicende, rimane un nodo in gola…… per decenni le stesse forze dell’ordine e la stessa magistratura hanno fatto finta di non vedere e non sentire (la puzza) quello che era sotto gli occhi ed il naso di Tutti? Basteva percorrere la CT-SR ed appena si entrava in galleria la gola ed il naso ti si chiudevano per il fetore insopportabile che nelle giornate di Ponente o Maestrale arrivava fino a Vaccarizzo e Agnone. In tutti questi anni, i proprietari dei terreni agricoli costretti a vendere agli stessi Leonardi le loro aziende per le falde inquinante e per la puzza insopportabile, controlli inesistenti e controllori corrotti.
    Sarebbe bene anche valutare sulla base di quale CV e da chi (?) è stato nominato il Dott. Liuzzo – Responsabile ARPA per la provincia di Siracusa.
    Tanti quesiti che Voi giornalisti avrete modo di svelare.

    E la politica la vogliamo lasciare fuori? Suvvia mi pare riduttivo non ammettere che laddove
    c’è denaro la politica ci sta dentro con tutte le scarpe!

    Legambiente Nazionale e le Autorità Siciliane non ne sapevano niente fino ad oggi?

    Non hanno saputo niente della manifestazione dei residenti, nel 2015, cinque anni fa?

    Chi dice che la Sicilia dovrebbe essere commissariata non ha torto.

    Il titolo di un libro, “Buttanissima Sicilia”, cade a proposito.

    Il Cristo non si é fermato ad Eboli, é diventato residente permanente della Sicilia.

    leggo che chi ci doveva difendere dall’inquinamento e tutelare l’ambiente vive lontano mille miglia…. ed esce dall’anonimato con la gamba tesa….e rifletto su quanto è accaduto dal 2015 ad oggi con grande amarezza …… “Legambiente, con le sezioni locali, si costituirà parte civile nel procedimento che ne seguirà, nella speranza che questa sia la volta buona per la Sicilia per spezzare questo scellerato patto tra imprenditori, amministrazioni pubbliche e mafie nella gestione dei rifiuti”.
    I Comitati civici Locali e non stiamo valutando di costituirci parte civile nel processo che seguirà invece proprio contro Legambiente che ci perseguita per delle sciocchezze additandoci come abusivi nei nostri terreni privati … e in particolare contro le sezioni locali che conoscevano ampiamente il problema inquinamento proveniente dalla discarica a ridosso della riserva non solo atmosferico ma anche di moria di pesci lungo la battigia di Primosole beach a causa degli scarichi fognari dell’hinterland che provengono dalla zona industriale ….. e stanno scoprendo l’acqua calda increduli che ciò sia successo dopo varie denunce e manifestazioni e consigli di quartiere presenti i vertici della Sicula Trasporti Assessore D’Agata e componenti dell’Amministrazione Bianco che anziché incentivare la differenziata come da noi proposto ci hanno bleffati istituendo una commissione di verifica emissioni durante la notte in discarica presente un consigliere di quartiere che vive in collina primosole zona altamente inquinata e funzionari dell’ARPA che hanno considerato il tasso d’inquinamento e di fetore al di sotto della norma…..fregandosene delle manifestazioni e proteste degli abitanti che vivono a meno di 300 m dalla discarica e degli uccelli migrati altrove poiché il loro habitat è stato distrutto dal fetore nauseabondo proveniente dalla discarica a due passi dal fiume simeto….. con l’aggravante che dopo i due nubifragi di novembre 2018 abbiamo chiesto al dip.to ambente e riserve di pulire le spiagge di vaccarizzo con mezzi meccanici gommati e dopo un anno e mezzo di note inviate anche dall’Ente gestore al responsabile dott. Maurici aspettiamo di poter operare in deroga al Regolamento con l’aiuto del comune costretto pure lui davanti ai poteri forti degli ambientalisti operanti ai vertici piu’ alti a fare dietro front disattendendo la circolare dell’assessore al territori0o e ambiente che con un capitolo di spesa ad hoc sollecita ogni anno proprio il comune di competenza ad operare in aiuto dell’ambiente demaniale protetto….per il tramite dell’Ente Gestore ma loro …. ambientalisti che operano nominati nelle aree protette dai colletti bianchi della Regione ARPA in testa e Demanio se ne lavano le mani come Ponzio Pilato lasciando noi cittadini a sacrificarci sotto la scure di sanzioni e denunce in Procura per aver disatteso le loro direttive…. negano alle maestranze di operare a norma nonostante il sollecito della Presidenza della Regione….. SI AVETE CAPITO BENE abbiamo scomodato pure la presidenza e tutti i capi di gabinetto dei dipartimenti competenti ….e francamente 5 km di spiagge da pulire a mano con ramazze e rastrelli come buoi è un impresa difficile se non impossibile… per restituire l’habitat alle tartarughe marine che spesso spiaggiano con le uova in grembo in mezzo a quintali di canne detriti ferro plastica e liquami e quant’altro le mareggiate hanno depositato lungo il ltorale senza riuscire a solcare i nidi…. altro che oasi del Simeto io la definerei un immondezzaio a cielo aperto finché anche questi pseudo ambientalisti con i paraocchi non saranno colpiti nei loro interessi di controllori del territorio in esame…… con una seria RIPERIMETRAZIONE DELL’OASI DEL SIMETO PER RIPRISTINARE LA LEGALITA’ NELLE ZONE B) A VINCOLO RELATIVO SOTTOPOSTE A VINCOLI ASSURDI E INGESTIBILI E RIDIMENSIONARE LA ZONA A) A VINCOLO ASSOLUTO CHE DOVRA’ ESSERE PROTETTA CON REGOLE RIGIDE E TRASPARENTI DALL’ENTE GESTORE…. su quanto sopra attendiamo fiduciosi che la magistratura faccia il suo lavoro e ci restituisca serenità che abbiamo perduto in 30anni di abusi e di sorprusi nella gestione delle aree protette.

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